lunedì, aprile 14, 2008

LUDWIG VAN BEETHOVEN - SINFONIA N.3 EROICA, SINFONIA N.5
ZUBIN MEHTA DIRIGE LA ISRAEL PHILARMONIC ORCHESTRA
Scrivo questo post prima degli exit-poll per cercare di far durare il più a lungo possibile quella sensazione di ineffabile, che ti fa sperare di passare ancora serate di questo genere e che c'è una speranza per tutto questo mondo che sta andando a scatafascio.
Questo biglietto è stato il mio regalo di compleanno e in assoluto uno dei regali più belli che mi siano mai stati fatti, peccato non averlo poi potuto condividere con stupendoboy, ma anche la sorellonza a fianco aveva i luccicotti.
Si comincia con la n.3, che non è la mia prediletta (adoro la quarta, sono decadente) ed è conosciuta come l'eroica in riferimento alla figura di Napoleone come ispiratore, al quale però non verrà mai intitolata, perchè Ludwig non sembra avesse apprezzato particolarmente il fatto che dopo aver fatto il console si fosse proclamato imperatore (gossipp d'annata).
Una nuova concezione di sinfonia quindi, che aumenta anche nella durata dei movimenti e nella sua globalità e che rielabora l'idea della sinfonia classica, sia nell'inserimento della marcia funebre, sia per il finale, che nella forma di libera variazione verrà anche ripresa poi in seguito nella nona sinfonia.
Dopo l'ntervallo si ascolta la sinfonia n.5, probabilmente la più famosa del mondo e non a caso inserita nel disco d'oro che la sonda Voyager porta a spasso per lo spazio dal 1977.
Chiunque ascolti l'inizio di questa sinfonia può proseguire a canticchiarla e diciamo che questo, più di ogni cosa, può dare un'idea della bellezza di questa musica, senza contare il fatto che ha fatto da colonna sonora a milioni di film, pubblicità e fumetti, non ultimo V per Vendetta.
Qui i quattro movimenti si inseguono e corrono lungo una stessa idea di base e portano poi a compimento la situazione di conflitto inizialmente generata [tranquilli sto riassumendo il libretto di sala] che sembra si configuri in musica come la proiezione dell'etica kantiana, contemporaneo del musicista.
Due parole su uno dei direttori d'orchestra più famosi del mondo che con i suoi movimenti sembra tirare i fili dell'orchestra che avvolge come una ragnatela e scuote al momento opportuno, mirabile.
Applausi scroscianti e due bis, poi si va a casa mentre passiamo davanti a varie personalità nel foyer e mercedes con autista in coda all'uscita, in questo la musica è democratica, a tutti viene offerto lo stesso prodotto.
Posta un commento