sabato, dicembre 31, 2005


"L'ultimo capodanno dell'umanità" da Fango di N. Ammanniti, Piccola Biblioteca degli Oscar Mondadori, 6.71 €
Noi Gonze non crediamo alle superstizioni, quindi ci sembra d'obbligo recensire questo racconto, da cui trassero anche un film anni fa, che non ho visto (fedele alla linea).
Questo scrittore è uno dei miei preferiti, nonostante suo babbo mi abbia bocciato ad un esame di psicopatologia, ma ritengo che i suo racconti siano molto più brutti dei suoi romanzi.
Fango, come abbiamo detto è un insieme di novelle, e altri suoi racconti sono nelle raccolte Gioventù cannibale e Tutti i denti del mostro sono perfetti. Anche da Brachie hanno tratto un film, il cui attorone principale era Gianluca Grignani, quindi caliamo semplicemente un pietoso velo, il libro si poteva ancora salvare.
Ora però parliamo dei classici come Ti prendo e ti porto via di cui Vasco Rossi ha comprato i diritti per farci un ennesimo film dopo aver intitolato così una delle sue canzoni (nell'album Stupido Hotel, 2001) e Io non ho paura da cui Salvatores ha già fatto un film che dicono essere bello.
Sicuramente il suo stile telegrafico di scrittura, poco incline alle divagazioni rende piuttosto facile la trasposizione in sceneggiatura, e poi queste due storie sono proprio belle. Personalmente Ti prendo e ti porto via è meraviglioso, nella sua durezza, nella sua tristezza, nel suo finale che non lascia scampo per nessuno, non c'è posto per l'amore in questo libro, si salvano forse, solo i più piccoli. Io non ho paura, invece, è parte dell'amore, dell'amore per la vita, per i proprio genitori, per i propri figli, quel tipo di amore che ti rimette in discussione anche dei dogmi fondamentali.
Siamo partiti da un racconto, di cui si poteva fare a meno per arrivare a due libri che non si può fare a meno di leggere.
Questo post è dedicato al mio amicone bello Renato (che li ha letti quasi tutti anche lui) che se ne sta tornando in Irlanda, siccome per un po' non lo vedrò, almeno posso guardarmi la sua foto ;-)
BUON ANNO DALLA REDAZIONE DI LIBRITUDINE!

venerdì, dicembre 30, 2005

La Storia dell'Amore di Nicole Krauss - Guanda - 15 e.u.r.o.

Si, mi si puo' accusare di favoritismo verso un'intera famiglia, ma sfiderei chiunque di voi a vedere occhieggiante in libreria l'ultima fatica della moglie del vostro scrittore contemporaneo preferito (vedi qualche articolo fa) e rimanere indifferenti.
Troppe domande a cui rispondere: la signora Foer scriverà bene come il marito?Sarà forse lui a dare una benevola mano alla consorte?Posso forse lasciar perdere una storia che parla di "sparizioni" proprio sotto Natale?
No.
La signora Krauss in Foer scrive bene. Non tanto quanto Jonathan Safran, ma meglio di molti altri giovaniintellettualinarratori. Si, forse il maritino ci ha messo la zampa se non tutte e due, ma...
A dispetto del titolo non è un libro romantico. E non è nemmeno allegro. Anzi, ironico, moltissimo, ma fondamentalmente triste e "finito".
Ecco, cio' che manca all'autrice è forse un respiro piu' ampio sulla trama, perchè nei particolari se la cava alla grande.
Leo Gursky, uno dei protagonisti, vive a New York dove si è rifugiato durante la II Guerra Mondiale perchè ebreo. Ha fatto il possibile per sparire ed ora, alla fine della sua vita, vuole essere ricordato. Ha un grande amore mai vissuto appieno, un amico e la memoria di un libro, un libro che a sua insaputa è stato pubblicato (La storia dell'amore appunto) e ha cementato altre storie tra cui quella di Alma, un'intelligentissima quindicenne con una famiglia borderline...
Note ai margini: le dediche che si scambiano questi due dalle prime pagine dei propri libri. Questa si' è storia dell'amore...

giovedì, dicembre 29, 2005

EXPLORA - IL MUSEO DEI BAMBINI
A pochi passi da Piazzale Flaminio si trova Explora il Museo dei Bambini di Roma.
Presso questo ex-deposito dell'ATAC si trovano, oltre al bar ed all'inevitabile negozio di gadget (da non sottovalutare), una serie di aree tematiche dove i bambini, specialmente i più piccoli, possono imparare un sacco di cose.
Le sezioni principali sono l'ambiente, la società, la comunicazione ed il corpo umano, con plastici, video e simulazioni dove poter sperimentare e toccare liberamente.
Se i vostri figli se la sentono possono anche farsi un giro con l'animatore mentre voi li aspettate comodamente al bar, ma secondo me vale la pena di vederlo; inoltre è un'ottima alternativa al centro commerciale in questo periodo in cui il freddo limita le visite al parco.
Per qualunque ulteriore informazione, questo è il sito dove potete navigare per prezzi, prenotazioni e orarari: http://www.mdbr.it/
Questo post è dedicato al fajiolino che nascerà verso il 4 luglio, un bacione a Barry White Jr. ed ai suoi felicissimi genitori!!!

mercoledì, dicembre 28, 2005

Persepolis - Marjane Satrapi -Fumetti Oro Repubblica

Segnalato mesi fa da un articoletto sul Venerdi che ne annunciava l'uscita, ma scovabile ancora oggi in edicole ben fornite, negozi di fumetti o nell'edizione "seria"o a puntate in libreria, Persepolis è un fumetto-libro o libro-fumetto estremamente particolare.
Primo perchè pensato, disegnato e scritto da una donna, cosa meno rara ultimamente, ma da non sottovalutare.
Secondo perchè pensato disegnato e scritto da una donna iraniana.
Terzo perchè pur avendo un disegno semplice e non prettamente "per cultori del genere" è coinvolgente.
Quarto e non ultimo, perchè pur essendo un album e non un testo di storia, riesce a fare imparare sulla storia dell'Iran e del Medio Oriente in genere piu' di quanto mai si potrebbe pensare.
Divertente e tragico insieme, autobiografico, per nulla pomposo, Persepolis è la storia di Marjane dal 1980 e i suoi dieci anni al 1993 circa, anno in cui l'autrice si allontanerà definitivamente dal suo Paese natale. E' storia vissuta, letta dal salotto di una normale famiglia, dalla scuola, dai cinema. E la Satrapi riesce a leggere ogni avvenimento con gli occhi dell'età che disegna, come se avesse fermato i ricordi con una forza e una lucidità rare durante il corso degli avvenimenti.
La prima parte e Marjane bambina è a parer mio la piu' bella e affascinante, ma tutto il libro mi ha entusiasmato. (e la socia gonzica è d'accordo!).
Forse sarebbe il caso lo leggessero anche i favorevoli alla guerra in Iraq o chi bolla il mondo islamico come, semplicisticamente "gli arabi". Potrebbe stupirsi.

martedì, dicembre 27, 2005

Enciclopedia della filosofia - L'Espresso
A soli 9.90 euro in più oltre al prezzo dell'Espresso (2.80 €) potete accaparrarvi la fantastica storia della filosofia che scrisse, ai tempi, Nicola Abbagnano e che è sempre più difficile trovare in libreria.
I primi 9 volumi ricalcano la storia della Filosofia, precedentemente uscita come libro di testo delle superiori e poi in edizione economica, gli ultimi tre sono i volumi che riguardano il dizionario filosofico.
Anche se non siete particolarmente amanti dell'argomento, c'e' da dire che Abbagnano scrive bene, quanto meno meglio di Antiseri, ed inoltre il suo esistenzialismo positivo, mette al centro di tutto l'uomo con la sua libertà; ai suoi occhi si può scegliere di essere fedele al propio essere o disperdersi nella quotidianità.
Quindi, premesso che bisogna sempre sapere chi scrive per farci la tara, questa storia della filosofia è sufficientemente semplice da risultare allo stesso tempo comprensibile ed interessante e, come direbbe un allievo del Prof. Abbagnano, "...se la filosofia non consola, almeno può aiutare nelle scelte che ognuno deve compiere nella vita di ogni giorno, presentando le possibilità alternative che si prospettano...".

lunedì, dicembre 26, 2005

The Music Genome Project
Dal 6/1/2000 un gruppo di musicisti e amanti della musica si è dedicato a creare il più ampio database di analisi musicale, da questo si arriva al Music genome Project.
Se vi fate un giro sul sito www.pandora.com ed inserite il nome del vostro gruppo o artista preferito, avete la possibilità di ascoltare una serie di altri gruppi o cantanti che gli ideatori del progetto ritengono simili a quello da voi inserito.
In seguito vi potete registrare ed avere accesso a tutta un'altra serie di possibilità e di differenti tipi di musica da ascoltare.
Buon ascolto!

domenica, dicembre 25, 2005

sabato, dicembre 24, 2005


Dave Eggers
Come post natalizio come non scegliere qualcosa che fa ridere, senza essere superficiale, qualcuno che pur avendo passato una serie di brutte avventure non ha perso la speranza e riesce nonostante tutto a mantenere un atteggiamento positivo verso la vita?
Ecco Eggers secondo me è tutto questo, ne "L'opera struggente di un formidabile genio" abbiamo il racconto delle peripezie della sua vita come potrebbe essere stata veramente, poi in "Conoscerete la nostra velocità" i racconti di due folli che girano il mondo regalando soldi.
Nel breve racconto il cui titolo è tutto un programma "Se non è vietato è obbligatorio o dell'ottimismo" uscito per la minimum fax la descrizione di un'improbabile campagna elettorale e - last but not least - proprio da poco è uscita una raccolta di racconti "La fame che abbiamo" che, per citare la quarta di copertina, ci riporta ai fasti di quello che era il primo romanzo e dell'imediatezza della sua scrittura, c'è poco da fare, poco da pensare, quello che leggi è quello che è. Non è un caso che assieme ad altri scrittori suoi contemporanei come Zadie Smith e David Foster Wallace, vengano considerati autori del filone chiamato realismo isterico.
Il nostro eroe del giorno, è anche l'editore di una rivista che racchiude il meglio del panorama letterario d'oltreoceano - McSweeney's - e di un centro educativo no-profit e negozio di forniture per pirati a San Francisco, se vi dice bene potreste riuscire a farvi tagliare i capelli da lui nel retrobottega, narra la leggenda che lo faccia per scaricare la tensione e lo stress.
BUON NATALE DALLA REDAZIONE DI LIBRITUDINE!

