domenica, novembre 13, 2005

Khaled Hosseini "Il cacciatore di aquiloni" - Piemme


Quando è stata l'ultima volta che avete pianto per un libro, se vi è mai capitato ovviamente? A me non capitava da tanto, e mi sono trovata a singhiozzare, tentando di soffiare il naso e contemporaneamente tenere aperto il libro e continuare a leggere mentre vedevo doppio per colpa delle lacrime...micidiale.
L'aquilone del titolo mi aveva fatto venire in mente Charlie Brown, gli alberi carnivori e Snoopy appollaiato come un condor, ma i cacciatori di aquiloni di questo libro, sono ragazzi che si sfidavano per rimanere i padroni dell'ultimo aquilone in volo e forse, fuori di metafora, della loro vita.
Un medico americano di origini afghane si trova a dover tornare nel regime dei talebani per cercare di rimediare ad un suo gravissimo errore, se di errore si può parlare. Paragonabile a Persepolis per l'impatto descrittivo, specialmente se, come me, avevate a malapena una vaga idea di quello che accadeva una trentina di anni fa in medio oriente e di come le cose siano arrivate allo stato attuale questo libro è di più, la storia di un'amicizia (anzi, di come dovrebbe essere un'amicizia), perchè come si dice, tutti vorrebbero un buon amico, ma pochi sono disposti ad esserlo...
Posta un commento