giovedì, gennaio 17, 2008

Alexandre Jardin "Lo zebra" - recensore esterno: Jeketta
Era una settimana che aspettavo di poter leggere “Lo Zebra” di Alexandre Jardin.
Ne sono venuta a conoscenza tramite un’amica zebretta che mi ha raccontato le vicissitudini della diffusione del libro in Italia. Due amiche, fervide estimatrici ed appassionate dello Zebra, tempo fa hanno deciso di tradurlo in italiano, rispettandone quanto più fedelmente il significato intrinseco e bypassando gli eventuali ostacoli legati a nomi o luoghi (perché lo Zebra…è universale) e, non dandosi per vinte di fronte alle difficoltà per la pubblicazione nel nostro paese, hanno coraggiosamente deciso di dar vita ad una loro casa editrice (Camelopardus) …tutto, tutto pur di farne conoscere la magia.
Apprese queste rocambolesche vicende legate all’arrivo dello Zebra in Italia….senza saperne nulla avevo già deciso che doveva essere mio. Anche a fronte della gentile offerta di prestito da parte della zebretta che me ne aveva parlato. Un gesto apprezzabile, ma….. dovevo contribuire personalmente alla sua diffusione… Lo Zebra mi chiamava…ed io non potevo non rispondergli!!
Così il giorno dopo eccomi in libreria a richiederne una copia…mi assicuravano che entro breve sarebbe stata nelle mie mani; e con l’occasione ne ordinavano una copia ulteriore da tenere in negozio. Pronta a contagiare ancora..
Ieri era il gran giorno. Finalmente il mio “seduttore” era arrivato ed era lì avanti a me ad aspettarmi.
L’ho avuto tra le mani. E l’ho letto. L’ho letto tutto d’un fiato…
Gaspare, detto lo Zebra, sposato con Camilla da più di 15 anni, non accetta di rassegnarsi al declino della passione accontentandosi del tiepido calore che può regalare una datata complicità. Smanioso di ravvivare un fuoco perenne e di non arrendersi allo scivolare via del desiderio, dà vita alle più impensabili e stravaganti situazioni pur di rivivere e far rivivere, quasi al di fuori del tempo, le stesse brucianti emozioni quindici anni prima che li avevano attratti ed uniti “per sempre”.
Un personaggio strano lo Zebra, che si fa amare totalmente ma che talvolta suscita istinti omicidi. Un creativo. Una mente geniale. Un padre attento e stravagante, capace di mettersi la maschera di topolino. Uno che si mette in gioco. Che fa giocare. Che fa sognare. Che appassiona. Che illude ma non delude. Che soffre. Che rivela anche la sua fragilità attraverso la celebrazione della sua caparbietà e della sua tenacia nel raggiungere il proprio unico e vero obiettivo: essere l’unico uomo della propria moglie. L’uomo dei sogni. Per sempre.
Un libro toccante. In cui si intrecciano amore, passione e amicizia. Che svela la voglia di andare aldilà delle banalità quotidiane, alla ricerca di una dimensione più profonda, in cui pacificare la propria sete di emozioni continue. Quelle che in fondo..un po’ tutti cerchiamo. Un libro che mi ha fatta ridere, arrabbiare, preoccupare, stupire…in altre parole, emozionare.
Assolutamente da consigliare.

mercoledì, gennaio 16, 2008

ROMA - Cinquecentomila palline di plastica colorate sono state lanciate a Roma da Trinità dei Monti, rimbalzando sulla famosa scalinata, sino ad arrivare ai piedi della 'Barcaccia', la fontana di Piazza di Spagna, tra lo stupore di passanti e turisti. Molti di loro hanno raccolto le palline per portarle via come "ricordo indimenticabile di questa vicenda". Il lancio delle palline è stato rivendicato da Graziano Cecchini, l'uomo che tinse di rosso l'acqua della Fontana di Trevi nell'ottobre scorso. "E' un'operazione artistica che documenta con l'arte il problema che abbiamo in Italia", ha detto lo stesso Cecchini sul posto. "Ci raccontano - ha detto ancora - tante bugie che non sono nè di destra nè di sinistra". (da Repubblica.it)


