martedì, novembre 22, 2005

TAV
Presa dalla rete e probabilmente veritiera, se qualcuno di voi avesse informazioni diverse è pregato di diffonderle, gli daremo spazio.
Da diversi anni è in corso in Val Susa una manovra di resistenza organizzata contro la linea ad alta velocità ferroviaria Torino-Lione (TAV).
Quello che fanno credere i media è che gli oppositori siano pochi e comunque motivati solamente dal fatto che "gli passa il treno sotto casa". Nella manifestazione di giugno c'erano 30000 persone (in tutta la Val Susa ci sono 50000 abitanti).
Non posso di certo smentire questa motivazione, ma in realtà i motivi veri (che vengono metodicamente nascosti dai media) sono ben altri:
1.La tratta Torino-Lione è completamente inutile: nella Val Susa esiste già una linea ferroviaria sottoutilizzata, in grado di reggere il traffico richiesto (considerando i tassi di crescita) almeno fino al 2050.
2.La linea in costruzione è esclusivamente merci, non si avrebbe alcun vantaggio in termini di tempo per la percorrenza da Torino a Lione. I treni passeggeri comunque continuerebbero a transitare nella linea storica con i tempi di percorrenza attuali.
3.Nel tratto montano (e quindi da Torino alla Francia), comunque non sarebbe una tratta ad alta velocità perché la conformazione del terreno montano non la rende possibile.
4.L'amianto sotto al Musinè c'è veramente (è già ampiamente dimostrato), e nei progetti non c'è il minimo accenno ad un piano di messa in sicurezza dell'amianto estratto (è previsto semplicemente uno stoccaggio in valle a cielo libero), che con i frequenti venti della Val Susa verrebbe distribuito e respirato in tutta la cintura ovest di Torino ed in Torino stessa. Le malattie causate dalla respirazione di anche solo 1 fibra di amianto vengono diagnosticate 15 anni dopo l'inalazione. Dal momento della diagnosi la mortalità è del 100%, ed il tempo di vita medio è di 9 mesi.
5.Il corridoio 5 (tratta Lisbona-Kiev) di cui questa tratta sarebbe parte fondamentale non esiste: da Trieste verso est l'opera è bloccata in tutti i suoi aspetti.
6.Finanziariamente è un disastro annunciato: perché vada in attivo, nella tratta dovrebbe passare un treno merci ogni 3 minuti,24 ore al giorno. Per questo motivo, al momento nessun privato si è impegnato finanziariamente, banche e fondazioni comprese. La tratta è costosissima, ed i soldi non ci sono: è notizia recente che nella finanziaria di questi giorni sono stati tagliati quasi tutti i fondi per le grandi opere. Gli unici soldi su cui si regge l'opera sono i finanziamenti europei.
7.Se dovessi elencare tutte le implicazioni legali del ministro Lunardi (mi spiace, ma non riesco proprio a dare dell'onorevole ad una persona del genere) questo documento diverrebbe troppo lungo. Dico solo che l'appalto per la costruzione del tunnel di 52Km (7,5 miliardi di euro) è stato vinto da una ditta francese che l'ha subappaltato alla francese RockSoil, di proprietà della moglie.
Forse ora è più chiaro e motivato perché nelle proteste dei ValSusini sono presenti sempre, in prima fila, tutti i sindaci e le istituzioni di tutti i paesi della Valle, indipendentemente dal partito politico di appartenenza.
Il CIPE, incaricato di distribuire i fondi italiani, ha già eliminato la tratta Torino-Lione dalle opere da finanziare dallo stato italiano (nonostante quanto riferito dai media). L'unico obiettivo di chi il TAV lo vuole fare è quello di agganciare la pioggia di finanziamenti europei per le grandi opere; per far questo, devono entro fine anno poter dire che i lavori sono iniziati.
La questione NoTAV non è una questione di sinistra o destra.

9 commenti:

cippolippo ha detto...

Complimenti per l'articolo, adesso mi è molto più chiara la situazione sul TAV, sono pronto anche io a scendere in piazza...come italiano colpito nella propria dignità

Onas ha detto...

Il fatto che sarà una tratta unicamente merci, se confermato, non deve scandalizzare perché ridurrebbe comunque le file al Bianco e al Frejus entrambi oggetto di altre manifestazioni contro l'eccessivo traffico merci

Anonimo ha detto...

purtroppo pero' non si sta pensando di incrementare il passaggio da traffico su gomma a traffico su rotaia, quindi, un po' come per il ponte sullo stretto, cui prodest?

Onas ha detto...

Solo alle migliaia di lavoratori coinvolti nelle suddette opere...

Anonimo ha detto...

E alle decimigliaia di cittadini?

Anonimo ha detto...

mah, più che alle migliaia di lavoratori, che faranno il loro lavoro massacrante per un salario di sussistenza, gioverà a quelle poche decine di grossi manager e dirigenti che gli graviteranno intorno, spartendosi al solito la fetta più grande della torta per vivere da nababbi in qualche paradiso comunque lontano dall'amianto

onas ha detto...

Così non si va da nessuna parte però... Se i ricchi non imprendono i salariati da fame non mangiano, insieme a tutti gli altri che stanno nel mezzo. La vita è una ruota... senza scordarsi che le grandi opere servono a tutti gli strati economici delle popolazione. Se uno guarda solo l'orticello suo torniamo al medioevo e via. Non c'è mai una sola verità...

Anonimo ha detto...

Certo, i ricchi devono imprendere, ma possibilmente in maniera onesta.

onas ha detto...

Augh!