venerdì, dicembre 23, 2005


Clara Nubile "Io ti attacco nel sangue" Lain 12.50 €
Altro libro comprato per via della copertina, lo so sono il sollazzo di molti di voi per questa ragione, ma che volete che vi dica, mi piaceva...
Il libro non è altrettanto bello, un'altro di quelli su una generazione di adolescenti troppo cresciuti che non sanno dove sbattere la testa e quindi se ne vanno in India (very vintage).
La protagonista non è la voce narrante, non sempre almeno, la vediamo raccontata dalla sua coinqulina mentre scivola sempre di più in una morte causata da una fattura, una di quelle fatte dalle streghe e non dai commercialisti, anche se personalmente non saprei quale scegliere; mentre tutto intorno a lei comoncia a girare sempre più vorticosamente, la sua storia si intreccia con quelle delle altre persone che le sono accanto, fino a diventare un grande calderone di frasi.
Questo libro si legge molto in fretta e altrettanto rapidamente si può dimenticare.
Se anche l'autrice fa parte dei nuovi narratori italiani, siamo a posto.
OPS...Tanti auguri alla metà di Gonzo che sta per partire per Milano, BUON COMPLEANNO!

giovedì, dicembre 22, 2005

RASSEGNE STAMPA
Sempre per continuare la mia lotta nei confronti dell'ignoranza che mi appartiene e del qualunquismo nel quale amerei rifugiarmi ogni tanto, vorrei segnalarvi alcune tra le più veloci rassegne stampa on-line gratuite.
La più completa è sicuramente quella della Camera dei deputati, suddivisa per argomenti o per testate : http://rassegna.camera.it
Italieni: http://www.italieni.it è il link che vi porta agli articoli dei più famosi giornali internazionali che riguardano l'Italia.
Inoltre è possibile iscriversi alla newsletter, in modo da avere ogni giorno nella posta elettronica i link diretti agli articoli; se vi interessa ci sono anche Internazionale (www.internazionale.it) con i titoli di apertura dei giornali di tutto il mondo (occorre chiaramente conoscerne le lingue) e Supergiornale (www.supergiornale.it) con articoli scelti tra le migliori firme italiane del giornalismo.
A mio parere anche notevole è la rassegna stampa dei radicali (www.radioradicale.it) nella quale è presente ogni giorno un collegamento ad articoli del passato più o meno recente; comunque dal loro sito ascolterei fondamentalmente la rassegna stampa di Bordin (il direttore) ogni mattina (stampa e regime), anche solo per le sue inflessioni e cadute di tono nel commentare alcuni giornalisti, alcuni giornali ed alcuni presidenti del consiglio.
Un ultima postilla a questo proposito:
Continuiamo così, facciamoci del male.

mercoledì, dicembre 21, 2005

Enzo Biagi "Addio a questi mondi"
Torniamo a parlare di mondi, ma stavolta non intendiamo "altri mondi", ma piuttosto i regimi totalitari che si sono accavallati durante il XX° secolo.
Con una descrizione accurata, ma chiaramente non scevra di giudizi di valore, il grande giornalista e scrittore Enzo Biagi racconta il fascismo, il nazismo ed il comunismo e soprattutto i loro protagonisti, dai più famosi ai più dimenticati.
Attraverso le sue parole riviviamo epoche fin troppo vicine e per questo ancora più terribili per i loro devastanti impatti sulla popolazione mondiale, regimi che con le loro ideologie hanno portato alla morte di più di 50.000.000 di persone; uno storico come Hosbawam ha definito gli anni tra il 1914 ed il 1991 come l'epoca più violenta della storia dell'umanità, e solo perchè questo libro è stato scritto prima dell' 9/11.
Ci sono moltissime cose interessanti, curiosità e informazioni in questo volume, specialmente per chi non ha mai affrontato seriamente questi argomenti in un corso di studi, ma soprattutto è scritto molto bene, come solo il più grande degli epurati sa fare.
Ridatecelo.

martedì, dicembre 20, 2005

SETI
Questo progetto riguarda uno screen saver da installare per la ricerca di altre vite intelligenti nell'universo, vi allego un piccolo articoletto preso dal sito di "Le Scienze", in modo che possiate farvi un'idea.
Buona Lettura e magari stavolta E.T. telefona a voi (basta che non sia a carico del destinatario!).
SETI@home si allea con altri progetti
Si occupa della ricerca di vita extraterrestre SETI@home, lo screenserver scaricabile da internet che consente agli utenti di donare il proprio tempo di calcolo inutilizzato alla ricerca di intelligenze extraterrestri, cambia faccia e unisce le forze con altri progetti simili, distribuiti su più computer, che si occupano di argomenti diversi: dai modelli climatici alla ricerca di cure per gravi malattie. La mossa dovrebbe aumentare notevolmente il numero di utenti, e di conseguenza la potenza di calcolo disponibile.Circa una dozzina di progetti hanno deciso di utilizzare un sistema comune di software per ruotare e gestire in maniera più efficiente il tempo di calcolo dei volontari. Come risultato, ciascun progetto dovrebbe ottenere accesso a più utenti per più tempo.SETI@home era stato lanciato nel maggio 1999 per cercare segnali forti o regolari dallo spazio esterno. Lavora sui segnali radio captati dal radiotelescopio di Arecibo, a Puerto Rico, inviandoli ai computer di 5,5 milioni di volontari, ciascuno dei quali analizza una piccola parte dei dati e rimanda indietro i risultati. Ma il progetto, secondo il direttore David Anderson, necessitava un cambio di direzione. "La scienza che SETI@home stava svolgendo aveva raggiunto ormai un vicolo cieco. - ha commentato - Il sistema avrebbe dovuto operare per due anni, e invece era in funzione da sei: stavamo riesaminando ripetutamente il cielo ed era improbabile che trovassimo qualcosa che non abbiamo trovato finora".La piattaforma BOINC (Berkeley Open Infrastructure for Network Computing) consentirà a SETI@home di evolvere, usando dati inviati direttamente da differenti telescopi, compresi alcuni nell'emisfero meridionale, e con un range di radiofrequenze più ampio. Chi ha già installato SETI@home o vuole farlo ora, non deve far altro che scaricare il software di BOINC. Agli utenti verrà poi chiesta la percentuale del tempo di calcolo inutilizzato che intendono donare a ciascuno dei progetti. Per esempio, si può scegliere di donare il 70 per cento del tempo alla ricerca di una cura per le malattie, il 20 per cento alla ricerca di vita extraterrestre, e il 10 per cento per migliorare le previsioni del clima.

lunedì, dicembre 19, 2005


Hitomi Kanehara "Serpenti e piercing" Fazi Editore 12 €
Grande successo in Giappone, questo romanzo di facile consumo (è piuttosto breve) l'ho comprato fondamentalmente perchè mi piacva la copertina, io e la socia gonzica condividiamo molte modalità, e tra l'altro mi ero appena fatta il piercing a mia volta.
La storia è piuttosto semplice anche se si svolge secondo me su due piani, la strada che porta la protagonista a modificare definitivamente il suo corpo è la stessa che la porterà a cambiare profondamente come persona, ma forse funziona così: si cambia prima il fuori per arrivare a cambiare dentro.
Lo sfondo è la moderna città giapponese, così occidentale eppure così diversa, nelle strade, nelle storie, nella gente, così ammassata eppure così lontana e distante tra loro. Ed è forse per questa distanza, per questa separazione che si cerca la vicinanza con qualcuno che ci assomiglia e allora via, alla ricerca delle similitudini nelle diversità più spinte e all'eccesso.
A volte questo libro fa venire i brividi, a volte questo libro è talmente freddo che a leggerlo ti si rizzano i peli sul collo, decisamente un libro invernale.

domenica, dicembre 18, 2005

Che tu sia per me il coltello - David Grossman - Oscar mondadori € 6,71


Uno dei libri da me scelti senza nessun motivo se non la bellissima foto di copertina e la fascinazione del titolo, "Che tu sia per me il coltello" è un romanzo difficile.
Complesso, tutto "di testa" e senza una vera trama, è una storia basata su lettere.
Lettere che un tizio, abitante di un kibbutz, inizia a scrivere a una delle insegnanti nella scuola del figlioletto, vista per soli dieci minuti in una occasione comunitaria e con la quale non ha mai parlato, ma che crede (o davvero è cosi'?) di conoscere come se fosse la propria compagna.
Un dialogo che in realtà è un soliloquio in molte parti, che parla di sentimenti, domande inespresse, (le frustrazioni, il desiderio, il non nominabile che scorre in ogni famiglia come un fiume sotterraneo) e alterazioni della psiche senza il pathos a cui siamo abituati nella narrativa contemporanea, senza lo "scandalo" urlato, pur essendo davvero duro, quasi distorto.
Personalmente, in effetti, trovo gli scrittori israeliani un po' troppo freddi da questo punto di vista, forse perchè mi sembra sezionino i propri personaggi come anatomi patologi, forse perchè si chiamano fuori come osservatori esterni...

Certo è che Grossman scrive bene, in maniera stimolante e mai, mai facilona(challenging direbbero gli americani).

Prendetelo a vostro rischio quindi e tenete presente che non consiglierei una scorpacciata di Grossman-Yehoshua -Oz.
Meglio il contagocce.

sabato, dicembre 17, 2005

http://www.cosenascoste.com/
Lasciatemelo fare, lasciatemi segnalare uno di quei siti che non potreste nemmeno credere che esiste. Uno di quelli basati su segnalazioni di extraterrestri e rapimenti da parte di U.F.O.
Lo so, siete sicuri che quello che vedete è quello che è, anche io, ma non posso fare a meno di ricordare Shakespeare e forse pensare che mi sbaglio. Credere che siamo fatti sella stessa sostanza di cui son fatti i sogni, oppure che ci sono più cose in terra e in cielo di quante ne comprenda la tua (mia) filosofia.
In realtà ci sono delle volte in cui non posso credere che sia tutto qui, e delle altre in cui me lo auguro, che ci volete fare...ognuno è fatto male a modo suo.
Che dire, io continuo a giocare al superenalotto quando me lo ricordo, poi quando ho tempo mi diverto a sfogliare questo sito...e ne approfitto per salutare il grande segnalatore di questi siti, il mitico Uhura, e la sua compagna che lo asseconda e lo ama nonostante tutto (*tu*sai*che*non*è*tutto*qui*e*la*verità*è*la*fuori*).
A presto, se non mi rapiscono gli U.F.O., ma dalle parti di Primavalle, poche segnalazioni.

venerdì, dicembre 16, 2005

Ken il guerriero - The fist of the north star
Mentre leggevo, sento il mio allegro consorte affermare che c'era Ken in tv.
Ken il guerriero, mito di generazioni di 30enni, l'uomo che ti tocca e dopo tre giorni muori, uno di quello vecchio stile, che si innamorano di una donna e la cercano per trecento puntate e quando la trovano questa muore.
Insomma tutto il giapponese più puro e vero, guerrieri che volano, colpiscono ad una tale velocità che nemmeno te ne rendi conto e già il cervello ti si sta scoppiando ovunque.
Per farvela breve, su MTV stanno trasmettendo i film di Ken, senza che io ne sapessi niente tra l'altro, gli altri due andranno in onda sempre dopo le 22.30 i prossimi due venerdi'....toccherà rimettere in piedi il videoregistratore!
Per qualsiasi altra informazione riguardante il legittimo successore della scuola di Hokuto vi rimando ad un sito molto carino: http://www.hokutonoken.it/
E occhio a cosa succede tre giorni dopo che avete letto questo post...

