venerdì, novembre 25, 2005

E a proposito di Harry Potter...


Il fatto che sia io a scrivere di questi sei libri è, chiedo venia , come chiedere a una mamma se trovi carino il proprio figliolo.
Chi mi conosce sa bene quanto io sia disposta a parlare di ogni singolo particolare relativo a ciascun romanzo. Di come inizi ad emettere suoni gutturali al passaggio in tv dei trailers del film o, per esempio, al telefono due secondi fa con la socia gonzica che mi diceva essere in Galleria Colonna, proprio di fronte alla Nimbus 2000...
Dopo averli snobbati nella loro patria infatti ( e tipicamente bollati dal mio snobismo come fenomeno quasi isterico) per un caso strano e anche un po' poetico, ho iniziato a leggerli e non sono piu' riuscita a staccarmene.
La prima cosa che forse si puo' dire delle meravigliose creature della Rowling, è che piu' di una saga, termine che non mi piace molto per definirli, questi romanzi siano veri e propri "racconti di formazione", concepiti in una sola idea dalla scrittrice e poi parcellizzati secondo uno schema ben preciso per seguire con il loro andamento il protagonista a partire dagli undici anni fino ad arrivare ai diciotto (sigh sob il prossimo è l'ultimo!).
Dal momento in cui Harry, ospite sgradito degli zii (cattivi, ma ridicoli e caricaturalmente british) ignaro delle proprie origini, scopre di essere un mago, o meglio, di poter imparare a gestire i propri poteri, frequentando la scuola di magia e stregoneria ad Hogwarts.
Li' troverà due amici fondamentali, una prima famiglia allargata e i tasselli della propria storia con avventure a rischio della vita.
Come in tutti i romanzi fantasy anche Harry infatti, ha una nemesi, un nemico mortale che, passo dopo passo, scopre essere indissolubilmente legato al proprio destino: Voldemort (o "tu sai chi" secondo il linguaggio del mondo dei maghi, troppo impauriti anche solo per pronunciarne il nome).
Il tutto, e questa è la ricchezza piu' evidente della storia, immerso in un mondo parallelo al nostro, ma altrettanto coerente (e forse di piu'), riletto in una chiave magica che riveste ogni cosa, dalla banca gestita dai goblin ai mezzi di trasporto utilizzati dai maghi, dal Ministero della Magia al favoloso Quidditch, il corrispettivo del calcio, inventato dalla scrittrice con le regole e i particolari di un vero campionato.
Non del tutto adatto ai bambini per contenuti sempre piu' dark e a volte cruenti è invece perfetto dal punto di vista morale, (nonostante le reprimenda della Chiesa) per la distinzione netta tra Bene e Male, la celebrazione di comportamenti corretti e di valori assoluti come il coraggio, l'amicizia, la lealtà, tipici di altri grandi romanzi di genere (uno per tutti, la trilogia del Signore degli anelli).
Non mi vergogno a dire che leggendo i due piu' recenti capitoli potteriani, soprattutto l'ultimo nato (che uscirà in italiano solo il 6 gennaio) la gonza scrivente ha versato piu' di una lacrima.
Insomma, al di là di ogni pollice alzato, consiglio, a prescindere dai film che meriterebbero un discorso a parte, di immergervi nelle pagine tra bacchette, gufi, animagi, mangiamorte e pluffe. Possibilmente in inglese perchè la prosa della Rowling è semplice, coinvolgente, non artefatta e per l'assenza delle odiose figure (io i personaggi li immagino come voglio, capito?).

Harry potter e la Pietra Filosofale - HP e la Camera dei segreti - HP e il Prigioniero di Azkaban - HP e il Calice di Fuoco - HP e l'Ordine della Fenice - HP e il Principe Mezzosangue di J.K.Rowling sono editi da Bloomsbury in lingua originale e da Salani in italiano (tranne l'ultimo).

PS Anche la storia della scrittrice è un po' una favola, ha scritto il primo Harry Potter perchè licenziata e appena dopo essere stata lasciata sola con pargola dal primo marito. Oggi è piu' ricca della regina...
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