Io dico che quest'uomo è un genio, e invece di arrestarlo dovrebbero fargli ricoprire di carta igienica rosa Montecitorio.
E io non c'ero, mannaggia.

lunedì, gennaio 14, 2008

Lucia Etxebarria "Ya no sufro por amor" 1/50
Primo libro dei 50 da leggere nel 2008, preso per vedere se riuscivo a capirlo (vittoria) con le mie scarse conoscenze dell'idioma in questione, e rivelatosi il "seguito in pectore" di un altro famosissimo manuale di auto-aiuto: Donne che amano troppo.
Siete coinvolte in una relazione che non vi rende felici? Infilate una serie di catastrofi sentimentali che in confronto a voi Bridget Jones è una principiante del cuore? Vi sentite sempre l'unica zitella circondata da una serie di felici coppie? Potrebbe non essere un caso, anzi non solo non è un caso, ma è direttamente vostra responsabilità, che vi accanite a scegliere sempre l'uomo che vi confermerà la vostra "percepita" inadegutezza.
Questo il succo del discorso, con una serie di informazioni di psicologia nemmeno tanto spicciola (tanto di cappello per il collegamento agli stili di personalità) e una serie di racconti tratti dalla vita dell'autrice che rendono il tutto molto scorrevole e divertente, anche se questo libro non è affatto breve ed è parecchio denso. Una citazione di merito per le vignette sparse random che alleviano ancora di più racconti che, in alcuni casi, fanno anche rabbrividire.
C'è anche da ricordare che spesso le violenze più efferate si svolgono tra le pareti domestiche, frequentemente da parte del partner, quindi non pensiate che le profonde ragioni delle relazioni alla fine non sono mai comprensibili in toto, un buon 90% non solo è spiegabile, ma anche largamente predicibile.
Un libro che non è soltanto un manuale di autoaiuto, che anche una chiave di lettura per una serie di situazioni che partono dalla nascita e continuano a condizionarci per sempre, anche se in certi casi la consapevolezza aiuta a tirarsene, almeno in parte, fuori.
Gracias por leerlo (creo).

martedì, gennaio 08, 2008

Klaas Huizing "Il mangialibri" Neri Pozza 7.00€
Questo libro l'ho letto tanto tempo fa, e nemmeno me lo ricordo bene, anzi proprio male.
A occhio e croce erano due storie, la prima riguardava Tinius, parroco della Sassonia che uccideva per procurarsi i soldi per comprarsi i libri (e non fate finta di non capire che questo è un avvertimento), il secondo riguardava un uomo che ai giorni nostri si metteva sulle sue tracce fino ad arrivare a ricalcarne le ombre. C'era anche qualcos'altro, una storia nella storia, adesso non mi ricordo. Quindi perchè scrivere una non recensione come questa? Fondamentalmente perchè questo era un bel libro, quello che mi rimane era una bella sensazione e poi con questo titolo e con la storia di uno che uccide per procurarsi i libri (il mio tessorro) non potevo che parlarvene io...
Ne approfitto anche per informarvi che babbo natale nelle vesti del gonzorte è stato molto prodigo con me quest'anno, permettendomi di accedere a 3/4 librerie senza remore, il che mi ha fruttato un discreto bottino di 18 libri, più 3 ricevuti per regalo da Emilia (grazie ancora) e 4 nuovi nuovi da Dublino, il che mi porta ad una quantità smodata di libri in coda, ne approfitterei per iscrivermi a questa sfida.
Domani metterò un post con l'elenco dei prescelti.

