giovedì, ottobre 05, 2006

OFF TOPIC
Avrei potuto intitolare questo post anche "dell'immenso potere dei blog" o di chi li legge, ma preferisco non anticipare l'argomento della mia personalissima disquisizione sull'argomento.
Poco più di un anno è passato da quando, ho cominciato a girare per la rete a leggere i famosi diari virtuali di persone sconosciute, mi stavo annoiando e non avevo un libro a portata di mano.
Parlandone con alcuni amici sono venuta a sapere che persone a me più o meno note ne avevano di loro e ne ho usufruito, tranquillamente, sono sempre stata una lurker, non ho mai commentato se non per salutare, e nel momento in cui mi sono trovata in violento disaccordo ho scritto una mail personale e privata e per quanto mi riguarda amici come prima.
Detto questo, ultimamente mi sono accorta come la mia presenza o quella di qualcun altro ha spinto alcune persone a rendere i loro blog privati o a chiuderli (o spostarli), non è un delirio di onnipotenza, quanto piuttosto una certezza.
Premesso che ognuno è liberissimo di fare quello che più gli aggrada, trovo piuttosto divertente il fatto che ci siano delle persone che mettono gli affari loro in piazza a patto che non li legga nessuno che li conosce, o quanto meno che non facciano parte di una selezionatissima clientela con caratteristiche simili o uguali alla compiacenza e alla venerazione, di cui la rete sembra assolutamente pullulare.
Potrei fare una serie di esempi, ma credo che il concetto sia piuttosto chiaro, il blog serve a soddisfare un bisogno narcisistico e ci sono persone che si creano proprio una personalità alternativa oppure usano il blog per sfogarsi di torti veri o presunti che siano, ci sono persone che diventano famose raccontando di piselli e cerette - e di cui recensisco i libri - e altre che si accontentano di narrare cose mirabilanti senza nessun riscontro con la realtà.
Io ho cominciato per tenere il conto delle cose che leggevo, per rispondere in una sola volta a tutte le persone che mi chiedevano cosa comprare per regalare e a quel minimo numero che mi chiedeva cosa poteva leggere in questo o quel momento, ma soprattutto ho cominciato e continuerò perchè almeno una volta, chiunque mi ha letto, ha pensato a me.
Quello che mi consola è che non c'è molta discrepanza tra chi scrive e chi vive, almeno per libritudine.
Posta un commento