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sabato, luglio 06, 2024

Death and the King's Horseman: A Play by Wole Soyinka

Death and the King's Horseman: A PlayDeath and the King's Horseman: A Play by Wole Soyinka
My rating: 3 of 5 stars

As I don't want to treat bad something just because I don't understand it, like Jane in the plot, I would just say that as I have not studied colonialism in its forms, I'm not able to judge this play.

Siccome non vorrei parlare male di qualcosa solo perché non la capisco, come la Jane del dramma, mi limiteró a dire che, siccome non ho nessun background in studi colonialistici, non sono in grado di giudicare questa piece.

mercoledì, marzo 20, 2024

Pantomime by Derek Walcott

PantomimePantomime by Derek Walcott
My rating: 3 of 5 stars

As I don't know so much about colonialism and so on I found this piece only funny and not hilarious - as some critics said- but I will keep on studying.

Considerata la mia ignoranza sul colonialismo, devo ammettere che ho trovato questa piece soltanto divertente e non "da morire dal ridere", come l'hanno definita alcuni critici, ma prometto che continueró a studiare.

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mercoledì, luglio 12, 2023

The Stonemason: A Play in Five Acts by Cormac McCarthy

The Stonemason: A Play in Five Acts

My rating: 4 of 5 stars

I don't usually like theater plays, but I'm always happy to make an exception for Cormac McCarthy, even if "The counselor" was not so wonderful. I think this one instead is pretty good and I enjoyed reading it.

Non mi piace di solito leggere le piece di teatro, ma se si tratta di Cormac McCarthy mi viene piuttosto facile fare un'eccezione, anche se, diciamocelo, "The counselor" era tutto tranne che indimenticabile. Questo invece non é niente male e mi é piaciuto leggerlo.


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venerdì, settembre 18, 2020

Il gabbiano by Anton Chekhov, Angelo Maria Ripellino (Editor)

Il gabbiano

My rating: 3 of 5 stars

Io ho questa difficoltá con gli autori russi, che si ripropone ogni volta che leggo qualcosa, qualsiasi cosa, di uno qualsiasi di loro, chiunque. Sono eccessivi, troppo drammatici, le loro emozioni mi danno fastidio cosí incredibilmente spinte al massimo sia nel bene che nel male. In questo "Gabbiano" di Chekhov le mie sensazioni, che avevo tra l'altro dimenticato, mi sono tornate prepotentemente alla memoria, possibile che sia tutto uno svenimento, seguito da duelli e poi dall'immancabile suicidio? Sí.

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sabato, luglio 13, 2019

Jocasta by Brian W. Aldiss

Jocasta

My rating: 4 of 5 stars

I admit that I expected a science fiction story, I mean, we're talking about Aldiss here, but instead I found myself re-reading Sophocles and to be precise the "Oedipus the King" and "Antigone", the fact is that no matter how different these two stories from the original version are, they are just beautiful and even if he made some change, especially the end of Antigone, this book is absolutely a must read.

Ammetto che mi aspettavo un racconto di fantascienza, voglio dire, stiamo parlando di Aldiss qui, ma invece mi sono trovata una rilettura di Sofocle e per essere precisi l'"Edipo re" e l'"Antigone", fatto sta che per quanto diverse dall'originale queste due storie nella versione di Aldiss sono proprio belle e anche riviste, specialmente il finale dell'Antigone. Da leggere.

THANKS TO NETGALLEY AND HarperCollins UK, HarperPress/4th Estate/The Friday Project FOR THE PREVIEW!

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mercoledì, agosto 07, 2013

Der Kontrabaß by Patrick Süskind

Der Kontrabaß

My rating: 3 of 5 stars

Una piece teatrale composta da un lungo monologo in cui un musicista dialoga con il suo alter ego, il contrabbasso, e si lamenta dei violini. Non è male, ma come primo libro "da adulti" letto in tedesco, sicuramente mi sono persa parecchie cose. Magari me lo vedrò un giorno a teatro, in italiano ovviamente.

