mercoledì, aprile 09, 2008

Gala Rachmaninoff - Auditorium Parco della Musica - Roma
Meraviglioso martedì all'insegna della grandissima musica questo, e pensare che quando ho visto che dovevo arrivarci a nuoto avevo anche pensato di cedere sul finale e invece...
Si comincia con il Concerto per pianoforte e orchestra n.3 in re minore (op.30) che giusto così per farvi capire è quello dove sbrocca il tizio su Shine (il Rach 3). Bellissimo.
Il pianista è Arcadi Volodos, proprio l'omone che serve per picchiare sui tasti in quel modo assurdo che sembra non possa che fare un gran casino cacofonico e invece quello che risulta è una musica meravigliosa; certe volte davvero mi andava in cortocircuito il cervello, perchè quello che vedevo non era affatto quello che sentivo, ovviamente secondo me. A seguire ti infila tre bis in cui sembra che gli abbiano cambiato le mani e le note leggerissime aleggiano nella sala come se fino a quel momento non avesse picchiato sui tasti come un disperato, spettacolo.
Nella seconda parte si cambia invece genere, il pianoforte va via, dopo 20 minuti tra bis e applausi e si parte con la Sinfonia n.3 in la minore op. 44 in prima esecuzione all'accademia.
Musica completamente diversa, come dice il libretto di sala "musica da cinema", ed è verissimo, ad occhi chiusi mi sembrava di veder scendere gli indiani dalla collina tra polvere e strepiti, oppure sentire il crescendo in cui due protagonisti di un film d'amore anni'50 si guardano negli occhi prima di darsi IL BACIO, a volte mi ha ricordato la musica di Henry Mancini, ma sicuramente è un problema mio. L'orchestra segue bene il suo direttore Andrè Previn e tutto scivola verso un delicato finale e quindi due parole di gossip: questo direttore è stato il primo marito di Mia Farrow (sposata in seconde nozze a cui ne seguiranno altre tre) nonchè il padre adottivo di Sun-Yi attuale moglie di Woddy Allen di cui sembra quindi essere il suocero. Non male essere il suocero dell'uomo che ti ha rubato prima la moglie e poi la figlia.
Domenica c'è Zubin Metha.
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