domenica, gennaio 06, 2008

Un augurio di fine feste....
Troppo spesso rendiamo onore alla spavalderia e a chi esercita la forza
Troppo spesso scusiamo coloro che costruiscono la loro vita sui sogni infranti di altri esseri umani
Ma una cosa è chiara, la violenza genera violenza
la repressione genera rappresaglia
E soltanto la pulizia di tutta la nostra società
Potrà estirpare questo male dalla nostra anima
Quando si insegna ad un uomo ad odiare ad avere paura del proprio fratello
Quando si insegna che un uomo ha meno valore a causa del colore della pelle o delle sue idee
O della politica che segue
Quando si insegna che chi è diverso da te minaccia la tua libertà o il tuo lavoro o la tua casa o la tua famiglia,
Allora si impara ad affrontare l'altro non come un compatriota, ma come un nemico,
da trattare non con la collaborazione ma con la conquista
Per soggiogarlo e sottometterlo
Impariamo in sostanza, a guardare ai nostri fratelli come alieni
Uomini alieni con cui dividiamo una città, non una comunità
Uomini legati a noi da un'abitazione comune, ma non da un impegno comune
Impariamo solo a dividere solo una paura comune, soltanto un desiderio comune di ritiraci gli uni dagli altri, soltanto un impulso comune, a reagire al disaccordo con la forza.
La nostra vita su questo pianeta è troppo breve, il lavoro da svolgere è troppo vasto, perchè questo spirito prosperi ancora a lungo nella nostra nazione
E' evidente che non possiamo bandirlo con un programma, né con una risoluzione, ma possiamo forse ricordare, anche una sola volta, che quelli che vivono con noi sono nostri fratelli, che dividono con noi lo stesso breve arco di vita che cercano, come facciamo noi, soltanto la possibilità di vivere la propria vita con uno scopo ed in felicità, conquistandosi la realizzazione e la soddisfazione che possono.
Sicuramente il legame di un destino che ci accomuna, il legame di scopi che ci accomunano, può cominciare ad insegnarci qualcosa.
Sicuramente possiamo imparare, almeno, a guardare chi ci sta intorno, il nostro prossimo, e possiamo cominciare a lavorare con maggiore impegno per ricucire le ferite che ci sono tra di noi per tornare ad essere fratelli e compatrioti nel cuore".
Robert F. Kennedy

... e un grazie a Stefano che ce l'ha ricordata.

giovedì, gennaio 03, 2008

Cominciamo l'anno con nuove porcate
...e purtroppo no, non mi riferisco ai dolci che avanzano dalla notte di capodanno, per quello abbiamo già provveduto a programmare una befana adeguata!
Mi riferisco all'idea di b0ndi (liberi di inserire in questo spazio qualsiasi epiteto vi sia venuto in mente successivamente alla lettura del nome) di sospendere l'efficacia della legge 194. Questo significherebbe non un attacco diretto, o no cari miei troppe responsabilità, ma piuttosto il sospendere la legge e quindi il rendere impossibile l'applicabilità della stessa.
Detto questo ci tengo a sottolineare che ulteriori informazioni a riguardo potete trovarle qui, ma credo sarebbe necessario informare il PD che se solo si azzarda al dialogo sull'argomento possono dimenticarsi il mio voto e quello di parecchi altri. Sembra intimidazione? Lo è.

sabato, dicembre 29, 2007

Appuntamento al cinema
Come tutti il 26 dicembre io e il beneamato gonzorte siamo andati al cinema e ci siamo visti "Leoni per agnelli", trionfatore al festival di Roma e secondo me proprio un bel film. Un esempio di come non sia facile prendere una posizione, specialmente quando le nostre scelte hanno degli effetti che ci costringono a portarle fino in fondo.
La storia si svolge tutta in un giorno e abbiamo una giornalista che, da idealista che era, si trova a fare i conti con un network diretto dall'alto della politica, un professore che spinge uno dei suoi allievi a rendersi conto delle sue potenzialità e la storia dei sue due ex allievi, che hanno portato le loro decisioni fino all'estremo, il tutto in un'America che lascia soli i suoi soldati perchè non è più d'accordo sulla guerra di Bush....
Non è un film d'azione, solo dialoghi principalmente, ma insomma quando i tre attori principali sono la Streep, Redford (che è anche il regista) e Cruise, direi che ci si può stare.
Altro tipo di film, ma decisamente bello anche questo è l'ultimo Cronemberg con "La promessa dell'assassino". Tempo fa il gonzorte, amante di questo regista mi aveva portato a vedere Existenz, ecco da quel momento mi ero riservata di non accettare altri film dello stesso regista, la mia sopportazione allo schifo è decisamente limitata.
La storia è quella di una levatrice inglese di origine russa che assiste alla morte di una ragazza e cerca nel suo diario informazioni per riportare la bambina alla famiglia di origine, peccato però aver chiesto la traduzione alla persona sbagliata.
Un noir di quelli veri, come da tempo non se ne vedevano o almeno non li ho visti io, resta sempre il problema che con un film di Cronemebrg io mi ricordo perfettamente perchè non ho fatto medicina. Ottima prestazione di Naomi Watts e Vincent Cassel, che io trovo più bello di sua moglie, ma un discorso a parte merita Viggo Mortensen e la scena della sauna, chi ha orecchie per intendere intenda e gli altri in camper.
Insomma sotto l'albero due bei film che vi consiglio, per il resto del tempo dico solo che ho ricevuto circa 25 libri nuovi per Natale (finalmente), quindi a presto su questi schermi!