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giovedì, aprile 24, 2008

Teatro Valle - Pensaci Giacomino - Enzo Vetrano e Stefano Randisi
Io detesto Pirandello, i suoi romanzi mi danno fastidio, provo quel sottile senso di disagio che lo accomuna al Ballard di Crash e all'American Psycho di Ellis, insomma di lui ho letto il minimo indispensabile e giusto perchè in quinto portavo italiano. Rispetto a questo, quando la mammonza mi aveva accompagnato all'esame di maturità (più per assicurarsi che l'avrei fatto che per darmi supporto) mi aveva chiesto quale fosse l'argomento che sapevo di meno, la mia risposta fu, ovviamente, Pirandello; la prima domanda che mi fecerò infatti riguardava la Weltanschauung pirandelliana....bella pè mè. 40.
A parte questo breve salto nel gonzomondo ieri, sempre la mamma che non se ne fa una ragione perchè lei lo adora, mi ha trascinato a teatro per vedere quest'opera che mi è proprio piaciuta. Non solo per via degli attori, che sono stati sicuramente bravi anche se ho trovato a tratti, l'interpretazione di Vetrano un po' "esagerata", ma anche per il fatto che sia decisamente molto attuale. Si potrebbe trasportarla al giorno d'oggi, senza che perda nemmeno un po' del suo senso. Il mondo visto con gli occhi della "gente", quella stessa gente che stabilisce il lecito e l'onorevole, a patto di sacrificare sull'altare del onore tutti gli affetti più sacri. Sarà che poi in questo momento in cui la famiglia assoume un valore anche in termini politici, oltre che religiosi e sociali, non farebbe male a nessuno rivederla, così, io la butto là: a teatro fino al 27 aprile, quindi sbrigatevi...

venerdì, novembre 16, 2007

Ritmi di teatro e Dissolvenze
Presentano
IL SOGNO DEL SOLDATO
Da IL SOLDATO TANAKA, di Georg Kaiser
Regia di DIEGO PERUGINI E BEATRICE SIMONETTI

REPLICA DI BENEFICENZA all'Istituto Superiore Antincendi
sabato 17 novembre

Il Sogno del soldato è la rielaborazone del testo Il soldato Tanaka, di Georg Kaiser, autore massimo dell’espressionismo tedesco.
Scritto nel 1940, Il soldato Tanaka è uno degli ultimi lavori di Kaiser che morirà cinque anni più tardi in Svizzera.

Una storia semplice, raccontata dall’autore con l’ingenuità e il candore di una parabola.

Nel Giappone rurale, dove i contadini in mancanza d’altro si nutrono di radici sterrate, Tanaka torna presso il villaggio nativo, in visita alla sua famiglia povera che inspiegabilmente accoglie il buon figliolo con libagioni prelibate. Il clima gaio e pastorale lascia solo intravedere segnali d’inquietudine allorquando Tanaka chiede di Yoshiko, sorella minore promessa in sposa al suo amico e commilitone Wada, ricevendo dai genitori una vaga e imbarazzata risposta.
Il pasto in suo onore viene consumato in un clima d’euforia ed esaltazione sublimato dai racconti di Tanaka e Wada sulla magnificenza dell’Imperatore.
Tempo dopo, in un bordello dove con i suoi compagni di battaglione si trova a festeggiare una licenza premio,Tanaka il giusto, Tanaka l’ingenuo vedrà il suo mondo crollare. Le sue certezze si sgretolano di fronte al grande inganno, sua sorella venduta come prostituta dai genitori in cambio dei soldi per il lauto pasto che ha accolto il ritorno a casa del fratello soldato.
Il disinganno diventa allora vendetta, fratricidio, uccisione di un superiore.
Il lungo dibattimento sancisce la colpevolezza di Tanaka e ne decreta la morte.
Il suo valore e le circostanze che l’hanno indotto al gesto potranno tuttavia salvarlo, se chiederà scusa all’Imperatore.
Un lungo e struggente monologo finale chiuderà l’esistenza del soldato Tanaka, apolide senza più senso di appartenenza, consapevole dell’impostura dell’Imperatore e del suo grande inganno.

Prototipo dell’Idealismo tedesco, Tanaka incarna tutte le virtù del buon soldato. Leale, generoso, saggio, esprime nei suoi postulati la fede cieca nell’esercizio del Bene in un ordine sociale immutabile dove, speculare alla miseria dei contadini, si erge la potenza dell’esercito, magnifica emanazione dell’Imperatore.
Il sovrano, terminale e tramite divino in una struttura ascensionale dove anche la miseria e l’ingiustizia hanno una funzionalità positiva, è sempre al centro dei racconti di Tanaka. Nel furore mistico che accompagna le iperboli visionarie del soldato non è difficile scorgere un evidente riferimento alla gioventù hitleriana (il testo è del 1940, prima fase della Guerra Mondiale, quando la Germania avanzava incontrastata alla conquista dell’Europa).

