lunedì, marzo 13, 2006

Federico Moccia o dell'inutilità di alcuni libri
Probabilmente con questo post mi attirero' gli strali di alcuni amanti del genere, ma dopo aver letto "3 metri sopra al cielo" e "ho voglia di te" mi sento di avvertire che persone sopra i 17 anni potrebbero trovare veramente stupido perdere tempo per leggere un totale di circa 700 pagine farcite di batticuore, promesse della durata di 2 capitoli e amori travolgenti e scontati.
All'inizio ho comprato "tre metri sopra al cielo", perchè mi stupiva il successo di un libro e penso che la storia di babi e step stesse benissimo su uno di quei giornaletti tipo cioe', al massimo poteva uscire per harlequim mondadori, discorso a parte per il film la cui unica cosa di un certo valore è Riccardo Scamarcio (quanto puoi essere bello lo sai solo tu).
Detto questo, all'uscita di "ho voglia di te" mi sono chiesta se forse non stessi facendo dello stupido snobismo intellettuale, e che forse, tra l'elenco di vestiti di marca, locali trendy, macchine fighe e poco altro, ci fosse qualcosa che mi sfuggiva. Ora credo proprio che non sia così, la storia è banale e scontata dall'inizio e cioè dal primo libro, con questo personaggio ultrastrafigo (se continua la sua saga, probabilmente diventerà presidente del consiglio) che frequenta un sacco di donne e si innamora solo di quelle vergini e poi ne inanella un paio di cui una risaputamente stronza e una che invece non gli perdonerà il flashback con la prima. Happy ending in sospeso proprio per lasciarsi la possibilità di scrivere un ennesimo sequel...
Probabilmente sono semplicemente troppo grande per apprezzare uno sfoggio di giovanilismo spinto fino a questo livello, con gente che fa le pinne in moto, vive in palestra e ha un tenore di vita simile a quello dell'Aga Khan, ma voi che amate lo scrittore potete sempre pensare che sto rosicando, perchè la mia adolescenza - e oltre - è stata parecchio diversa e avrei tanto desiderato passarla tra discoteche, provini e test di gravidanza....ai posteri la sentenza, che non sarà affatto ardua.
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