domenica, gennaio 20, 2008

Ridley Scott : American Gangster
Non è un brutto film questo American Gangster (per chi ha una sconsiderata passione per Denzel Washington anche guardarlo giocare con i figli sembrerebbe una prova da Oscar), ma come si dice in gergo, stenta a decollare.
Certo se i miei film preferiti sono nell'ordine Scarface, Carlito's Way e Traffic, è difficile riuscire a rientrare nella triade d'onore, però da Ridley Scott forse mi aspettavo qualcosina di più.
Forse non è nemmeno semplice fare la trasposizione di una storia vera, ma che in un film di gangster l'unica sparatoria me la si metta quasi alla fine...
La storia è quella di un nero di Harlem che diventa il numero uno riuscendo a rimanere nell'ombra perchè non lavora che per sè e che sembra impossibile non sia appoggiato dalla Mafia.
(questo, mi ha fatto tra l'altro pensare che quella che adesso chiamano la "fuga dei cervelli" sia iniziata parecchio tempo fa visto che gli unici italiani veramente di successo all'estero sembrano sempre i mafiosi, ma insomma siamo un popolo di santi, eroi, poeti e trasmigratori [se non ricordo male] e i nostri trasmigratori ci hanno reso un servizio niente male...)
In un America devastata dalla guerra del Vietnam la grande idea di Frank Lucas è quella di andare a prendere l'eroina direttamente in Thailandia, abbassando così tutti i costi degli intermediari e potendosi permettere di spacciare roba migliore a metà prezzo, rovinando gli altri spacciatori sul mercato. Sulla strada del gangster, come in tutte le storie tra i buoni e i cattivi, il buono di turno (Serpico biondo) è quel giuggiolone di Russel Crowe, che ormai non è più credibile come gladiatore, ma riesce bene nella parte del poliziotto incorruttibile che manda a rotoli tutto il resto della sua vita.
Flashback d'autore con il match tra Alì e Frazier (per la croncaca vinse Frazier, perchè persi ad un domandone del Trivial) e belle le scene nella New York degli anni'70.
Sembra che dall' inchiesta risultarono epurati i tre quarti della squadra narcotici di New York, se fosse successo qui, probabilmente si sarebbero tutti schierati a favore della polizia e contro i magistrati. (Duole ammetterlo, ma siamo un paese del terzo mondo per alcuni versi).
Insomma, se vi avanzano due ore e mezza e siete preparati a quanto precedentemente espresso non è un film da buttare via, solo era lecito aspettarsi di meglio...
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