Pur nella piena adesione all’impronta antiautoritaria e antimilitarista del testo originario, la messa in scena cerca il suo nucleo nel processo visto come contrapposizione fra l’Uomo Tanaka, ormai nudo in quanto spoglio delle sovrastrutture sociali (onore, lealtà, ubbidienza) e quella che un tempo era stata la sua Comunità. Egli non muore per l’uccisione del graduato, ma per il suo rifiuto a chiedere scusa rientrando così nei ranghi di un sentire comune in un luogo comune.
Tanaka lo straniero, scorge nei tratti cangianti dei suoi giudici le sembianze di quel mondo al quale un tempo appartenne e che ora, nel momento del congedo, saluta con le parole di Sartre “… Addio bei gigli, così delicati nei vostri piccoli santuari dipinti, addio bei gigli, nostro orgoglio e nostra ragion d’essere, addio, addio. Schifosi.”

mercoledì, novembre 14, 2007

Teatro Eliseo di Roma - La Mandragola
Quest'opera scritta da Machiavelli mentre era in esilio per aver complottato contro i Medici è una delle ennesime dimostrazioni che "Il fine giustifica i mezzi".
La storia, risaputa, è quella che permette a Callimaco di andare a letto con la moglie di Nicia, proprio con il beneplacito di quest'ultimo, ed è veramente divertente.
Gli attori sono molto bravi, su tutti proprio Nicia, Ugo Pagliai, il classico fesso che si crede un gran furbone.
Mi ha di nuovo deluso il teatro Eliseo che nonostante la ristrutturazione non è stato dotato di adeguata distanza tra le poltrone (nonostante io sia la gonza bassa avevo comunque le ginocchia in bocca, non ho proprio idea di come avrebbe fatto la socia alta); inoltre non si è pensato di dotare la struttura di un numero congruo di toilette per piano (non è carino trascorrere tutto l'intervallo in piedi e in fila) non da ultimo, ma forse quest'ultima cosa si può imputare alla mia influenza sottosoglia, ho sentito molto freddo.
Se vi capita di voler andare a teatro ve lo consiglio, è un evergreen, se invece preferite, non muovervi da casa, c'è una versione televisiva con Totò nelle vesti del frate. Veramente machiavellica la disquisizione di frate Timoteo che, per convincere Lucrezia a bere la pozione di mandragola (per ottenere ducati in beneficienza) e a giacere con un altro uomo, si arrampica sugli specchi e le assicura che, essendo il fine ultimo concepire un figlio e dare discendenza ed onore al marito, anche Dio avrebbe benedetto il fatto..... e tutti vissero felici e contenti!

lunedì, novembre 05, 2007

Free-ignorance week end

La presenza degli amiconzi ha reso questo fine settimana lungo un momento, oltre che piacevole, pieno di mostre ed eventi.
Abbiamo cominciato con il rinnovato Palazzo delle Esposizioni, dove ce ne sono addirittura tre: Kubrick, Rothko e Ceroli.
Quella che riguarda il regista era indubbiamente l'esposizione più grande, ma l'ho scorsa abbastanza velocemente, con l'eccezione di un minuto di venerazione all'angolo Shining, dove ho capito che in ogni casa c'è bisogno di un'ascia.
Rothko mi è piaciuto tantissimo, specialmente quelli che vengono considerati i suoi quadri più austeri, mentre non conoscevo Ceroli, ma mi è piaciuto, per quel poco che ho potuto capire.
Il pomeriggio, con aggiunta della socia, abbiamo proseguito con Gauguin al Vittoriano, mostra decisamente troppo affollata per la location. Non c'è niente da fare, qualsiasi cosa si esponga lì perde tantissimo. Tra l'altro non sono un'amante del periodo delle isole, personalmente mi piaceva di più quando il suo stile era tipicamente impressionista e di queste tele non ce n'erano molte.
Il giorno successivo, un ottimo inizio con la panoramica "da Cranach a Monet " a Palazzo Ruspoli in via del Corso. Solo 57 opere, ma molto ben esposte, alcune poi mi sono piaciute proprio tantissimo. Le "Rose di eliogabalo" (sul quale invece la gonza alta si è ammazzata dalle risate), Monet e Pissarro su tutti (e per forza, gli impressionisti restano sempre i miei prediletti).
Nel pomeriggio abbiamo visitato alle Scuderie del Quirinale la mostra sulla Pop Art con più di 100 opere tra cui la famosa Marylin di Wharol e poi Lichtenstein e Jones.
Come anche per il palazzo delle esposizioni, la mostra era molto affollata, ma la disposizione delle opere e il posto stesso permettono una fruzione adeguata della stessa.
L'ultimo giorno, anche se orfani degli amichetti ormai in treno per Torino, siamo andati a vedere i Macchiaioli al Chiostro del Bramante e anche la mostra "Margini - nello spazio dell'arte" che si trova all'ultimo piano del chiostro. Le abbiamo trovate entrambe molto belle, sia per come erano organizzate sia perchè non capita spesso nè di vedere esposti tanti quadri di Fattori, nè dei giovani artisti contemporanei.
L'ultimo sforzo, per così dire, di questi giorni densamente culturali è stato andare a vedere la piece "Il sogno del soldato" di Kaiser Georg al Teatro dei contrari. Trovate qui altre informazioni, per quanto mi riguarda posso dire soltanto che mi è piaciuto molto, ma purtroppo era l'ultima serata e quindi non vi posso nemmeno consigliare vivamente di andarlo a vedere, la prossima volta cercherò di andare alla prima...

