venerdì, maggio 16, 2008

Fine delle sfide di Anobii
Nei viaggi che hanno caratterizzato questo ultimo periodo ho avuto l'opportunità di finire un paio di sfide anobiane e cioè quella delle nazionalità e quelle delle quattro stelline.
Per la prima ho letto il mio primo libro di Guillermo Arriaga (sceneggiatore di Amores Perros e 21 grammi) intitolato "Il bufalo della notte". Bel libro senza essere eccezionale che cammina sul confine sottile che divide un thriller da un romanzo "normale". La storia è quella classica del triangolo composto da due uomini molto amici ed una donna che li ama entrambi, a turno scompariranno fino a lasciare il protagonista vittima dei suoi stessi pensieri. Se mi capita leggerò altro dello stesso autore, anche perchè la prosa è scorrevole e comunque il libro prende visto che l'ho cominciato ieri mattina e l'ho finito ieri sera.
Prima di questo ho letto Martin Amis con "House of meetings", che invece ho fatto fatica a finire, non tanto per la storia quanto per la sua articolazione molto spezzettata, il suo inglese non proprio scorrevole e soprattutto la trama parecchio angosciante. Credo invece che il prossimo Amis potrebbe tranquillamente essere in italiano, non merita tanto sbattimento.
Per la sfida delle quattro stelle, che consisteva nel leggere più libri possibili fino ad averne 4 che ottenevano la massima valutazione (4 stelle su anobii: lo adoro) ho letto nell'ordine la raccolta dei racconti di Miranda July "No one belongs here more than you" che sono sicuramente molto particolari, alcuni grotteschi, altri assurdi, altri ancora purtroppo decisamente realistici ma la qualità che più sembra accomunarli ai miei occhi è questo senso di onirico che li pervade, sembrano quasi tutti sogni lucidi, o deliri da acido se vogliamo. Lei l'ho scoperta perchè spinta da giornali come D di Repubblica e mi ricordo che ai tempi la cosa che più mi aveva colpito era il suo sito decisamente diverso e fuori dalle righe.
Le mie ultime 4 stelline le ho date invece al piccolo libro uscito venerdì scorso con Internazionale in cui William Langewiesche intervista Roberto Saviano (in quello che è stato il meeting a Ferrara dell'anno scorso) e si intitola "Raccontare la realtà". Io credo che dovrebbe essere letto nelle scuole, così come Gomorra, anzi questo piccolo alle scuole medie e quello grande alle scuole superiori, ci sarebbe una coscienza civile diversa in questo paese se si fosse continuato con l'educazione civica, se si facessero studiare a scuola i due rami del parlamento e come sono organizzate le istituzioni, ma oggi sono polemica perchè la visione di Anno zero di ieri sera mi ha traumata quanto basta...
Per il circolo di lettura della biblioteca ho letto invece "Lo spazio bianco" di Valeria Parrella della quale, sempre su questi schermi avevamo recensito in precedenza anche i due suoi volumi di racconti. Le critiche non avevano parlato molto bene di questo libro, ma a me è piaciuto, non mi ha entusiasmato ma sicuramente me lo sono divorato, forse anche per vedere come andava a finire, ma se fosse stato scritto male difficilmente lo avrei fatto. Una storia in cui una dei protagonisti è Napoli, senza la mondezza però, una Napoli che ti entra dentro, sembra quasi che si possa parlare di un mal di Napoli oltre che di un mal d'Africa, ma forse si somigliano, non lo so, non sono mai stata in Africa. Consigliabile anche se i suoi racconti sono più incisivi.
Ora la mia nuova sfida Anobii, oltre alla lettura di Underworld e di Guerra e Pace, consiste nel leggere un po' di saggi che mi sono rimasti in arretrato e credo che comincerò proprio da "Musicophilia" di Sacks che mi guarda da un po'.
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