domenica, luglio 15, 2007

GENESIS - Roma, Circo Massimo

Questo tour dei Genesis tocca Roma in una delle location migliori dell'universo conosciuto, (e sì che è difficile, per chi se lo ricorda, eguagliare la serata al Circo Massimo dopo l'ultimo scudetto dell'UNICA squadra di Roma.)
E devo dire che il trio,[Phil Collins, Mike Rutherford e Tony Banks] quintetto da 20 anni ormai [Chester Thompson e Daryl Stuermer] , c'è quasi riuscito.
All'intro di Firth of Fifth avevo una pelle d'oca che ci si poteva grattuggiare il parmigiano e non è stata l'unica volta. Chi se ne importa se la cantava meglio Peter Gabriel e se parecchie volte Phil Collins non ci arriva con la voce, questo è uno spettacolo da ricordare e se volete sapere com'è stato potete tranquillamente andarvi a comprare il DVD del concerto sul sito dei Genesis (era in vendita dal termine del concerto).
Il palco era a forma di W e si riusciva a vedere anche da lontano, dove eravamo noi insieme alle altre 500.000 persone. Non ci sono stati incidenti, solo molto caldo, parecchio tempo per trovare i mezzi per tornare a casa, e una paresi al trigemino che mi impediva di smettere di sorridere, tipo Joker di Batman.
La scaletta era quella che avevano annunciato ed è forse vero che per i "vecchi"amanti dei Genesis prima maniera, c'erano tante canzoni della nuova era, però almeno, rispetto ai Rolling Stones, sicuramente ai Megadeth e anche rispetto agli Iron Maiden, l'inossidabile trio non dava l'idea di stare per morire da un momento all'altro.
Il duetto di batteria in cui Phil e Chester hanno suonato per dieci minuti gli sgabelli resterà in mente, così come le immagini che passavano sul maxi schermo, che vedevano anche Peter Gabriel in versione fricchettona anni '70 (ed c'è stato un tempo in cui Collins non assomigliava a Montalbano, molto prima che girasse la puntata storica di Miami Vice).
Sembra che i Genesis apprezzino particolarmente la nostra città, la prima volta che ci hanno suonato io ero appena nata e questo lo vedo come un segno, avevo 13 anni ad Invisible Touch e da lì sono tornata indietro e forse questa è la ragione per cui ho apprezzato in egual misura sia I can't dance che Carpet Crawlers proposti al bis...ma come si dice, dei Genesis non butterei via niente e se avessero suonato Dancing with the Moonlit knight avrei pianto, lo ammetto.
C'è anche da dire che se, come si vociferava fino all'ultimo, fosse apparso Peter Gabriel, probabilmente avrei avuto un infarto, mentre di Steve Hackett ammetto non ho sentito così tanto la mancanza, forse perchè non sono in grado di apprezzare il tapping destrorso.
Insomma: per farvela concisa e precisa, sono state due ore di musica molto bella in un posto "molto bellissimo".
Questa la scaletta del concerto: Behind the lines/Duke's end/Turn it on again/No son of mine/ Land of confusion/ In the cage/ The cinema show/ Duke's travels/ afterglow/ Hold on my heart/ Home by the sea/ Follow you, Follow me/ Firth of fifth/ I know what I like/ Mama/ Ripples/ Throwing it all away/ Domino/ Drum duet/ Los endos/ Tonight, tonight, tonight/ Invisible touch/ encore / I can't dance/ Carpet crawlers.
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