domenica, aprile 22, 2007

Benni&Benigni
Se non fosse per il fatto che anche berlusconi, bondi e bossi cominciano con la B, darei per scontato che l'iniziale sia una garanzia, ma tant'è..
Ieri sera con la socia alta e altri amici (+il gonzorte) siamo andati a vedere al palladium Stefano Benni che leggeva brani di Gadda, Levi, Morante e Calvino, ospite d'onore Antonio Catania che leggeva Benni (introdotto da se stesso come "..un autore ancora in vita a me molto caro..").
Il palladium è un posto carino, ma si moriva dal caldo, i racconti erano intervallati da brani suonati al pianoforte e alla viola, nell'insieme è stata una bella serata, anche perchè i pezzi tratti da "Le città invisibili" non me li ricordavo più e mi è tornato quell'amore devastante per uno dei miei autori preferiti, darei qualsiasi cosa per scrivere così bene, ma non credo di essere l'unica.
L'autore è stato molto alla mano e nonostante non sia una grandissima fan di Benni, la "Storia del muratore" mi ha commosso, forse lo dovrei rivalutare un tantino, ma "La compagnia dei celestini" mi ha traumatizzato e ho dovuto rileggere un paio di volte il "Bar sotto il mare" solo per farci pace.
Oggi invece, pomeridiana di Benigni, al teatrotenda a p.le Clodio, con tanto di incidente in diretta all'arrivo della panoramica. Se il palladium è caldo il teatrotenda è una sauna, oltre al fatto che era gremito in ogni ordine di posti e, tanto per la cronaca c'era anche Andreotti, invitato in qualità di presidente della casa di Dante e ultimo contemporaneo di Dante stesso.
Lo spettacolo è durato un paio d'ore tiratissime, nella prima c'è stato il solito Benigni in grande forma anche se alcune delle sue battute le consocevamo già; fortunatamente lo scandalo di vallettopoli e il nuovo partito democratico della sinistra hanno portato nuova linfa alla satira, ma il meglio è venuto dopo.
Il 5° canto dell'inferno, quello di Paolo e Francesca per capirsi, prima commentato e poi letto con un'intensità e una commozione che mi hanno fatto venire la pelle d'oca.
Io ho fatto Dante alle superiori e l'ho fatto proprio male, ma da quando ogni tanto mi capita di sentire Benigni che lo commenta e lo legge, sto seriamente pensado di riprenderlo in mano, è veramente un'opera meravigliosa.
Non so spiegarvi a parole, dico solo che nel quarto d'ora finale in cui l'artista ha recitato tutto il canto c'era un silenzio che si poteva tagliare con il coltello e potevo sentire la pelle che mi si accapponava e sapevo di non essere l'unica.
Se vi capita non ve lo perdete, se mi capita, ci ritorno

domenica, giugno 11, 2006

Un lunedì libero - teatro Agorà, Via della Penitenza Roma, 9 € più tessera (2€)
Serata "teatrale" ieri, con piacevole sorpresa, infatti ci siamo divertiti.
La piece liberamente tratto dai testi "Il cancelliere Krheler" e "Dal mattino a mezzanotte" di Georg Kaiser, autore di punta del teatro espressionista tedesto, finito poi povero e dimenticato, quasi come uno dei suoi personaggi.
La storia, che poi sono due, narra di due persone la cui vita scandita dalle semplici solite cose, abitudini e lavoro, viene improvvisamente sconvolta, per due diverse ragioni, e uno servirà da monito all'altro per non commettere (o non provare) a commettere gli stessi errori.
Sarebbe molto scontato dire che è un momento che nella vita abbiamo vissuto e continuiamo a vivere un po' tutti? Tant'è l'opera è ben rappresentata, la musica è molto bella e gli attori reggono bene la scena. Da sottolineare l'eccezionale prestazione del cassiere, personaggio principale impersonato benissimo da Cristiano Flora, che oltre ad essere un bravissimo attore è anche un grande amico.
Sbrigatevi talent scout perchè oggi c'è l'ultima rappresentazione e questo ragazzo farà strada...