giovedì, dicembre 15, 2005

Zero - di e con Massimiliano Bruno. Teatro della Cometa (Rm)

Recensione piuttosto territoriale stasera, ma fatta sapendo di consigliarvi uno spettacolo insolito, coinvolgente e messo in scena da uno veramente bravo.
In cartellone al Cometa Off l'anno scorso, quest'anno al "Cometa" (zona Campidoglio) dal 6 dicembre al 15 gennaio, Zero è un monologo, ma non sembra.
Cinque personaggi principali piu' i collaterali, tutti interpretati da Massimiliano Bruno con un'espressività intensa, buffa, drammatica, diretta e il sottofondo live dei bravi Punch & Judy, onnipresenti sul palco. (per i fanciulli, la violoncellista è davvero carina).
Una storia di sangue, in senso lato, che fa molto ridere all'inizio e piangere nel finale (e cosa dovrebbe fare di piu' il buon teatro?). Di vendetta, di un viaggio, dell'amicizia.
Visto e molto applaudito qualche tempo fa in "Ancora un attimo" con Paola Cortellesi, autore e all'occorrenza anche presenza televisiva, Massimiliano sa quello che fa. E molto bene. Dal martedì al venerdì ore 21.00, sabato ore 17.00 e ore 21.00, domenica ore 17.00. In attesa di vederlo in giro per l'Italia.

mercoledì, dicembre 14, 2005


M. Carlotto "Le irregolari - Buenos Aires Horror Tour" Edizioni e/o 9.00 €
Si torna ai libri, e che libro.
Di Carlotto abbiamo già parlato, ma questo non è un romanzo, magari, questo libro parla del viaggio dell'autore in nell'Argentina del 1997 e a ritroso nel tempo e nelle vite di 30.000 persone, che sono scomparse nell'arco di una quindicina di anni e che in altri paesi continuano a scomparire (compresa la Turchia che attualmente vuole entrare in Europa).
Le protagoniste di questo libro sono le madri, le nonne e i fijos di Plaza de Mayo che ormai da più di 20 anni girano intorno alla statua con le foto dei figli al collo, cercando nipoti nati nei campi di concentramento clandestini (mai visto il film "Garage Olimpo"?) e poi regalati o venduti mentre le loro madri venivano uccise perchè ormai inutili.
Meraviglioso pensare che mentre io facevo pazzie per i Simone Le Bon c'erano bambini che superati i dieci anni venivano uccisi, perchè considerati già dei pericolosi ribelli.
I ragazzi che poi hanno purtroppo fornito la trama al film "La notte delle matite spezzate" avevano dai 14 ai 18 anni e si erano permessi di chiedere che il loro abbonamento dell'autobus costasse di meno.
E poi la chiesa che tace e acconsente, la P2, la Cia e l'operazione Condor, noi italiani che continuiamo a fare affari chiudendo gli occhi e tappandoci il naso e il PCI di Berlinguer che segue la linea russa di appoggio silente, l'amnestia per tutti i militari argentini e Pinochet che fa la bella vita...
Una cosa che mi rimarra per sempre di questo libro, oltre all'amaro in bocca, è il fatto che qua in Italia io ero abbastanza grande da capire, ma nessuno aveva niente da spiegarmi.
Per favore leggete questo libro, fatelo leggere, spargete la voce, chi non conosce la storia è condannato a riviverla e oggi è successo questo:
1) Il presidente dell'Iran ha affermato che l'olocausto è un'invenzione degli occidentali;
2) Paolo di Canio ha espressamente detto che non rinnega il suo saluto fascista e che anzi è molto fiero di averlo fatto perchè sono le sue radici (E ALLORA METTETELO SOTTO TERRA) e lo rifarebbe;
3) il Governo ha approvato la nuova riforma elettorale mentre ieri notte aveva posto la fiducia su una finanziaria rammendata all'ultimo minuto e sta cercando di cambiare la legge sulla par condicio.

martedì, dicembre 13, 2005

Qué tal - De Agostini periodici - 4.90 € Mensile
Sempre rimestando nelle mie passioni incomprese (cioè non capite), un'altra cosa che mi ostino a fare è cercare di imparare altre lingue. Fortunatamente, in seguito all'ennesima volta in cui sono stata rimandata a settembre, ormai quasi 20 anni fa i miei mi spedirono 7 settimane al confine con la Scozia, dove anche i cani parlavano inglese e, devo dire, mi è servito, perchè da allora campo di rendita, ma per il resto...
Il francese lo capisco solo se è scritto e se io leggo piano piano sapendo già di che si parla, il tedesco è ormai, assieme al giapponese, qualcosa che forse nella prossima vita (se rinasco da padre crucco e mamma giap) potrei forse riuscire a capire, ma lo spagnolo è diventata una questione di principio.
Da qui il mio acquisto del giornale di cui sopra, che è carino, una specie di Speak-up versione iberica, pieno di notiziole scritte (e lette sul cd) in spagnolo, ho anche appreso che a Barcellona la Camper ha aperto addirittura un albergo e che Agatha Ruiz De La Prada disegna anche mattonelle oltre che bellissime scarpe. Ma non si parla solo di scarpe, abbiamo anche interviste a Botero ed Almodovar e soprattutto nello stesso cd in regalo con il giornale (regalo...5 pleuri!) c'e' anche un corso interattivo abbastanza carino, diciamo come tutti gli altri.
Quindi se vi itneressa tenere allenato il vostro spagnolo e non avete nessuno con cui parlarlo, almeno in questo modo lo potete ascoltare e poi...ci vediamo al negozio della Camper a Barcellona!

lunedì, dicembre 12, 2005

La nuova legge elettorale
Come sapete, o forse non sapete proprio bene come me, ma ne avete sentito parlare, la maggioranza ha cambiato la legge elettorale e si è tornati dal maggioritario al proporzionale.
Non sono assolutamente in grado di spiegarvi la cosa per bene e lascerò che lo faccia un mio caro amico, che non vota come voto io e che comunque ha la capacità di fornire informazioni sia per sua cultura politica sia per via del suo lavoro:
L'informazione non ha mai fatto male a nessuno, tranne a coloro che ci vogliono ignoranti, e al massimo farete aumentare il suo contatore.
Ciao Stef, e grazie come sempre.

domenica, dicembre 11, 2005

Robert Mapplethorpe - Torino
Una delle due gonze è andata a prendere un po' di freddo nella patria della triade del male (Moggi, Giraudo e Bettega) e si è sparata una mostra di fotografia niente male.
Per chi non lo conoscesse, Mapplethorpe è stato uno dei fotografi che dagli anni '80 in poi ha avuto la fila fuori dalla porta formata da persone che volevano essere fotografate, ma soprattutto colui che ha elevato i nudi (e oltre) al rango di arte.
A prescindere dall'uso opinabile di alcuni strumenti sadomaso fatta dal fotografo, c'è da dire che per quanto uno sia fotogenico, non tutti fanno la stessa porca figura quando sono nudi. Ci sono una serie di ritratti di fiori, molto belli e di visi, molto intensi, ma sicuramente quello che mi ha colpito di più, e sfido chiunque a dire che non è così, sono i nudi di uomini di colore, che non lasciano assolutamente niente all'immaginazione.
Particolare è il fatto che all'interno della mostra ci sia anche una parte riservata, come la stanza dei film porno nelle videoteche, in cui la visione è sconsigliata a chi è facilmente turbabile. Quello che in realtà mi è rimasto impresso è che non ho notato molte differenze tra quello esposto dentro e quello che stava fuori, ma tant'è, io non sono un uomo e fortunatamente non mi sono venuti i complessi.
Se doveste trovarvi da quelle parti o la dovessero spostare vicino a voi, fatevi un giro, non costa poco, ma ci sono veramente tantissime foto e quelle dei fiori sono veramente belle ;-)))

sabato, dicembre 10, 2005

J.T. Leroy

Ci sono libri che fanno male, a prescindere dal modo in cui sono scritti.

Ti tagliano l'anima e preferiresti non averli mai letti, ma forse non è poi tanto vero nemmeno questo. Quando poi lo stesso scrittore se ne esce con una novità, ti scordi forse o fai finta, e lo ricompri e la ferita che si era rimarginata torna a sanguinare, ancora ed ancora. J.T. è così, a metà strada tra il grottesco e l'agghiacciante, racconta storie tristissime e mentre le leggi ti ritrovi anche a sorridere. Quando ho letto Ingannevole è il cuore sopra ogni cosa, mi sono ripromessa che una delle sue opere era più che sufficiente, poi l'occhio mi è caduto su Sarah e ho pensato che visto che conoscevo l'argomento, stavolta sarebbe stato più semplice..... ingenua. La fine di Harold è più delicato, a modo suo più sfumato e sottile e poi dura pochissimo, ma lascia l'amaro in bocca, come tutti gli altri.Non so se consigliarvelo e poi scappare o negare di averlo mai fatto, oppure dirvi che forse non è il caso, il mondo è già abbastanza brutto ad una prima occhiata e forse non è così poi tanto necessario scendere nei dettagli...

venerdì, dicembre 09, 2005

Rock'n spot

Lo ammetto, molte pubblicità mi fanno desiderare di tornare ai buoni vecchi tempi della Rai col monoscopio (sono troppo piccola per Carosello), ma altre, specialmente nella versione da cinema sono diventate e non solo per la sottoscritta, un pozzo di san patrizio per la ricerca di nuovi talenti o musica da mp3.
Lo spot della Skoda Felicia per esempio, mi ha messo per giorni sulle tracce di quel vocoder estremizzato, fino a trovare l'artista corrispondente. Abbiamo cercato la sera stessa dello spettacolo al Mignon il tappeto musicale delle mille palline Sony che scivolano nelle strade di San Francisco. E...il rappone sul lamento del sole, tamarrissima pubblicità alcoolica, ci tiene compagnia nei viaggi in macchina.
Himogen Heap - Hide and Seek
Jose Gonzales - Heartbeat
Limp Bizkit - Creamer (Radio is dead)
Ascoltatevele...

