domenica, gennaio 06, 2008

Un augurio di fine feste....
Troppo spesso rendiamo onore alla spavalderia e a chi esercita la forza
Troppo spesso scusiamo coloro che costruiscono la loro vita sui sogni infranti di altri esseri umani
Ma una cosa è chiara, la violenza genera violenza
la repressione genera rappresaglia
E soltanto la pulizia di tutta la nostra società
Potrà estirpare questo male dalla nostra anima
Quando si insegna ad un uomo ad odiare ad avere paura del proprio fratello
Quando si insegna che un uomo ha meno valore a causa del colore della pelle o delle sue idee
O della politica che segue
Quando si insegna che chi è diverso da te minaccia la tua libertà o il tuo lavoro o la tua casa o la tua famiglia,
Allora si impara ad affrontare l'altro non come un compatriota, ma come un nemico,
da trattare non con la collaborazione ma con la conquista
Per soggiogarlo e sottometterlo
Impariamo in sostanza, a guardare ai nostri fratelli come alieni
Uomini alieni con cui dividiamo una città, non una comunità
Uomini legati a noi da un'abitazione comune, ma non da un impegno comune
Impariamo solo a dividere solo una paura comune, soltanto un desiderio comune di ritiraci gli uni dagli altri, soltanto un impulso comune, a reagire al disaccordo con la forza.
La nostra vita su questo pianeta è troppo breve, il lavoro da svolgere è troppo vasto, perchè questo spirito prosperi ancora a lungo nella nostra nazione
E' evidente che non possiamo bandirlo con un programma, né con una risoluzione, ma possiamo forse ricordare, anche una sola volta, che quelli che vivono con noi sono nostri fratelli, che dividono con noi lo stesso breve arco di vita che cercano, come facciamo noi, soltanto la possibilità di vivere la propria vita con uno scopo ed in felicità, conquistandosi la realizzazione e la soddisfazione che possono.
Sicuramente il legame di un destino che ci accomuna, il legame di scopi che ci accomunano, può cominciare ad insegnarci qualcosa.
Sicuramente possiamo imparare, almeno, a guardare chi ci sta intorno, il nostro prossimo, e possiamo cominciare a lavorare con maggiore impegno per ricucire le ferite che ci sono tra di noi per tornare ad essere fratelli e compatrioti nel cuore".
Robert F. Kennedy

... e un grazie a Stefano che ce l'ha ricordata.
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