domenica, maggio 21, 2006

Ratti della Sabina - Arde Core (?)
Ieri con il gonzorte e amici ce ne siamo andati a Piazza Navona dove abbiamo ascoltato due gruppi di Roma che suonavano per Veltroni sindaco e cioè, come dice il titolo, i ratti della sabina e gli arde core, che spero si scriva così.
Per quanto riguarda i primi, sono sicuramente più conosciuti, quanto meno nell'hinterland romano e ciociaro, fanno musica che a me piace, e che da profana posizionerei tra i CSI e i Marlene Kunz. I secondi invece, li apprezzerebbe mio padre e tutti coloro amano gli stornelli romani, a me personalmente l'argomento non interessa.
Come potete immaginare c'erano due diversi tipi di ascoltatori, i primi erano sicuramente più giovani e possiamo annoverare una serie di studenti con piercing a profusione e capelli rasta; per il secondo gruppo potevamo invece assistere ad una riunione di bobo, i 30/45 enni della sinistra, quelli politicamente impegnati diciamo o che si professano tali, un po' come me.
Sarà stata l'atmosfera, sarà che mi annoiavo, mi sono messa a pensare alla strana deriva antisionista di cui la sinistra sembra attualmente soffrire dalla seconda intifada, per quanto mi ricordo, perchè prima non ci avevo fatto attenzione.
Era un po' che l'argomento mi girava in mente, in particolare da quando su Liberazione (che non leggo) era apparsa la vignetta con la scritta "La fame vi renderà liberi" ispirata -se di ispirazione si può parlare- alla frase il lavoro vi renderà liberi che capeggiava all'entrata dei campi di concentramento nazisti ed in riferimento al blocco da parte di Israele dei soldi alle dogane palestinesi.
Mi chiedevo perchè i giornali italiani avessero tanto insistito su questo aspetto e quanto poco avessero parlato del fatto che, se il governo israeliano da una parte blocca i fondi, dall'altra tutte le organizzazione ebree non governative, da sempre collaborano per un miglioramento delle condizioni del popolo palestinese, mi sebra una scelta abbastanza faziosa da parte di un certo tipo di stampa. Il problema poi chiariamoci non è solo di Liberazione, sarebbe troppo bello, purtroppo e lo dico perchè questo lo leggo, spesso anche Repubblica indulge in una serie di notizie "solo da una parte", mentre credo che sarebbe proprio il caso di dare anche le informazioni che si tendono a tralasciare. O forse solo gli israeliani sono cattivi?
Questa mi sembra di averla già sentita...
Come mai ogni volta che qualcuno parla male dei mussulmani da tutta la sinistra partono gli avvertimenti per evitare il fantomatico "scontro di civiltà" mentre quando si parla male degli israeliani tutto tace? Ma vi sembra il caso di mandare Fini in Israele e fare uscire una vignetta del genere senza che l'uomo in cashmere (attuale presidente della camera) dica niente?
Io non capisco, qualcuno mi può spiegare?

sabato, maggio 13, 2006

Stadium Arcadium - Red Hot Chili Peppers
WEA, 19.99€ ,doppio CD
Sono tornati!!!!
Devo dirvi che ultimamente non mi erano piaciuti affatto, credo di aver ascoltato proprio poche volte Californication e una sola One hot minute, ero stata troppo viziata da Blood sugar etc.
E poi arriva questo e, magari mi accuserete di eresia, sembra anche meglio!
Se c'è una cosa di questo disco che mi rimane impressa è che dalla prima strofa della prima canzone, non puoi neanche per sbaglio pensare che non siano i red hot e che questo non sia una loro canzone.
Hanno preso il meglio di tutto quello che gli passava dalla testa, lo hanno strizzato, centrifugato e quando sono arrivati al cuore hanno cacciato fuori questo disco meraviglioso, BRAVI!!!!
Tra l'altro sono anni che i gruppi più famosi non sfornano un doppio di inediti oh dico sono 25 pezzi nuovi, attualmente quando arrivano a 10 si grida al miracolo, ce n'è da ascoltare per parecchio, ed era ora no?
Dulcis in fundo è tornato Frusciante, alla faccia di Brizzi ;-) ed è proprio proprio UAU!