...e anche se non c'entra con gli spot metteteci anche What else is there dei Royksopp.

giovedì, dicembre 08, 2005


Di leoni, streghe e armadi

Come piu' volte accennato recentemente le Gonze, oltre a volervi bene, sono avanti vent'anni. O qualche settimana, come in questo caso.
Dal 21 dicembre sarà infatti nelle sale cinematografiche una delle due corazzate Disney oltre a Chicken Little, Le cronache di Narnia e, proprio sabato scorso, la munifica socia mi ha prestato esattamente il romanzo da cui il film è tratto.
"The lion, the witch and the wardrobe" di C.S. Lewis, autore inglese e amico fraterno di Tolkien, è da piu' di cinquant'anni uno dei punti di riferimento della letteratura per bambini e ragazzi del mondo anglofono. (avevo detto "avanti vent'anni"???ehm...)
Uno dei sette episodi delle Cronache di Narnia (sette come i libri della Rowling...deve essere una tradizione inglese) e il primo scritto, anche se non il primo in ordine di lettura, racconta la storia di quattro bambini che trovatisi a vivere in una grande casa di campagna durante la Seconda Guerra Mondiale, scopriranno l'entrata per il favoloso mondo di Narnia attraverso un armadio.
Una favola semplice, con echi del cattolicesimo di cui Lewis era fervente discepolo, ma non fanatico e preziose gocce di humor britannico, che fa venire voglia di chiamare i nipoti o rispolverare le proprie capacità di baby sitter per leggerla ad alta voce ai bambini.
Due curiosità: il leone protagonista della storia si chiama Aslan che non è altro che la traduzione in turco di "leone". E pare che l'autore abbia deciso il nome per la terra fantastica, sfondo delle favole, grazie ad un atlante e si sia soffermato sull'italianissima...Narni.
Buona lettura o buona visione!
p.s.
Un abbraccione a Paolo che ha visto il film e gli è piaciuto molto!!!!

mercoledì, dicembre 07, 2005

NANDROPAUSA, la narrativa letta da Wu Ming
Dato che non abbiamo dubbi sul fatto che troviate il nostro sito di recensioni il migliore di tutti quelli possibili, non abbiamo timore a indicarvi un sito sul quale la recensione dei libri viene fatta dai cinque Wu Ming (Ex Luther Blissett Project):
In questo sito troverete recensioni vere, quelle che con cognizione di causa fanno riferimenti incrociati a libri usciti per una casa editrice sconosciuta nei primi anni '20, oppure che sottolineano dei cambiamenti di stile nella narrazione e li paragonano a quella di autori indiani del dopoguerra.
Sia ben chiaro, non che le due gonze non sarebbero capaci di tanto, diciamo solo che non ci va, una sana pigrizia mentale e' quel che ci vuole mentre il mondo si autodistrugge ad una certa velocità.
Ci preme solo sottolineare che alcuni degli autori recensiti dai Wu Ming erano stati chiamati in causa anche da noi, per esempio Carlotto, De Cataldo e Lansdale, mentre altri sono in progetto, come James Ellroy, Camilleri (anche se io preferisco il buonismo di Montalbano alla durezza dei due libri fascisti Macalle' e Senza titolo) ed Evangelisti.
In caso non sappiate cosa comprarvi in libreria....

martedì, dicembre 06, 2005

Buffy l'ammazzavampiri
Non ho idea se conosciate questo telefilm il cui target, immagino, sia l'adolescente femmina la cui età può variare dai 13 ai 17 anni.
Io sono un po' oltre il target, ma per questo telefilm ho perso proprio la testa. Per essere una che non guarda la televisione sono arrivata addirittura a videoregistrare le puntate che davano il pomeriggio.
La storia, in breve, è quella di una ragazza che viene scelta per difendere il mondo dai vampiri e altri mostri che vogliono prendere il controllo della terra, per farlo viene aiutata da alcuni suoi amici, tra cui uno sfigato, un vampiro redento, una sorella scema, una mostra psicolabile e due omosessuali, insomma tutto il meglio per essere politically correct.
Ma raccontato così non rende l'idea, quindi peggioriamo pure la situazione e diciamo che due dei suoi fidanzati, sui tre che ha collezionato durante le sette stagioni di durata del programma, erano anch'essi vampiri, come si dice....tanto va la gatta al largo.
Angel, il primo, ha avuto così tanto successo che dalla sua storia hanno tratto uno spin-off (altra serie nata dalla costola di Buffy) mentre l'ultimo - SPIKE - ha turbato i sonni di molte di noi. Immaginate un uomo (vampiro) che assomiglia a Billy Idol (con tanto di capelli all'acqua ossigenata) che riesce a fare innamorare di sè la nostra eroina, la quale, più volte ci ripensa, ma alla fine cede al richiamo della carne (o del sangue?).
Pensavo di essere l'unica donna adulta ad impazzire per una serie televisiva (ho smesso da tempo di vedere ER, non ho mai visto Desperate Housewives e sono molto lontani i tempi di Beverly Hills, se escludiamo Sex and the City che chiamare serie è troppo riduttivo - va piuttosto visto come un vademecum per vivere nel 2000), a spizzichi e bocconi pero' ho scoperto un'intero mondo di persone che segue i personaggi di Josh Whedon (sceneggiatore della serie e attualmente al cinema con Serenity, film di fantascienza senza troppe pretese, nel quale il suo stile nei combattimenti riappare fulgido) quasi tutti miei coetanei, ora sono un po' piu' tranquilla, mal comune....
Per esempio Yelena di Radio Rock fa iniziare ogni sua trasmissione con la sigla di Buffy.
In ultima istanza vorrei dedicare questo post a Lucia, la mia bambina di baby sitter con la quale, nonostante i 22 anni che ci separano, condivido questa passione, TI VOGLIO TANTO BENE PRINCIPESSA!!!!

lunedì, dicembre 05, 2005

9-11 In Plane Site - The director's cut
Se sieti stati sul sito disinformazione di cui vi ho parlato in un precedente post, vi sarete accorti che segnalato in lettere cubitali appare un documentario che rivela incongruenze nell'attacco dell'11 settembre 2001.
Questo documentario, che adesso viene venduto anche a pochi euro tutto sommato, in passato, e forse anche attualmente, era possibile trovarlo non tradotto in svariati siti, specialmente dopo l'uscita del libro francese (Thierry Meyssan - 11/9/2001 L'effroyable imposture) che evidenziava alcune discrepanze rispetto all'attacco avvenuto nei confronti del pentagono.
Io questo documentario l'ho visto, e credetemi cercando di essere il più scettica possibile e tenendo conto come sia piuttosto facile per me credere a qualcosa che mi piace. Personalmente chiunque mi parla male di Bush trova terreno fertile, com'è anche vero che l'America ha approfittato di attentati che indubbiamente le sono stati fatti, per muovere guerra a interi paesi; da che mondo è mondo, o quanto meno nei film di 007, se devi uccidere il capo dei terroristi non uccidi tutti quelli che gli abitano vicini o nello stesso paese che ipoteticamente lo nasconde.
Il documentario, come dicevo, ventila l'ipotesi che dietro all'attentato alle torri ci sia il governo americano, perchè sono i soldi della guerra che fanno girare il mondo ed in particolare gli Sati Uniti (intesi come multinazionali).
Io credo che sia parzialmente vero anche questo, ma siccome non è mai bene ascoltare solo una campana, date un'occhiata anche questo link su uno dei siti che si occupa di evidenziare le bufale: http://www.attivissimo.net/antibufala/meyssan/pentagono_boeing_fantasma.htm
In questo modo potete avere alcune delle versioni dei fatti oltre a quelle ufficiali; inoltre penso sia anche da dire che lo scrittore francese è uno di quelli che su queste cose ci marcia da tempo e che grazie a quel libro ha fatto i miliardi, certo magari non ha ucciso nessuno, però non credo che in termini di giustizia assoluta abbia dei meriti...

domenica, dicembre 04, 2005

P.Adamo, S. Benzoni "Psychofarmers" ISBN 16.5 €
Come preventivato ecco il post sul libro del momento e, a giudicare da quanto ne parlano in giro, non solo del "mio" di momento.
In questo volume, si fanno l'elenco e le spiegazioni di tutti i principali psicofarmaci in commercio partendo sia dai loro nomi commerciali sia dal nome del principio attivo; non è una spiegazione da bugiardino, quanto piuttosto tutta una serie di informazioni sul come si è arrivati a spacciare per farmaci una serie di molecole per le quali si sono trovate adeguate malattie, come dire prima hanno trovato la soluzione, poi hanno creato il problema.
Indubbiamente questo è il punto di vista degli autori e può essere più o meno condivisibile, attualmente io ne condivido solo una parte, ma sapere quante e quali case farmaceutiche hanno peso sugli attuali equilibri del mondo è comunque un'informazione sulla quale c'è poco da essere d'accordo. Divertenti anche le pubblicità degli psicofarmaci, le cui locandine sono riportate a bordo pagina, e le informazioni sulla presenza degli stessi in film, telefilm e libri, tra cui quello recensito dall'altra gonza "Gli Scwartz", senza dimenticare il paragrafetto sulla Juventus F.C.
Sia che questo argomenti vi tocchi o meno, resta un libro interessante, mi sento di consigliarvelo, sicuramente più del vendutissimo "Prozac nation", comunque la questione è moooooltoooo aperta e l'informazione è d'obbligo.

sabato, dicembre 03, 2005

Richard P. Feynman "Sei pezzi facili" 11 €, "Sei pezzi meno facili" 12 € Adelphi.
Come direbbe Moretti: "...continuiamo così, facciamoci del male..". Ma non è del Mont Blanc che si tratta in questo post, che continua la serie quanto mi piacerebbe capire tutto quello che leggo, ma di fisica.
Ebbene sì, la fisica del triennio delle superiori, materia che ho sempre considerato avulsa non solo dal contesto, ma dalla mia vita intera, fino a quando mi sono imbattuta in un libro di Asimov, il "Grande libro della fisica", appunto, che non dico mi ha riconciliato, perchè prevederebbe una mia comprensione dell'argomento, ma ha reso il tutto meno estraneo dalla mia vita. Detto questo, a seguire si sono infilati il "Tao della fisica" che godrà probabilmente di un suo post e questi due libercoli (intesi nel senso di poche pagine).
Trascrizioni di alcune lezioni tenute da Feynman al Caltech (California Institute of Technology) , nella sua semplice esposizione, alcune parole come "energia" e "gravità" cominciano ad avere un senso; per quanto mi riguarda ho anche imparato un sacco di parole nuove, di cui quadrivettore è una delle mie preferite, ma purtroppo adesso non ho proprio tempo di spiegarvela, perchè ho la pasta sul fuoco, peccato, se vi interessa andatevela a leggere, ciaoooooo!

