venerdì, settembre 08, 2006


Sandro Veronesi "Caos calmo" Bompiani 17.50
Libro ottenuto in prestito dopo lunga posta alla mammonza e divorato anche perchè, IMHO, è scritto proprio bene.
La storia è quella di un vedovo con figlia decenne, la morta improvvisa di Lara compagna del primo e mamma della seconda mette le due persone alle prese con un dolore/non dolore da lasciare esterefatti. Sempre in attesa che uno dei due pianga fino allo sfinimento assistiamo allo sfasamento dei valori di Pietro Paladini e e di quelli della sua vita raccontata in prima persona. Dalla decisione improvvisa di passare il primo giorno della 5° elementare sotto la scuola della figlia all'impossibilità di spostarsi da li' quasi fino a Natale, sempre nell'attesa che la bolla di ovatta in cui sembrano vivere si rompa e li riporti bruscamente alla realtà e alle prese con un dolore incommensurabile.
Vari personaggi ruotano attorno al principale, che sembra con il suo dramma attirare tutti quelli degli altri, raccontati attraverso parole semplici che portano a visioni devastanti. La sofferenza dei suoi colleghi e delle persone che lo circondano, sembra prendere piano piano il posto di quella di Pietro e della figlia Claudia, immersi in varia umanità che certe situazioni non le ha mai superate e che forse nemmeno le supererà mai, semplicemente si è adattata ritagliandosi una nicchia di serenità.
Niente luoghi comuni, niente parole sprecate, niente pezzi di libro che puoi quasi saltare perchè sai già quello che scriverà; un fratello che sembra Renzo Rosso della Diesel, una cognata uscita da un film di Almodovar e una figlia che sembra la bambina perfetta che stacca le code alle lucertole nei film di Dario Argento.
Era tanto che non leggevo un romanzo lungo scritto da un autore italiano che mi piacesse così tanto, niente fiumi di lacrime e parole sprecate, solo quelle che servono per arrivare dritte al cuore e restarci.

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