venerdì, marzo 10, 2006

Concha Bonita - Commedia fantastica in musica, Teatro Brancaccio
Si torna a teatro, sentivate la mancanza eh?
Allora eccoci qui a parlare addirittura di un musical, uno dei generi che meno preferisco, ma che in questo caso mi colpiva per la presenza del duo Cerami&Piovani, nell'ordine uno a riadattare il libretto e l'altro a musicarne le parole.
La storia è molto particolare: un giocatore di calcio argentino si trasferisce a Parigi e si "transessualizza" e poi una vecchia fiamma torna a trovarlo, con sorpresa.
La durata è di 1.30 h. e a tratti si trascina un po', la musica è il solito Piovani, quindi meraviglioso, solo che personalmente - e lo so che sto dicendo un'eresia visto che parliamo di un musical - avrei levato le parole, e anzi, avrei levato anche gli attori.
Credo che la prossima volta magari, Piovani me lo vado a vedre all'auditorium, con l'orchestra...
Per ogni ulteriore informazione:

giovedì, dicembre 15, 2005

Zero - di e con Massimiliano Bruno. Teatro della Cometa (Rm)

Recensione piuttosto territoriale stasera, ma fatta sapendo di consigliarvi uno spettacolo insolito, coinvolgente e messo in scena da uno veramente bravo.
In cartellone al Cometa Off l'anno scorso, quest'anno al "Cometa" (zona Campidoglio) dal 6 dicembre al 15 gennaio, Zero è un monologo, ma non sembra.
Cinque personaggi principali piu' i collaterali, tutti interpretati da Massimiliano Bruno con un'espressività intensa, buffa, drammatica, diretta e il sottofondo live dei bravi Punch & Judy, onnipresenti sul palco. (per i fanciulli, la violoncellista è davvero carina).
Una storia di sangue, in senso lato, che fa molto ridere all'inizio e piangere nel finale (e cosa dovrebbe fare di piu' il buon teatro?). Di vendetta, di un viaggio, dell'amicizia.
Visto e molto applaudito qualche tempo fa in "Ancora un attimo" con Paola Cortellesi, autore e all'occorrenza anche presenza televisiva, Massimiliano sa quello che fa. E molto bene. Dal martedì al venerdì ore 21.00, sabato ore 17.00 e ore 21.00, domenica ore 17.00. In attesa di vederlo in giro per l'Italia.

mercoledì, ottobre 19, 2005

IMPROVVISAMENTE L'ESTATE SCORSA - TEATRO ELISEO
Metti un pomeriggio che non devi lavorare, metti tua madre che ha un biglietto per il teatro che le avanza, metti che il teatro ti fa schifo ma ti rendi conto che tutto sommato questo lascia un'immenso vuoto nella tua già lacunosa cultura e metti che tutto sommato l'alternativa è andare a casa a stirare una montagna di vestiti....ed è così che ti ritrovi nel teatro più scomodo di Roma (dove anche a te che sei tappa le ginocchia ti arrivano in bocca e quindi rivolgi un pensiero all'altra metà di Gonzo che proprio non ce la potrebbe fare) a vedere uno spettacolo meraviglioso.
Data la prima premessa d'obbligo: una delle due attrici principali è Rossella Falk, che mi dicono essere famosissima e, aggiungerei io, anche quasi centenaria e data la seconda premessa d'obbligo: l'autore della piece è Tennessee Williams, (quello della Gatta sul tetto che scotta e del Tram chiamato desiderio), uno dei più grandi drammaturghi del 20° secolo, il risultato non è proprio imprevedibile.
Quello che mi ha colpito comunque, è che oltre a non essermi addormentata, nonostante a teatro mi capiti invariabilmente e a prescindere dalla comodità delle poltrone, mi sia gustata tutto il drammone, salvo poi, come spesso purtroppo mi accade, essermi venuto in mente che avevo visto, forse milioni di anni fa, il film che ne avevano tratto e quindi il finale lo sapevo.
Nonostante tutto dunque uno spettacolo emozionante ed appassionante, (senza contare il riferimento alla lobotomia, argomento parecchio attinente alle cose che solitamente mi interessano) insomma da vedere, anche per chi non ama il teatro come me.
Ero così contenta che poi mi sono anche messa a stirare...