venerdì, dicembre 02, 2005

L. Marinoff "Platone è meglio del Prozac", "Le pillole di Aristotele" 19.90 € (ognuno) Piemme.
Personalmente, nutro un'insana passione per tutto quello che non riesco a capire, non a caso ho da anni l'abbonamento a "Le scienze", e la filosofia rientra tra i grandi punti interrogativi della mia vita. Dal liceo in poi non ho mai smesso di leggere, cercare di capire, come mai il dialogo fine a se stesso riscuotesse questo grande successo e forse la risposta dell'angosciante quesito sta proprio nel sottotitolo di uno di questi due libri (quello del Prozac), che recita: Basta con le pillole, usa la filosofia! Qualcuno prima di te, quel problema, l'ha già risolto. Per tutti coloro che hanno sempre saputo che la filosofia serve a qualcosa, senza riuscire a dire esattamente cosa.
Di questo genere di libri di filosofia pop (intesa nel senso di popolare) ce ne sono una marea in giro, a cominciare da "Il mondo di Sofia" per arrivare a "Il flipper di Popper", ma questi 2 scritti da Marinoff li ho particolarmente apprezzati, intanto perchè semplici (ma è una cosa che hanno in comune con gli altri) poi perchè si usa la filosofia per risolvere i problemi di ogni giorno, con tanto di schemino in cinque passi (lo so fa tanto alcolisti anonimi, però può essere utile).
Non è un libro di estetica o filosofia teoretica (per quanto...), ma si lascia leggere da chi, naturalmente, non ha aspirazioni a scrivere saggi sull'argomento e tutto sommato questo post è il degno (spero) antecedente di quello che spero di scrivere a breve sul libro che sto leggendo adesso: "Psychofarmers", storia, uso e abuso degli psicofarmaci, a presto quindi!

giovedì, dicembre 01, 2005

M. Carlotto - M. Videtta "Nordest" Edizioni e/o 15.00 €
E' stato scientificamente provato come un giallo al giorno levi il medico di torno, quindi fedele alla linea oggi mi sono divorata questo nuovo parto di Carlotto, che neanche stavolta si è smentito.
Si torna al giallo con tutti i crismi, con morti e assassimi rimasti segreti fino all'ultimo, anche se stavolta verso la metà avevo indovinato; però la bravura degli autori non sta solo nella suspance che tiene fino all'ultimo, quanto piuttosto nel descrivere uno scenario che io ho a volte intravisto nell'Emilia bene quando abitavo a Parma, e che a volte rivedo, di sfuggita, nel nuovo nordest che si sta costruendo nelle Marche.
Un mondo laido, agghiacciante, fatto solo di soldi e di rispettabilità comprata e costruita sui soldi, l'Italia dei parvenu, i nuovi ricchi, gli imprenditori di successo, quelli che spremono qui finchè c'e' succo e si spostano, poi, dove possono continuare incontrastati a fare i danni.
Carlotto li conosce bene quei posti, c'è nato, e ne è scappato prima come latitante e poi, in seguito, come uomo graziato (grazie Scalfaro) e il suo passato si intravede a tratti o appare chiarissimo (http://www.railibro.rai.it/schede.asp?id=24): quando parla di controinformazione o quando descrive il suo personaggio alter-ego, l'alligatore bluesman amante del Calvados.
Questo è un bel libro, ma il più meraviglioso (e perdonatemi il superlativo del superlativo) è un libercolo di nemmeno 70 pagine: "Niente più niente al mondo". Non ve lo posso descrivere, posso solo dirvi che ho sbagliato fermata di metropolitana, e non di poco, e non è poco.

mercoledì, novembre 30, 2005

J. Patterson "Terzo grado" Longanesi 16.50 €
Questo autore è conosciuto soprattutto per le sue storie che hanno come protagonista il detective Alex Cross (sul grande schermo Morgan Freeman), ma questo è il suo terzo romanzo in cui impera il Women's murder Club. Nei primi due (Primo a morire e Seconda Chance) abbiamo imparato a conoscere Lindsay, Jill, Cindy e Claire, e soprattutto a tenercene lontani, visto e considerato che portano sfiga come Angela Landsbury (dove arrivano muore qualcuno), ma indubbiamente questi gialli si leggono alla velocità della luce, se un'appunto gli si può fare è proprio quello che nonsotante le 300 pagine, durino veramente troppo poco. Non è una lettura impegnativa, ma non per questo è meno divertente cercare di capire non tanto l'assassino, con il quale facciamo solitamente conoscenza nelle prime trenta pagine, quanto piuttosto la sua mossa successiva, il suo scopo e di solito, almeno per quanto mi riguarda, difficilmente indovino...

martedì, novembre 29, 2005


A love song for Bobby Long - 2004

Avevo letto critiche superlative l'anno scorso, su questo film. Avevo letto complimenti roboanti su Travolta.
Avevo letto e non ero andata al cinema a vederlo. Pregiudizi su John Staying Alive, l'idea che fosse un drammone strappalacrime...che so.
Invece, adocchiato sullo scaffale della mia videoteca di fiducia e presentato come "niente affatto male" una domenica sera, mi sono decisa.
E mi è piaciuto. Non sottoscriverei le iperboli di alcuni critici, ma mi è piaciuto.
Ambientato in una New Orleans per nulla carnevalesca e molto disperata (ci si immagina Katrina in quelle casette, solo pochi mesi dopo) è equilibrato e non retorico e di certo non alla ricerca della commozione facile.
Parla di legami familiari e di progetti falliti, di speranza e letteratura.
E si', il Travolta recita benone. Insieme a Scarlett Johansson e Gabriel Macht.
Unica pecca, non avere sfruttato lo stuolo di personaggi "secondari" evidenziandoli maggiormente. Sarebbero stati un bello spettacolo.

lunedì, novembre 28, 2005

J. Coe "L'amore non guasta" Universale Economica Feltrinelli 6.50 €

Ho apprezzato molto "La famiglia Winshaw", ma questo libro non mi è piaciuto. Particolare l'idea dei racconti nel romanzo, ma anche questa non è proprio un'idea che nessuno aveva avuto prima.
Troppa dietrologia, troppe spiegazioni ricercate tra parole estrapolate dal contesto, troppo dolore taciuto ed agito; insomma non è un libro che rileggerei, tantomeno in un bel pomeriggio d'estate sdraiata al sole, figurarsi in una stagione uggiosa come questa, quando davvero pensi che piovera' per sempre.
Forse non sono sufficientemente intimista, forse è una storia che conosco per averla ascoltata troppe volte, forse l'amore a volte non guasta, ma potrebbe non essere sufficiente, forse....

domenica, novembre 27, 2005

SUMMER JAMBOREE: http://www.summerjamboree.com/
Chi mi conosce, sa che ho passato gli ultimi 30 anni della mia vita e forse qualcosina in più, al mare di Senigallia, se di mare si può parlare, anche se io ne preferisco la spiaggia di velluto.
Una delle cose che più mi piace di questa ridente località marina, a pochi chilometri da Riccione e Rimini, con tutto quello che questo comporta, è appunto quello che si chiama Summer Jamboree: per un'intera settimana si torna in pieni anni '50, con tanto di macchine d'epoca, rocckabilly con ciuffo tipo J. Travolta nei T-Birds, e ragazze vestite come Sandra Dee. Meraviglioso. Da tutti i negozi ed i locali musica Rock e Elvis su tutti, gonnelline che fanno la ruota, feste Hawaiane e giacchette di pelle nera, senza contare le splendide scarpe a punta bicolori, che il mio amico L. (uno dei fotografi dell'evento) sfoggia solitamente anche al di fuori della manifestazione, con nostro sommo gaudio...
Fate un giro sul sito cosi' avete un'idea di quello che succede in questa settimana al di fuori del tempo, e se vi piace ci vediamo al concerto dei Comets, Aloha!

sabato, novembre 26, 2005

Sui Gadget, o dell'irresistibile attrazione verso le ca22ate
Ieri pomeriggio mi trovavo, oltre che al telefono con la gonza ed in estatica contemplazione degli oggetti di scena di HP, alla galleria Sordi perche' avevo uno scopo, e cioe' impiegare i trenta euro di sconto della carta feltrinelli accumulati senza nemmeno troppo sforzo da parte mia, ma non del mio bancomat. Il mio pomeriggio era finalizzato ad accaparrarmi la telecamerina per la Play Station 2 (regalo di nozze badate bene) e il videogame di cui mi appresto a fare un'elogio e anche una piccola recensione: KINETIC.
Trattasi di un giochino che - dicono - ti permettera' di avere dentro casa un personal trainer e di allenarti divertendoti, il tutto al modico prezzo di 60€. Parzialmente vero, perche' dopo tre ore passate a trovare un posto sufficientemente lontano per la telecamera e aver cercato di mettere a fuoco tutto da sola, tra rabbia e fatica ho sicuramente bruciato un numero rilevante di calorie. Devo dire però che è divertente, almeno il paio di giochini che ho provato, vedervi in televisione mentre cercate di colpire palline inesistenti, oltre a dare grosso divertimento ai vostri coinquilini, è piacevole e fa sudare anche voi. Anche la modalità personal trainer, con l'impostazione di programmi personalizzati (immagino quanto) è interessante, tutto sta a vedere quanto dura il mio impegno, discorso a parte vale per chi è dotato di una certa costanza; insomma il giudizio per adesso è molto buono, staremo a vedere, se non perdo almeno dieci kg in tre mesi lo frullo ;-)))
Ma ieri era destinata ad essere una giornata eccezionale, perchè mi ha anche raggiunto mio babbo (The Gadget Master) per darmi la tastierina in silicone che mi aveva comprato per il portatile. Chiunque di voi abbia un laptop, ma non ci abbia speso i miliardi, saprà il dolore ai polsi che vi attanaglia per la scomoda posizione che varia a secondo dello spessore del pc o dell'i-book; memore di questa cosa che gli avevo raccontato, mio papà si presenta con questa tastierina in silicone di un centimetro scarso di spessore: veramente divertente e particolarmente comoda, anche se necessità di un po' di tempo per riabituarsi alla pressione da esercitare sui tasti.
Insomma, che giornata ieri....

venerdì, novembre 25, 2005

E a proposito di Harry Potter...