martedì, dicembre 25, 2007

sabato, dicembre 22, 2007

Di gialli e di neri
Come ultimo (forse) post prima di Natale, ne faccio uno cumulativo su due gialli letti ultimamente.
Il primo è "Il ritorno del poeta" di Connelly, uscito quasi da un anno, ma da me acquistato in edizione economica solo recentemente. Come si capisce dal titolo, torna il killer che rese famoso Connelly quasi dieci anni fa, e con lui il suo personaggio più famoso Harry Bosch, il detective, oramai ex, più sopra le righe di tutta la polizia di Los Angeles. Torna anche Terry McCaleb e sopratutto tornano Rachel e il poeta, ex profiler dell' FBI diventato poi rinomato serial killer. Bosch non perde il suo tocco e Connelly si legge sempre con piacere per il suo stile scorrevole, a ulteriore riprova del fatto che non servono sempre una serie di colpi di scena per rendere interessante e avvincente un giallo. Data la fine ci sono le premesse per un ritorno in grande stile nella polizia di Los Angeles del mio detective preferito, mi toccherà ricominciare a comprarlo in hardback per non dover aspettare.....
Il secondo è "Il libro dei morti" di Patricia Cornwell, anche qui un ritorno dei personaggi a cui siamo abituati: Kay, Marino, Benton e Lucy, spostati a Charleston per un po' di pace, ma evidentemente Kay è un po' come la signora in giallo, dove va porta sventura. Una sagra degli stereotipi la prima parte del libro ambientata a Roma con tanto di carabiniere super piacione. Finalmente qualcosa si muove in quella palude di sentimenti che contraddistingue la situazione del triangolo Marino-Kay-Benton e intanto il solito serial killer sparge morti pressocchè ovunque. Non male, ma io sono particolarmente di parte per qualnto riguarda la Scarpetta, un po' come con Bosch, sembra sempre di ricevere aggiornamenti su vecchi amici che non sentivi da tanto. Se vi piace il genere......

giovedì, dicembre 20, 2007

Traduzioni insulse, la vendetta.

Qualche mese fa avevo recensito qui un libro non eccelso, ma interessante, precisando che non avevo ancora idea se fosse stato tradotto o meno.
Sono "lietissima" di annunciare che Einaudi continua la scia di sangue delle sue traduzioni, pubblicando Mother's Milk come "La famiglia Melrose".
E se il buongiorno si vede dal mattino...per fortuna che all'epoca avevano Pavese a tradurre Melville.

