domenica, maggio 25, 2008

Leggere saggi rende saggi?
Nuova sfida anobii e nuovi libri che si accumulano; per questa (La sfida della saggistica) mi sono letta Desmond Morris che viene recensito qui, poi "Seconda natura" di Edelman, Sacks con "Musicophilia", Boncinelli e Sciarretta con "Verso l'immortalità, Baricco con "I barbari" e per il premio biblioteche di Roma mi sono anche sorbita veneziani con "Rovesciare il '68".
Cominciamo dal peggiore, ovviamente veneziani che viene pubblicato in quanto unico teorico della destra (allora siamo tranquilli) nonchè ammanicatissimo, perchè non ci sono ulteriori spiegazioni per stampare un libro prolisso e senza soluzione di continuità in cui il signor nessuno pontifica a destra e di nuovo a destra sul perchè secondo lui sono accaduti alcuni avvenimenti nel corso del 1968. Pessimo.
Andiamo avanti, sempre in ordine di gradimento con Boncinelli e il suo saggio sull'immortalità, insomma non è che sia scritto in modo particolarmente oscuro, solo che le cose che scrive sono trite e ritrite, niente di nuovo, anche se tutto sommato non è facile dire qualcosa di nuovo su un argomento che è eterno e sale alla ribalta ogni volta che si parla di eugenetica, mappatura del DNA et similiaria, meno filosofia e chiacchiere per favore era quello che ho pensato alla fine.
Veniamo poi a Edelman, che senza il suo fido Tononi perde nella scorrevolezza e nella chiarezza dell'esposizione, ma per chi ama i suoi argomenti rispetto alla localizzazione della coscienza tra i neuroni rimane in assoluto un punto fermo insindacabile. Preferisco ancora "Un universo di coscienza", ma anche questo non è stato male, servirebbe qualche nuovo passo avanti comunque, è un po' di tempo che si parlano addosso sempre delle stesse cose...
Incredibilmente apprezzato da parte mia, che ho una spiccata idiosincrasia per Baricco, è stato il piccolo libro intitolato "I barbari", uscito precedentemente a puntate su repubblica e ancora disponibile gratuitamente sul sito del giornale. Una disamina dell'attuale situazione (anche se è del 2005) e di come ogni grande trasformazione porta a qualcosa di nuovo (paradigma scientifico se ci appoggiamo a Khun, più una speranza che una certezza allo stato attuale dei fatti comunque.
Ultimo ma sicuramente migliore nella mia personale classifica è Sacks con "Musicophilia", altro capolavoro del miglior divulgatore scientifico contemporaneo IMHO. Con una costruzione simile al capolavoro "L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello", il neurologo più famoso del mondo ci parla di come fulmini, ictus, amnesie e autismo siano legate a filo doppio con la musicalità, che sembra essere insita in ciascun essere umano e come possa, in alcuni casi, rimanere l'ultimo barlume in umanità in uomini scarsamente autocoscienti. Ben scritto, bel spiegato, ben argomentato e ben narrato, cosa si può chiedere di più ad un saggio? Le figure, nel mio caso ero sempre a chiedermi dove si trovasse il locus ceruleus o altro, tutto sommato una figurina del cervello con un paio di scrittine non sarebbe stata di troppo, ma immagino avrebbe spaventato gli eventuali lettori dell'ultima ora, quindi va bè, si capisce comunque tutto lo stesso anche se alcune localizzazioni sono state da parte mia parecchio approssimative.
Torniamo alla domanda del titolo, mi sento più saggia ora? No, però ho imparato alcune cose nuove, che non fa mai male, perchè come dice la gonzorella, di cultura non ce n'è mai abbastanza, specialmente in un paese in cui sono tornati in auge i pestaggi...
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