Il fatto che sia io a scrivere di questi sei libri è, chiedo venia , come chiedere a una mamma se trovi carino il proprio figliolo.
Chi mi conosce sa bene quanto io sia disposta a parlare di ogni singolo particolare relativo a ciascun romanzo. Di come inizi ad emettere suoni gutturali al passaggio in tv dei trailers del film o, per esempio, al telefono due secondi fa con la socia gonzica che mi diceva essere in Galleria Colonna, proprio di fronte alla Nimbus 2000...
Dopo averli snobbati nella loro patria infatti ( e tipicamente bollati dal mio snobismo come fenomeno quasi isterico) per un caso strano e anche un po' poetico, ho iniziato a leggerli e non sono piu' riuscita a staccarmene.
La prima cosa che forse si puo' dire delle meravigliose creature della Rowling, è che piu' di una saga, termine che non mi piace molto per definirli, questi romanzi siano veri e propri "racconti di formazione", concepiti in una sola idea dalla scrittrice e poi parcellizzati secondo uno schema ben preciso per seguire con il loro andamento il protagonista a partire dagli undici anni fino ad arrivare ai diciotto (sigh sob il prossimo è l'ultimo!).
Dal momento in cui Harry, ospite sgradito degli zii (cattivi, ma ridicoli e caricaturalmente british) ignaro delle proprie origini, scopre di essere un mago, o meglio, di poter imparare a gestire i propri poteri, frequentando la scuola di magia e stregoneria ad Hogwarts.
Li' troverà due amici fondamentali, una prima famiglia allargata e i tasselli della propria storia con avventure a rischio della vita.
Come in tutti i romanzi fantasy anche Harry infatti, ha una nemesi, un nemico mortale che, passo dopo passo, scopre essere indissolubilmente legato al proprio destino: Voldemort (o "tu sai chi" secondo il linguaggio del mondo dei maghi, troppo impauriti anche solo per pronunciarne il nome).
Il tutto, e questa è la ricchezza piu' evidente della storia, immerso in un mondo parallelo al nostro, ma altrettanto coerente (e forse di piu'), riletto in una chiave magica che riveste ogni cosa, dalla banca gestita dai goblin ai mezzi di trasporto utilizzati dai maghi, dal Ministero della Magia al favoloso Quidditch, il corrispettivo del calcio, inventato dalla scrittrice con le regole e i particolari di un vero campionato.
Non del tutto adatto ai bambini per contenuti sempre piu' dark e a volte cruenti è invece perfetto dal punto di vista morale, (nonostante le reprimenda della Chiesa) per la distinzione netta tra Bene e Male, la celebrazione di comportamenti corretti e di valori assoluti come il coraggio, l'amicizia, la lealtà, tipici di altri grandi romanzi di genere (uno per tutti, la trilogia del Signore degli anelli).
Non mi vergogno a dire che leggendo i due piu' recenti capitoli potteriani, soprattutto l'ultimo nato (che uscirà in italiano solo il 6 gennaio) la gonza scrivente ha versato piu' di una lacrima.
Insomma, al di là di ogni pollice alzato, consiglio, a prescindere dai film che meriterebbero un discorso a parte, di immergervi nelle pagine tra bacchette, gufi, animagi, mangiamorte e pluffe. Possibilmente in inglese perchè la prosa della Rowling è semplice, coinvolgente, non artefatta e per l'assenza delle odiose figure (io i personaggi li immagino come voglio, capito?).

Harry potter e la Pietra Filosofale - HP e la Camera dei segreti - HP e il Prigioniero di Azkaban - HP e il Calice di Fuoco - HP e l'Ordine della Fenice - HP e il Principe Mezzosangue di J.K.Rowling sono editi da Bloomsbury in lingua originale e da Salani in italiano (tranne l'ultimo).

PS Anche la storia della scrittrice è un po' una favola, ha scritto il primo Harry Potter perchè licenziata e appena dopo essere stata lasciata sola con pargola dal primo marito. Oggi è piu' ricca della regina...

giovedì, novembre 24, 2005

Goblet of Fire? Lo abbiamo!

Avere amici giornalisti musicali (e molto bravi) sicuramente aiuta.
Specie se stai aspettando religiosamente il tuo turno di ascetica visione del Film (niente pupi urlanti e niente babbani babbei, per intenderci) , mentre accarezzi con lo sguardo i sei volumotti che riposano beati nella tua libreria (si, lo sappiamo chi muore nel sesto).
Con un giorno di anticipo possiamo dunque prevedere la hit di Gonzolandia per l'inverno 2006.
Il singolo delle Weird Sisters (il cantante dei Pulp e i Franz Ferdinand), gruppo musicale del Ballo ad Hogwarts con... Do the Hippogriff, modellata sulla celeberrima Timewarp del Rocky Horror Picture Show e ballata da tutto il cast nel video, chiaramente a parte.

Le Gonze, estatiche, stanno già imparando i passi...poi non dite che non siamo avanti!

mercoledì, novembre 23, 2005

Da Gonza a Gonza

"Hai visto? E' uscito l'ultimo di Baricco"
"Si"
"Ha quattro copertine"
"Si, ma...sono quattro romanzi diversi o è sempre la solita merda?"
M. Connelly "Utente sconosciuto" Piemme 18.90 €
Dai tempi de "Il Poeta" e in seguito, Connelly ha sfornato una serie di gialli molto belli, e questo, anche senza il buon vecchio detective Bosch, non si discosta molto dai successi precedenti, se non fosse che.... che non c'è il nostro solito eroe, il malandato, ubriacone, intelligente e troppo sensibile Harry Bosch, a cui, la sottoscritta, si è chiaramente affezionata. Una specie di Montalbano di Los Angeles, sfortunato con le donne come sembra sia obbligatorio per ogni poliziotto del mondo e particolarmente sfigato anche con i suoi colleghi, che forse incarna tutta la speranza di riscatto che vive in ognuno, la flebile ipotesi che anche se tutto sembra complottare contro di noi, la nostra vita è destinata a cambiare. Peccato che per quanto riguarda il personaggio immaginario in questione, se le cose cambiano significa sempre che stanno volgendo al peggio...
Chip molecolari e donne misteriose, insomma ci sono tutti gli ingredienti per un ritmo abbastanza serrato da non poter relegare il libro al metrò, fatene buon uso.

martedì, novembre 22, 2005

TAV
Presa dalla rete e probabilmente veritiera, se qualcuno di voi avesse informazioni diverse è pregato di diffonderle, gli daremo spazio.
Da diversi anni è in corso in Val Susa una manovra di resistenza organizzata contro la linea ad alta velocità ferroviaria Torino-Lione (TAV).
Quello che fanno credere i media è che gli oppositori siano pochi e comunque motivati solamente dal fatto che "gli passa il treno sotto casa". Nella manifestazione di giugno c'erano 30000 persone (in tutta la Val Susa ci sono 50000 abitanti).
Non posso di certo smentire questa motivazione, ma in realtà i motivi veri (che vengono metodicamente nascosti dai media) sono ben altri:
1.La tratta Torino-Lione è completamente inutile: nella Val Susa esiste già una linea ferroviaria sottoutilizzata, in grado di reggere il traffico richiesto (considerando i tassi di crescita) almeno fino al 2050.
2.La linea in costruzione è esclusivamente merci, non si avrebbe alcun vantaggio in termini di tempo per la percorrenza da Torino a Lione. I treni passeggeri comunque continuerebbero a transitare nella linea storica con i tempi di percorrenza attuali.
3.Nel tratto montano (e quindi da Torino alla Francia), comunque non sarebbe una tratta ad alta velocità perché la conformazione del terreno montano non la rende possibile.
4.L'amianto sotto al Musinè c'è veramente (è già ampiamente dimostrato), e nei progetti non c'è il minimo accenno ad un piano di messa in sicurezza dell'amianto estratto (è previsto semplicemente uno stoccaggio in valle a cielo libero), che con i frequenti venti della Val Susa verrebbe distribuito e respirato in tutta la cintura ovest di Torino ed in Torino stessa. Le malattie causate dalla respirazione di anche solo 1 fibra di amianto vengono diagnosticate 15 anni dopo l'inalazione. Dal momento della diagnosi la mortalità è del 100%, ed il tempo di vita medio è di 9 mesi.
5.Il corridoio 5 (tratta Lisbona-Kiev) di cui questa tratta sarebbe parte fondamentale non esiste: da Trieste verso est l'opera è bloccata in tutti i suoi aspetti.
6.Finanziariamente è un disastro annunciato: perché vada in attivo, nella tratta dovrebbe passare un treno merci ogni 3 minuti,24 ore al giorno. Per questo motivo, al momento nessun privato si è impegnato finanziariamente, banche e fondazioni comprese. La tratta è costosissima, ed i soldi non ci sono: è notizia recente che nella finanziaria di questi giorni sono stati tagliati quasi tutti i fondi per le grandi opere. Gli unici soldi su cui si regge l'opera sono i finanziamenti europei.
7.Se dovessi elencare tutte le implicazioni legali del ministro Lunardi (mi spiace, ma non riesco proprio a dare dell'onorevole ad una persona del genere) questo documento diverrebbe troppo lungo. Dico solo che l'appalto per la costruzione del tunnel di 52Km (7,5 miliardi di euro) è stato vinto da una ditta francese che l'ha subappaltato alla francese RockSoil, di proprietà della moglie.
Forse ora è più chiaro e motivato perché nelle proteste dei ValSusini sono presenti sempre, in prima fila, tutti i sindaci e le istituzioni di tutti i paesi della Valle, indipendentemente dal partito politico di appartenenza.
Il CIPE, incaricato di distribuire i fondi italiani, ha già eliminato la tratta Torino-Lione dalle opere da finanziare dallo stato italiano (nonostante quanto riferito dai media). L'unico obiettivo di chi il TAV lo vuole fare è quello di agganciare la pioggia di finanziamenti europei per le grandi opere; per far questo, devono entro fine anno poter dire che i lavori sono iniziati.
La questione NoTAV non è una questione di sinistra o destra.

lunedì, novembre 21, 2005


Gli Schwartz - Matthew Sharp - Stile Libero Big Einaudi - 14,80 quid

Così come mi capita spessissimo, non sono stata io a cercare questo libro, ma lui a strillare "comprami!" da una delle mitiche colonnine Feltrinelli.
La foto stile immaginetta anni cinquanta prometteva benissimo , la quarta di copertina anche e devo dire che dopo Pastorale Americana, Le Correzioni e Diary, la sottoscritta aveva bisogno di una storia familiare ironica, anche demenziale.
"Gli Schwartz", almeno nella prima parte rispecchia perfettamente le aspettative.
Un ritratto di famiglia contemporanea ebraica secondo la visione di un adolescente, combattuto tra l'utilizzo di un'ironia sulfurea e troppo intelligente per essere "popular" e momenti di crudeltà e autolesionismo purissimi.
Una sfilata di personaggi assurdi, da Chris, il protagonista, geniale e assolutamente inopportuno, alla sorella in preda a una crisi mistica filocattolica, al padre(non vi dico nulla), il vicino di casa di colore e la madre quasi insensibile e carrierista, lontana anni luce dalle martiri del mammismo italico.
Non all'altezza sino alla fine, ma ottimo in alcune intuizioni, gli Schwartz è soprattutto un libro piacevolissimo da leggere tra metro e pausa caffè. Capitoli brevi e linguaggio fresco, ma non giovanilistico.
Tanto da perdonare una seconda parte non propriamente brillante.

domenica, novembre 20, 2005

NEWS - Settimanale - 1€
Chi di voi ha mai visto Sfera, probabilmente conosce Andrea Ronchi, l'uomo con le sopracciglia invidiate da Bergomi, attuale direttore di questo settimanale di informazione che a me piace. L'ho consociuto solo di recente, ma trovo che sia approfondito quanto basta ed esauriente, cioè non sempre, però attualmente anche instillare il sottile seme del dubbio può essere considerato notevole. Una serie di informazioni e articoli sull'attualità, un misto tra il Venerdi' di Repubblica, Io Donna (per i suoi reportage) e l'Espresso, tanto per farvi capire da che parte si guardano le cose da queste parti (Panorama non viene citato perchè non considerato). Passate sopra al fatto che l'inchiesta della settimana si intitola "Ma Roma, è meglio di Milano?" in quanto la frase è una contraddizione in termini e anche all'approfondimento sui single, ma gettatevi su quanto di piccolo e notevole si trova tra le pieghe delle pagine come l'attualità e le inchieste (spettacolari quelle sulla telefonia e sull'ormai famoso fosforo bianco) e fatemi sapere che ne pensate. Per quello che mi riguarda la parte migliore ritengo sia la presenza di un contraddittorio, che di questi tempi è raro.