mercoledì, dicembre 19, 2007

Eisner/Miller "Conversazione sul fumetto" Kappa edizioni 19.00€

E così, nemmeno stavolta sono venuta meno alla mia proposizione di non comprare più fumetti, prima di tutto perchè questo libro ha solo un disegno ogni tanto (ogni tanto spesso, ma ogni tanto...) e poi perchè il libro l'ho preso in prestito alla mia mitica biblioteca Basaglia (quale nome migliore?).
Come si capisce già dal titolo, questo più che un saggio è una conversazione a due tra autori che hanno fatto la storia del fumetto e soprattutto hanno conosciuto, cooperato e lavorato con altri mostri sacri delle tavole, uno su tutti Kirby.
Eisner mi era meno conosciuto, almeno così pensavo, fino a che non ho capito che era l'autore di Spirit e un sacco di suoi disegni mi sono tornati in mente.
Per Miller dico solo: 300, Dark Knight e Sin City, probabilmente avrete visto i film oltre che avere letto i fumetti.
Non ci sono capitoli ma argomenti per suddividere questo libro, per esempio le chine e i colori, i formati, gli editor e il futuro. Putroppo Eisner è morto prima della pubblicazione dell'ultima revisione di questa "conversazione", ma sicuramente la sua legacy appartiene a tutti gli autori di ultima generazione a cominciare da McFarlane, IMHO.
Attraverso questi dialoghi arriviamo non solo a capire meglio i disegni e l'organizzazione che gli autori stessi danno alle tavole, ma ci sembra quasi di parlare e conoscere queste persone che secondo me, per alcuni versi, non solo hanno cambiato la concezione del fumetto, ma hanno avuto ripercussione anche sugli storyboard delle sceneggiature e sulle sceneggiature stesse, nel perenne scambio di vedute tra fumetti e film.
Non è un libro solo per aficionados, anzi secondo me servirebbe a capire meglio anche un'epoca, ma sicuramente chi conosce i fumetti può comprenderlo appieno, gli altri potrebbero usarlo come strada per arrivare ad alcuni capolavori disegnati.
Io ve lo consiglio comunque, unico lato negativo è che la casa editrice l'ha fatto uscire con le pagine ancora attaccate in alto, ma come si fa?
Tutto sommato costa anche parecchio...

martedì, dicembre 18, 2007

Ve la ricordate la ballerina?
Quella che a seconda del verso vi rendeva pragmatici o sognatori?
Si è rivelata un'ennesima bufala, qui per tutte le spiegazioni del caso.
Se poi da queste parti passa qualcuno che volesse farmi un regalo [io sono la gonza bassa] e non ha proprio idee, la maglietta "Ode alla serotonina" si trova qui e può essere una perfetta scelta alternativa ad uno (o più) libri della lista che trovate nella colonna DESIDERATA in bassso a destra.
Lo sò questo è un post assolutamente autoreferenziale, ma almeno non vi ho appallato con la storia della scoperta della mia sessualità e i miei anni di terapia personale a seguito di una marea di storie finite a schifio, in fondo è quasi natale e mi sento decisamente più buona, non trovate?

domenica, dicembre 16, 2007

Divertissement: METODO CARSON – STEVENSON
Vi state annoiando in ufficio?
Abbattete la noia in modo intelligente e costruttivo accettando una di queste sfide.
*SFIDE DA 1 PUNTO*
1) Fai un giro dell'ufficio di corsa alla massima velocità.
2) Ignora le prime cinque persone che ti dicono buongiorno.
3) Porta la tua tastiera da un collega e chiedi 'Vuoi fare cambio?'
4) Per un'ora, rivolgiti a chiunque ti parli come se si chiamasse Ugo.

*SFIDE DA 3 PUNTI*
1) Lascia la cerniera dei pantaloni aperta finche' qualcuno te lo fa notare e digli 'Mi spiace, la preferisco cosi''.
2) Cammina lateralmente fino alla fotocopiatrice.
3) Di' al tuo capo 'Mi piace il tuo stile' e sparagli con le dita a pistola.

*SFIDE DA 5 PUNTI*
1) Inginocchiati di fronte alla macchinetta del caffe' e bevi a canna.
2) Alla fine di un incontro di lavoro, suggerisci che sarebbe bello, per una volta, concludere cantando l'inno nazionale (3 punti extra se davvero inizi a cantare).
3) Ripetere la seguente conversazione per 10 volte con la stessa persona: 'L'hai sentito? Cosa? Non importa, e' sparito adesso'.
4) Entra nell'ufficio di qualcuno che non conosci e, mentre ti guardano con crescente irritazione, accendi e spegni la luce per 10 volte.

