giovedì, settembre 22, 2011

SAUL BELLOW "HERZOG"
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Mentre leggevo questo libro ho pensato che mi sembrava uno strano incrocio tra l'Ulisse di Joyce e Le Correzioni di Franzen, anche se ovviamente non c'entra niente con entrambi.
Herzog non ci sta tanto con la testa, il secondo divorzio l'ha parecchio stressato e lui scrive, scrive lettere a praticamente chiunque mentre ossessivamente rimugina sulla fine del suo secondo matrimonio e tutto quello che ne è derivato.
La scrittura non è brutta, ma a volte i salti sono veramente un po' troppo pindarici, anche se non siamo allo stream of consciousness, pure se ci avviciniamo parecchio, ovviamente IMHO.
E poi è triste, senza speranza e angosciante e io non sono del filone che ritiene che gli unici libri belli siano quelli che vanno a finire male, come la vita.
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