sabato, novembre 19, 2005

Cosa bolle in pentola

Personalmente adoro i libri di cucina.
Amo leggere, ascoltare, condividere ricette di ogni genere, dal risotto alla milanese al curanto.
Anelo ad avere sotto l'albero il Cucchiaio d'argento e vi diro', nemmeno La Prova del Cuoco in tv mi lascia indifferente.
Chi pero' mi fa venire voglia di aprire all'istante una confezione di Quattro salti in Padella, di buttare il grembiule alle ortiche e abbonarmi alla tavola calda sotto casa è Vissani.
E non è per la sovraesposizione mediatica, per il fatto che viaggi da Unomattina a Porta a Porta (trasmissioni che avrebbero la vita di una libellula se le Gonze avessero il monopolio Auditel). Il problema è proprio lui.
Come un caro amico, degno figlio di chef, giustamente stigmatizzava infatti, il nostro omone tocca, pasticcia, avvicina al viso gli ingredienti, i piatti, contro ogni buona norma igienica. E che dire delle ricette presenti sul Venerdi di Repubblica? Piattini di nouvelle cuisine dalla genesi dubbia che pochi tenteranno di mandare in porto, sia per l'aspetto che per il mixing match allucinante (i miei amici si ciberebbero di un mio braccio dovessi presentare tre microparti di manzo e due goccioline di sciroppo d'acero spacciandole per arte culinaria).
A meno che i lettori del Venerdi non siano tutti aspiranti cuochi-fusion, in tal caso mi genufletto.
Come dice il mio fidanzato "non saremo mai introdotte nel mondo della cucina mainstream"...forse preferisco rimanere indie con il mio filetto alla Stroganoff.

venerdì, novembre 18, 2005

A. Piperno "Con le peggiori intenzioni" Mondadori, 17.00 €
Ci risiamo, i nuovi narratori italiani, gli scrittori che avreste sempre desiderato e che non avete mai osato chiedere. Questo ha vinto anche un premio se non ricordo male, forse lo strega, mah...
Paragonato addirittura ai Buddenbrook, con il povero Thomas che si stara' sbellicando dalle risate sulla cima della montagna incantata.
Che dire, sarcasmo a parte, non e' che questo libro sia un granchè, una serie di storie che più di un filo comune hanno dei personaggi in comune, quasi che per scrivere tanto di qualcosa (mi resta ancora il dubbio su cosa) ed in maniera pretenziosa, l'autore avesse bisogno di una scusa.
Se vi piacciono le grandi saghe che si allungano su più di un cinquantennio (in particolare durante quegli anni che erano anche i miei: i favolosi anni '80) e soprattutto non avete grosse pretese, questo è un romanzo che va bene, ve lo centellinate in metropolitana, perche' tutto di seguito è impossibile, e poi non vi rimane niente di bello, ma almeno nemmeno niente di brutto.

giovedì, novembre 17, 2005

Rammstein - Rosenrot - Universal Music
Questo album di un gruppo tedesco è mooooollllltooooo carino, specialmente nella versione speciale con i video.
I Rammstein, per chi non li conoscesse, sono saliti alla ribalta con un paio di pezzi nella colonna sonora di Matrix (du hast su tutti) e poi sono riapparsi dal vivo in Blade (2 o 3 non mi ricordo) e XXX (con Ado Baglio nei panni di Vin Diesel e Asia Argento in quelli di se stessa).
Musichetta pesante, indubbiamente, ma se hai voglia di tirarti su di morale senza avere l'effetto ipnotico dei Prodigy è perfetta.
Non capisco il tedesco quindi potrei trovarmi a canticchiare inni neo-nazisti senza saperlo, ma do' per scontato che come al solito i temi siano l'amore, la vita, la morte e tutto quello che c'è in mezzo, tranne ovviamente nell'unico pezzo in spagnolo "Te quiero puta" che non lascia dubbi sull'argomento. Buon ascolto!

mercoledì, novembre 16, 2005

Lifegate
Questo link vi porta sul sito di Lifegate, conosciuta ai più come la radio (90.900 a Roma, ma si può ascoltare anche via web) che trasmette quasi sempre solo musica, pochissima pubblicità e soprattutto, cosa che io apprezzo più di tutto, niente commenti e parolai che amano pensare che a tutti possa interessare quello che dicono, un po' come i bloggers, per capirsi.
Lifegate però, non è solo una radio, è "...la piattaforma per il mondo eco-culturale, centro di aggregazione e partner per le aziende che vogliono avvicinarsi ai valori etici, eco-sostenibili, equo-solidali e che vogliono comunicarli."
Sul portale trovate articoli su praticamente qualsiasi cosa, il giornalino è grautito e vi arriva a casa, oltretutto stampato su carta riciclata e impacchettato in plastica riciclata ed Impatto Zero è "...il primo progetto italiano che concretizza il Protocollo di Kyoto (alla faccia di Bush) per quantificare e compensare l'impatto energetico-ambientale di prodotti, persone e aziende".
Insomma dalla buona musica al sentirsi utili e buoni come persone e se abitate a Milano potete anche andare al Ristorante e Cafè; in realtà c'è anche una clinica olistica, qualsiasi cosa significhi, ma queste cose mi trovano un po' scettica quindi fatevi un giro e decidete voi...
Nel mentre, approfitto per fare tanti auguri alla mia nipotina, nella speranza che grazie ad iniziative di questo tipo, possa trovare un mondo migliore quando sarà grande. Buon Compleanno Flami!

martedì, novembre 15, 2005

"La bestia nel cuore" - Cristina Comencini, Feltrinelli
Ho letto il libro, premessa d'obbligo, e non ho visto il film.
In realtà mi ero ripromessa di leggere quanto meno possibile di stupri e incesti, ma mi era stato detto che era un bel film, quindi, fedele alla regola, mi sono fatta prestare il libro.
La mia prima sensazione è che sia scritto come una sceneggiatura, ha dalla sua una potente capacità rappresentativa, sembra di trovarsi nei posti che l'autrice descrive.
Penso pero' che pecchi un po' nella descrizione dei personaggi, soprattutto delle loro emozioni. Forse non sono stata in grado di cogliere tutte le sfumature oppure si è resa necessaria una delicatezza ulteriore a causa della pesantezza dell'argomento, resta il fatto che l'idea che mi ha dato al termine della lettura, comunque molto scorrevole, è stata che questo libro sia stato scritto un po' per accontentare tutti.
Come se l'autrice non ritenesse giusto che persone che abbiano subito grossi torti dalla vita, non ne venissero a loro volta ricompensati.
Magari.

lunedì, novembre 14, 2005

S. King e J.R.Lansdale
Cos'è l'amore? Forse è pensare alla prima volta che si è vista la persona del cuore e sentire le farfalle nella pancia, non ne ho idea...e tutto sommato quello di cui volevo parlare è un altro tipo d'amore, sul quale fortunatamente ho molte più certezze, quello per i miei scrittori preferiti.
Il mio primo libro di S.King è stato "Le notti di Salem", e ancora me lo sogno la notte quando mi voglio terrorizzare per bene, e come tutti gli amori è ambivalente, i vampiri restano i miei "mostri" preferiti. Non conoscevo il "Re", e forse 20 anni fa non era ancora famoso come oggi, ma la mia amica del cuore del tempo (Camilla, chissa' dove sei adesso) me lo prestò dicendo che per lei era stupendo, e dopo tre notti insonni, un misto di terrore e desiderio di vedere come andava a finire, l'ho ringraziata in eterno, perchè era cominciato l'amore.
Come dimenticare la meraviglia di trovare libri scritti con lo pseudonimo di Bachman e andarli a sommare a quei pochi che aveva scritto prima di Salem per poi scoprire che anche mio cugino (si sempre lui, mio cuggino mio cuggino) poteva prestarmene alcuni e colmare cosi' la lacuna.
E poi mese dopo mese aspettare qualche novità, conoscere la frustrazione per i libri a puntate o le saghe infinite, (l'ultimo libro della Torre Nera, rigorosamente in inglese...non se ne poteva più di aspettare!- grazie E.) la gioia del libro nuovo, in mano pronto per essere letto mentre cominci ad inventare scuse per chiuderti in casa fino a che non l'hai finito, senza mangiare e senza dormire.
Del mio primo Lansdale invece vi ho già parlato, è arrivato per l'ultimo compleanno e da quel momento gli altri sono seguiti a ruota, sembra che non appena l'ho scoperto io, abbia iniziato a tradurlo anche Einaudi.
La Fanucci invece già ce lo aveva presente (e per fortuna, il suo inglese è troppo difficile per capire tutte le battute a sfondo porno che mi fanno troppo ridere, specialmente se sono storie di Hap e Leonard).
Insomma, potrei parlarvi dei classici, di Kafka (mi annoia) e Kundera (mi spalla) - forse ho dei problemi con la kappa?- ma sono soprattutto una grossa lettrice di romanzi, non Grisham o Follett, ma quelli di terrore allo stato puro o della paura nascosta, quella della cattiveria possibile (nostra e altrui).
Vale sempre la solita storia: la vita è troppo corta per leggere qualcosa che non ti piace, se trovi qualcosa che ti sfizia, approfittane!

domenica, novembre 13, 2005

Khaled Hosseini "Il cacciatore di aquiloni" - Piemme


Quando è stata l'ultima volta che avete pianto per un libro, se vi è mai capitato ovviamente? A me non capitava da tanto, e mi sono trovata a singhiozzare, tentando di soffiare il naso e contemporaneamente tenere aperto il libro e continuare a leggere mentre vedevo doppio per colpa delle lacrime...micidiale.
L'aquilone del titolo mi aveva fatto venire in mente Charlie Brown, gli alberi carnivori e Snoopy appollaiato come un condor, ma i cacciatori di aquiloni di questo libro, sono ragazzi che si sfidavano per rimanere i padroni dell'ultimo aquilone in volo e forse, fuori di metafora, della loro vita.
Un medico americano di origini afghane si trova a dover tornare nel regime dei talebani per cercare di rimediare ad un suo gravissimo errore, se di errore si può parlare. Paragonabile a Persepolis per l'impatto descrittivo, specialmente se, come me, avevate a malapena una vaga idea di quello che accadeva una trentina di anni fa in medio oriente e di come le cose siano arrivate allo stato attuale questo libro è di più, la storia di un'amicizia (anzi, di come dovrebbe essere un'amicizia), perchè come si dice, tutti vorrebbero un buon amico, ma pochi sono disposti ad esserlo...