Dopo i consigli per l'ufficio ... ecco quelli per il Supermercato ..
1) Recupera 24 scatole di preservativi e mettili a caso nei carrelli degli altri clienti mentre non guardano.
2) Programma tutte le sveglie del reparto casa in modo che suonino a intervalli di 5 minuti.
3) Lascia una striscia di succo di pomodoro per terra in direzione del bagno.
4) Avvicinati a un impiegato e digli con tono serio: 'codice 3 nel reparto casa'. E osserva la sua reazione.
5) Quando ti si avvicina una dipendente e ti chiede se ti puo' aiutare, inizia a piangere e chiedile 'Perche' non mi lasciate in pace?'.
6) Fissa la telecamera per la sicurezza e usala come specchio mentre peschi nel tuo naso.
7) Mentre guardi i coltelli da macelleria, chiedi alla dipendente se sa dove sono gli antidepressivi.
8)Vai in giro per il supermercato con aria sospettosa mentre fischietti la musica di Mission Impossible.
9) Nasconditi dietro i vestiti e quando la gente si avvicina per dare un'occhiata, di' a voce bassa 'prendimi, prendimi'.
10) Quando annunciano qualcosa al megafono, aggomitolati in posizione fetale e grida 'ancora quelle voci!! '.
11) Entra in un camerino e grida a voce alta: 'Hey! Non c'e' carta!!!!'
A questo punto, qual'è il vostro punteggio?

mercoledì, dicembre 12, 2007

La torre nera: La nascita del pistolero di Stephen King
Dark Tower: The Gunslinger Born, 2007,
Traduzione Pier Paolo Ronchetti,
Sperling & Kupfer Editori, euro 16,50
Inauguriamo un altro filone di recensioni e cioè quelle dei fumetti con una delle opere migliori che mi sia capitata per le mani ultimamente. La verità è che io mi sto disintossicando dai fumetti ormai da anni, per essere precisi sono quasi otto anni, perchè per il millennio ho chiuso tutte le mie collezioni, me le sono vendute e ci sono andata a Disneyworld, mi sembrava molto catartico.
Da quel momento faccio molta attenzione a non ricaderci, ma mi sono detta che stavolta in realtà non cominciavo una nuova serie, ma rileggevo una parte di una delle storie più belle del mondo attraverso dei disegni, e che disegni aggiungerei.
La storia di Roland di Gilead è lunga, complessa e se ve la volete leggere la trovate qui. Ho impiegato 22 anni a metterci un punto e non ho intenzione di riaprirla, anche questo è un modo di tenersi fuori da certi tipi di dipendenze.
Le tavole sono bellissime e IMHO rendono molto bene quella cupezza che pervade tutti e sette i capitoli della saga. Tra l'altro giusto per farvelo notare, anche Hary Potter è durato sette libri...
I primi anni dell'eroe del medio-mondo prendono un ordine cronologico, mentre nella saga tutto questo viene narrato nel quarto libro della serie, "La sfera del buio".
A prescindere dal fatto che poi voi la leggiate o meno questo racconto a fumetti è a se stante e non è necessario essere a conoscenza di altre parti della saga o dei libri per godersela così com'è.
Mi auguro anche io che non comincino ad utilizzare tutti i romanzi di King per farne dei fumetti, mi toccherebbe ricominciare a leggerli e cambiare il modo in cui mi ero immaginata i personaggi, un po' come purtroppo stanno facendo per Anita Blake.

martedì, dicembre 11, 2007

NATALE

Dialogo a due voci

Martedì 11 dicembre ore 18.00 presso la Biblioteca Basaglia

Via F. Borromeo 67 00168 Roma
tel/fax 06/61661863, tel 0645439330
c.coccia@bibliotechediroma.it


