domenica, luglio 31, 2011

CHUCK PALAHNIUK "PIGMEO"
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Questo Palahniuk non mi ha fatto impazzire, per quanto visionario e folle come al solito; probabilmente per come è stato scritto, cioè come resoconto di un ragazzo che non parla bene l'inglese, quindi il linguaggio è frammentato e poco scorrevole, per quanto estremamente divertente in alcuni casi, per la scelta degli aggettivi e dei sostantivi.
La storia è quella di un attacco terroristico mascherato da scambio culturale, che diventa la modalità dell'autore per evidenziare alcuni aspetti schizofrenici dell'attuale società statunitense (ed occidentale), ma tutto è bene quel che finisce bene, anche se siamo lontani anni luce da Invisible Monster.
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