sabato, novembre 12, 2005

STAR TREK
Ok ok... non sono una malata, non vado ai raduni dei trekker con le orecchie a punta o la fronte bitorzoluta, ma Picard e Numero Uno (in particolare) mi piacciono un sacco.
La prima serie di Star Trek è sicuramente un mito, qualcosa che ti fa immaginare cose come mai prima d'allora (altro che buck rogers, spazio 1999, u.f.o. o galactica), anche se noi bambini dei primi anni '70 eravamo gia' un po' smaliziati e viziati da guerre stellari; Dai primi anni '90 pero' si è insinuato, splendido splendente, the Next Generation, e non c'e' più stata storia per nessuno.
Amo il ponte ologrammi, la faccenda del microchip emozionale di Data è stato citato anche dai Subsonica, senza contare che i BORG sono in assoluto la mia passione, persino più dei vulcaniani, popolazione autistica per antonomasia.
Quelli che sono venuti dopo, come Voyager (non apprezzo donne isteriche che comandano navi spaziali, la storia l'ha scritta sicuramente un uomo) o Deep Space Nine (la signora in giallo sulla stazione orbitante) non mi piacciono un granchè, troppo focalizzati sulla caratterizzazione dei personaggi, preferisco nuovi mondi da scoprire ed esplorare piuttosto che viaggiare nella mente di qualche sceneggiatore americano. Enterprise lo considero una mera operazione commerciale, ma ne avro' visti in tutto 35 minuti, quindi non faccio testo e non voglio responsabilità....
Sicuramente alcune storie risentono pesantemente dello spirito americano tutto patria e famiglia, ma nello spazio è più facile pensare che le cose vadano veramente bene così come dicono loro e poi i cattivi ci sono sempre e con alcuni ci si riesce addirittura a fare pace, chissà magari un giorno potrebbe accadere anche qui, nel pianetino della federazione...
Una menzione d'onore a mio cuggino mio cuggino, proprietario di una delle più fornite e aggiornate collezioni su tutto quello che riguarda Star Trek, in tutte le sue forme.
Lunga vita e prosperità.

venerdì, novembre 11, 2005

La mia vita a Garden State - di e con Zach Braff - Camelot 2004

Dopo averlo cercato in piu' di un cinema l'anno scorso, avere letto articoli molto positivi in merito e avere adorato Zach Braff nei panni del mitico dottor John Dorian in Scrubs, (ogni giovedi alle 21 su mtv, demenziale e divertentissimo) sono finalmente riuscita a trovare in videoteca il dvd di Garden State e godermelo dal divano.
Non un capolavoro, ma molto carino per essere un'opera prima, il film scorre liscio per poco meno di due ore, trasportando il protagonista, Andrew, dalla Los Angeles della sua apatia back in New Jersey (il garden state appunto) del passato.
E all'origine dei problemi.
Realizzato con un budget molto contenuto, speso in gran parte per reclutare Natalie Portman (la Matilda di Leon, Amidala in Star wars e oltre) e Ian Holm (Bilbo!!!), essenzialmente autobiografico, positivo e contornato di trovate geniali (la scena della camicia è su-pe-rio-re)
La mia vita a Garden State è un ottimo venerdi sera.
A chi ha questioni in sospeso o conti con il passato simili a quelli di Andrew forse spunterà anche una mezza lacrima.A tutti piu' di un sorriso.
Unico neo del fantastico Zach, che ha anche un blog, è che la sua opera seconda sarà il remake (no, non ce la faccio...è troppo triste) de L'ultimo Bacio di Gabriele Paraculo Muccino.
JD...non ce lo dovevi fare!!!!

giovedì, novembre 10, 2005


Playing the angel - Depeche Mode
Ed eccoci qui a recensire anche un po' di buona musica....anni fa, quando Martin Gore era sicuramente uno dei pochi sulla scena musicale degli anni '80 a non avere i capelli cotonati, ascoltare Tora Tora Tora era considerato addirittura trasgressivo. Sempre in quegli anni, in quello che per un po' si è chiamato Palatrussardi e adesso nemmeno so più come si chiama, ma si trova sempre a Milano, ero andata a vedere il concerto del tour "Music for the masses" e per fortuna che era venuta mia cugina e non mia mamma con me (ero parecchio minorenne), era pieno di quelli che si chiamavano Dark, chissà cosa avrebbe pensato; io invece pensavo, Dio quanto è bello quest'uomo (Dave), questo me lo ricordo bene, anche perchè quando per il Violator Tour vennero qui a Roma, ho pensato che era proprio figo come me lo ricordavo, ma va bè, parliamo di musica: questo cd nuovo non è male, non stupendissimo, ma carino, molto depeche per capirsi, solo che dopo 20 anni credo sia piuttosto facile suonarsi addosso.
Forse ha bisgno di più ascolti, ma li preferivo quando per radio non ci rimbambivano passando continuamente i loro pezzi, comunque ti riportano indietro nel tempo, sempre uguali a loro stessi. Quando gli altri erano uguali, loro sperimentavano, forse dopo 20 anni e la creazione di uno stile, possono permettersi di fermarsi, già che c'erano però, potevano farlo dalle mie parti...

mercoledì, novembre 09, 2005

1000 Luoghi da vedere nella vita - P. Schultz, Rizzoli libri illustrati, 19.9 €
Ci sono i libri da leggere, i libri da sfogliare e i libri da guardare e rosicare, come questo. Se siete prevalentemente stanziali o non avete sufficienti fondi da investire in viaggi, compratevi questo libro, in questo modo il prossimo posto da visitare o che visitereste, lo sceglierete tra quelli che l'autrice ritiene i migliori, sia dal punto di vista paesaggistico che architettonico. Notevoli sono anche le segnalazioni che riguardano gli spettacoli stagionali da vedere, peccato per la cartaccia usata e il bianco e nero, immagino pero' che averlo in carta patinata e a colori l'avrebbe portato a costare milioni.
Mi sono anche chiesta... vuoi vedere che questa grandissima donna lungimirante si è fatta pagare per andare in questi posti e per scrivere questo libro?
Mi piace pensare che non sia così e che anzi, sia stato soltanto un noioso e lunghissimo lavoro bibliografico di copia e incolla dalle guide della Lonely Planet, altrimenti mi mangerei il fegato dall'invidia; stessa ragione per cui non mi sono messa a fare celo/manca: una media di 12/1000 considerando che vivo anche in Italia e come se non bastasse a Roma, sarebbe veramente umiliante.
Nel frattempo seguo il consiglio della quarta di copertina e viaggio con la mente....bon voyage anche a voi!

martedì, novembre 08, 2005

Serata yonzica

Per la prima volta dall'apertura del blog Gonzo è davvero unico.
Le due metà catoniane riunite sotto lo stesso tetto come una bella mela renetta, come l'androgino platonico di aldo giovanni e giacomo, come Cochi e Renato...
Cosa mai avrebbero potuto partorite due cervelli malati, annaffiati dal Porto (Tawny) e pressati dalla necessità del post quotidiano gravato dall'eccezionalità della situazione?
Un cd di yodel altoatesino?L'ultimo sproloquio di Ferrara?
Ebbene. No.
Decidono , in un impeto purista, di recensire la loro attività fisica quotidiana....ehm...trisettimanale....vabbè, diciamo di un paio di volte a settimana e passa la paura: lo YOGA.

In cerca dell'illuminazione e soprattutto della levitazione, le Nostre, in momenti e luoghi diversi, si sono iscritte (credendosi infinitamente paracule) alle lezioni di yoga, nella speranza di diventare due muri di gomma o alle brutte dei bei personalini e, tra meditazioni e posizioni (cosa pensate, maliziosi...) asana, sono state, prima dolorosamente e poi piacevolmente colpite dalle infinite potenzialità di questa disciplina.
Lo yoga infatti, per quanto dinamico e FATICOSO, solo in ultima analisi può essere considerato uno sport, resta infatti e soprattutto una modalità di gestione della vita.
Superate le prime rigidità è in grado di stupire per quello che si riesce ad ottenere dal proprio corpo (gente di legno come noi riesce addirittura a toccarsi l'alluce dall'impiedi e già questo basterebbe a renderci felici). Se poi aggiungiamo la differenza apportata da una respirazione corretta e, in caso di meditazione, la tranquillità che ti infonde, ci sentiamo di consigliarvelo caldamente o almeno di prenderlo in considerazione.
Per la cronaca esistono diversi tipi di yoga, ma non preoccupatevi, sarà il vostro yoga a venire da voi! L'unico accorgimento è quello di non regalare soldi a chi non lo merità nè tantomeno, abbandonare tutto per un ashram pieno di pulci.
Yoga è stile di vita con una storia millenaria ed un fine superiore, non la trovata della palestra fighetta (quindi niente boxing yoga) nè i delirii di un qualche santone fai da te.

E allora...occhi aperti e gambe incrociate!
Namaste!

lunedì, novembre 07, 2005

Calvin e Hobbes
Tanti anni fa, ma proprio tanti, mi avevano regalato un libro di strisce a fumetti; ai tempi ne leggevo proprio tantissimi: italiani, giapponesi, americani, tutto quello che riuscivo a comprarmi insomma, ma questo non lo conoscevo.
Parlava di un bambino di sei anni e della sua tigre di peluche, che diventava viva quando erano solo loro due.
Insomma, forse non una trama eccezionale, ma queste storie sono qualcosa di miracoloso e DAVVERO non ho capito perche' l'autore (http://en.wikipedia.org/wiki/Bill_Watterson), di punto in bianco, abbia smesso di disegnarlo. In realtà l'ho letto perchè ha smesso, ma se si rendesse veramente conto del vuoto che ha lasciato, forse ci ripenserebbe....
Paragonabile solo ai Peanuts e a Mafalda, questa striscia che non parla di politica e che potrebbe essere ambientata ovunque nel mondo considerato moderno è geniale, non trovo nessun altra parola per definirla.
Nel caso non la conosceste o foste tra quelli che mi hanno vista ad una festa di carnevale con un peluche ed i pantaloni corti e mi avete chiesto da cosa ero mascherata (e questo passi) e quando vi ho risposto calvin e hobbes non avete capito: http://www.ucomics.com/calvinandhobbes/
Buon Divertimento!

domenica, novembre 06, 2005


A.C. Clarke - S. Baxter "L'occhio del tempo" Ed. Nord 18.50 €
Clarke è l'inventore della trilogia (da poco quadrologia) di "Odissea nello spazio", quella del monolite nero per capirsi, e anche Baxter di libri di fantascienza ne ha scritti parecchi.
Penso che questo romanzo sia carino, perchè le discontinuità temporali (della serie se torni indietro nel tempo e uccidi tua nonna come fai a farlo?) mi piacciono molto e l'idea di mettere assieme una terra fatta come un'arancia, i cui spicchi hanno provenienze temporali diverse, anche se non proprio una novità, è interessante.
Pure l'idea di un esercito di mongoli contro uno di macedoni ha il suo perchè, ma forse la cosa più interessante è la scoperta che la parola Mir (anche nome della stazione internazionale orbitante reale) in russo significa sia mondo che pace.