domenica, novembre 13, 2011

DAVID FOSTER WALLACE "INFINITE JEST"
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Non posso dire niente che non sia stato già detto su IJ, lo ami, lo odi e tutto quello che sta nel mezzo. Personalmente lo ritengo un libro ostico e trascinante: facevo fatica a leggerlo (se vedo un altra nota mi sento male) e facevo altrettanta fatica a lasciarlo. E' un mondo che ti assorbe, una volta che lo capisci tanto da riuscire a muoverti, quello di Hal e Don e sicuramente con il senno di poi, non è che mi stupisce così tanto che DFW si sia suicidato; a volte più che IJ sembrava di leggere il DSM IV-TR in particolare il capitolo sulle dipendenze, ma ci sono delle parti, quella che mi ricordo meglio è il dialogo di Hal con Orin sul momento perfetto, quello in cui come giocatore sai che non sbaglierai, quello in cui tutto congiura perchè tu abbia successo, che ancora mi fanno venire i brividi solo a ripensarci. Felice di averlo letto e felice di averlo finito, magari la prossima volta lo rileggo in italiano però.
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