Intervengono

Cardinale Achille Silvestrini

Prefetto emerito della Congregazione per le Chiese orientali

Erri De Luca
Scrittore

Ingresso libero

domenica, dicembre 09, 2007

Liber Libri - Fiera della piccola e media editoria - Roma
Come potevo mancare? e infatti non sono mancata.
Finalmente dopo due anni di matrimoni per l'otto dicembre sono riuscita a tornare a quella che ogni anno mi sembra la giusta situazione prima di natale. Sì perchè a Natale si regalano libri, o almeno si dovrebbero regalare libri, esiste forse una cosa più utile in questo regno del superfluo? No.
Gli stand sono sempre di più e mi risulta strano considerare case editrici come Voland o e/o o Fazi come piccole, ma meglio per me che ce le ho trovate.
Spendo tra l'altro due buonissime parole per la Voland dove mi sono recata in pellegrinaggio e ho chiesto il poster di Amelie Nothomb autografato [ora in mio possesso!!!] e mi sono fermata a fare due chiacchiere con una delle ragazze presenti allo stand. Alla fine, nonostante la mia ammissione che non avrei comprato il libro in uscita a febbraio perchè l'avevo già letto in francese, mi ha anche regalato un altro libro; ora io non so come si chiama la ragazza ma vorrei pubblicamente ringraziarla per il bene che sparge per il mondo, specialmente quello che ha sparso su di me, grazie!
Ma la mia giornata di gloria non è finita qui, sì perchè stavolta ho avuto il coraggio di parlare con uno dei miei autori preferiti: Fabio Geda. Ho girato intorno al suo stand per una ventina di minuti prima di trovare il coraggio, ma devo ammettere che ne è valsa la pena. A parte il fatto che è stato non solo gentilissimo, ma pure simpatico, abbiamo chiacchierato per una ventina di minuti di libri, di Torino e degli scrittori in generale. Mi è rimasta una bella sensazione, come quella che mi ha lasciato il suo libro [già pluriregalato e pluriconsigliato], oltre al fatto che abbiamo concordato come, attualmente, sembra che se non scrivi qualcosa di terribilmente triste o pesante non vieni preso sul serio. Oltre a questo ero in brodo di giuggiole perchè ha detto che continua a leggere questo blog e avrebbe comprato "L'eleganza del riccio" per quello che avevo scritto a riguardo. E so' soddisfazioni.
Veniamo alle note dolenti, nonostante i fondi neri ho speso di nuovo un putiferio, ma ora annovero i due saggi sulla paraletteratura di Evangelisti che mi mancavano, le vignette di Mr. Wiggle da regalare assieme ad altri due libri sempre della Instar i cui proventi vanno al Banco Alimentare, un libro di Medina Reyes che mi mancava, un paio di libri per il gonzore dettati dal senso di colpa e i racconti di Carroll.
Ci vediamo alla prossima fiera del libro, e accorrete numerosi!

venerdì, dicembre 07, 2007

Banana Yoshimoto "Il coperchio del mare" Feltrinelli 10.00 €

Alla fine dell’estate chi è stato l’ultimo a uscire dal mare?
L’ultimo è tornato a casa senza chiudere il coperchio del mare
E da allora per tutto questo tempo il mare è rimasto scoperchiato
I ciliegi, le dalie, le creste di gallo i girasoli, le margherite e i papaveri
Perché continuano a fiorire
Ancora e ancora
In questo mondo senza te?

