giovedì, agosto 09, 2007

Il mondo a tavola - Precetti, riti e tabù di Chef Kumalé - Einaudi - pag 190 (recensore: il nostro cucchiaio d'oro, Yari)

Vittorio Castellani alias chef Kumalè è un viaggiatore vero, lo si capisce da quella forma di rispetto 'a priori' che adotta parlando del cibo e delle culture altre.
Questo libro non è un ricettario, ma le ricette ci sono, non è un saggio antropologico, ma anche gli studi sul comportamento umano nella definizione dei riti e dei tabù alimentari ci sono, non è neppure soltanto uno studio sull'alimentazione, ma di alimentazione si parla eccome. Insomma, sono in difficoltà a definirlo; diciamo che Castellani ha tentato di fare una cosa difficile, ha cercato di dimostrare come, differenti culture gastronomiche legate a differenti popoli, esprimano differenti forme di alimentazione che tendono però a seguire schemi comuni, schemi generici, di livello superiore, schemi che prescindono dalla latitudine, dalla religione e dal colore della pelle. La cosa migliore è che chef Kumalè fa quest'operazione con semplicità, senza giudicare, senza risultare mai supponente, semplicemente elencando, avvicinando, sovrapponendo e lasciando a chi legge la conclusione che non c'è differenza alcuna tra le pinne di squalo e gli spaghetti, tra il venerdì di magro e la rottura del digiuno notturna durante il Ramadan.
Verso la fine del libro poi fa un passo oltre e cerca di capire, di tracciare un possibile scenario futuro conseguente al meticciamento delle culture alimentari che già si può vedere in atto in paesi nei quali l'arrivo delle cucine etniche provenienti da altre parti del mondo, al seguito dei nuovi migranti, ha avuto, per forza di cose, un impatto meno drammatico, rispetto al nostro (Inghilterra, Germania, Stati Uniti, ecc ecc).
Libro scritto bene, che ha soddisfatto alcune curiosità che ho sempre avuto e che mi ha lasciato con la voglia di provare a mischiare in una prossima cena sul terrazzo piatti nuovi e piatti della nostra cucina. Buon Appetito.
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