sabato, febbraio 11, 2012

ALBERT CAMUS "LA PESTE"
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Molto bello, ogni volta la peste diventa un espediente per raccontare dell'essere umano, specialmente alla fine quando il dottore afferma che grazie all'epidemia ha capito che nell'animo umano ci sono più cose belle che brutte.
Rieux rimane un personaggio memorabile e la morte di Tarrou mi ha colpito più di quella del bambino Orthon, ma come dice Camus i morti della speranza sono quelli che fanno più male; lo scambio tra il dottore e Paneloux assomiglia ad una delle mie tanti crisi mistiche, un po' come i dubbi che assalgono Rambert ad un passo dalla fuga.
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