Questo è l'incipit del nuovo libro di Banana, travolgente immersione nelle sue rarefatte atmosfere giapponesi; ormai per me i suoi libri hanno il peso specifico dell'anima, parafrasando il famoso film, 28 grammi di leggerezza.
Non vuole essere una critica, ma da tempo non distinguo un suo racconto dall'altro, solo Amrita, perchè non mi è affatto piaciuto, rimane in qualche modo più impresso nella mia memoria.
I suo racconti di donne alla ricerca della loro essenza mi sembrano situarsi tutti lungo un continuum e proprio per questo si mescolano e si mischiano perdendo la loro unicità, ma a me piace così.
Ogni sua nuova opera diventa un'altro pezzettino del mio non ricambiato amore per il Giappone e diventa un ulteriore piccolo stimolo per il VIAGGIO che un giorno farò e per la permanenza che mi piacerebbe fosse decisamente significativa.
La trama è molto semplice e ve la copio da Internet: Dopo aver terminato gli studi a Tokio, Mari decide di abbandonare la vita frenetica della capitale per tornare nel suo paese natale. Un posto in riva al mare circondato dai monti, una località un tempo popolata da turisti e ricca di attività commerciali. Ma al suo ritorno la ragazza scopre una realtà fatta di tristezza e di abbandono. Le fabbriche hanno inquinato il mare tanto da distruggerne la fauna e la flora, i pescatori e i ristoratori hanno perso la materia prima del loro lavoro e la malinconia avvolge inesorabilmente i pochi residenti che sono rimasti in paese. Nessun ragazzo tornerebbe in un posto così, destinato ad un lento declino, ma Mari ha un progetto: aprire un chiosco di granite. Le sue sono delle granite particolari, senza i gusti tradizionali ricavati dagli sciroppi industriali, ma preparate usando i frutti delicati del territorio. Mentre Mari è impegnata a mettere in piedi la sua nuova attività, sua madre decide di ospitare per la stagione estiva Hajime, la figlia di una sua amica d’infanzia, che dopo aver perso sua nonna, sta attraversando un momento molto difficile. È così che il mondo di Mari e quello di Hajime si incontrano. La prima, una ragazza forte e combattiva, decisa a contribuire al miglioramento del suo paese, la seconda, fragilissima, sfigurata sin dall’infanzia a causa di un incendio.
E' il mare il terzo personaggio del libro, una distesa che porta in sé la ricchezza dei pesci e dei coralli, ma anche il ricordo di un periodo di abbondanza ormai passato. Il mare che mette in moto il sangue e i pensieri di Mari e Hajime, alimentando le loro aspettative e sedando le loro piccole delusioni, donando alle due ragazze il sollievo necessario per ricominciare una nuova vita.
Che dire più di così? Non si riesce a rendere la leggerezza dell'ineffabile quindi un suggerimento venale è che ve lo facciate regalare per Natale, tutto sommato 10 pleuri non si negano a nessuno, oppure, se mi assomigliate e aspettare non è il vostro forte, accattetevillo.

mercoledì, dicembre 05, 2007

Sushi for beginners - M. Keyes - in prestito

Dato che il livello culturale di questo blog è davvero alto e il morale GA inversamente proporzionale, risolvo queste bieche questioni di equilibrio esterno-interno, recensendo il secondo libro da me letto della (ormai per me) necessaria e "leggera" Marian Keyes.
Sushi for beginners, lungi dall'essere una piccola crema perfetta come
Rachel' s Holiday, è il classico librotto da metropolitana.
Tipicamente "da femmine" e farcito di quella psicologia spicciola da amica e da divano che tanto ci piace (non parlavo di amica psicologa, GB!!!), traccia in un anno la storia di tre donne più qualcun'altra di contorno e di una rivista patinata.
Lisa, una workaholic incolta, ma furba e graziosa, convinta di esser promossa dalla sede di una casa editrice di Londra per raggiungere la New York dei suoi sogni in un simil-Vogue, si vede invece affidare l'incarico di direttrice di un nuovo femminile a …Dublino.
Piccata e inviperita, completamente ignara di cosa sia l'Irlanda, troverà una redazione sui generis (tra cui Ashling, una delle protagoniste), una richiesta di divorzio dal suo ex marito, vicini interessanti e…una rivista che prende forma sotto i suoi occhi, insieme a varie ed eventuali relazioni.
Con un occhio divertito sul mondo delle fashion victim e un altro sul boom economico irlandese (il romanzo è ambientato a qualche anno fa) si ride, ci si ritrova e si aspetta il lieto fine (che per alcuni non sarà cosi' lieto) senza grossi traumi per le capacità intellettive, ma con un bel sollievo per l'umore, grazie al peso specifico della storia.
Il motivo del titolo…non si scopre se non nelle ultime pagine.
Forse è consigliabile aspettare la stagione della crema solare, ma se volete far volare una domenica pomeriggio fredda e piovosa...