mercoledì, marzo 29, 2006

W. Irvin, MT. Conard, A.J. Skoble "I Simpson e la filosofia" ISBN 17.00 €
Questo libro con le pagine ovviamente gialle, l'ho comprato perchè sono un'amante dei Simpson da molti anni ormai, anche se all'inizio mi ricordo di aver affermato una boiata delle mie tipo: "sono troppo brutti per guardarli, turbano il mio senso estetico".
Fortunatamente il mio senso estetico si è evoluto nel tempo (vedi mamma perchè ho un tatuaggio e un orecchino al sopracciglio?) e ho cominciato a seguirli ed appassionarmi moltissimo ai vari episodi ed a tutti i modi possibili in cui "leggerli".
Gli episodi sono pieni di citazioni, rimandi ad altre storie o ad altre persone (un classico caso in cui riferimenti a persone e fatti realmente accaduti non è puramente casuale) e battute eccezionali che rimarranno nella storia della comicità per sempre, molte delle quali escono dalla bocca di Homer, come questa: "Lisa, se non ti piace il tuo lavoro non ti metti a scioperare. Entri tutti i giorni e lo fai veramente da schifo. E'questo il sistema americano."
Questo libro è una raccolta di una ventina di saggi che non cercano la filosofia dei Simpson, quanto piuttosto la filosofia nei Simpson.
Dall'introduzione: E' possibile che Bart rappresenti la perfetta incarnazione dell'ideale nichilista di F. Nietzsche? Che il comportamento di Marge sia la realizzazione concreta della classificazione aristotelica delle virtù? Che la mentalità di Springlfield sia frutto di un approccio decostruzionista al reale?
Credo di sì alla fine, ma credo anche che i Simpson non vorrebbero nemmeno essere presi così sul serio, tranne Lisa.
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