mercoledì, ottobre 15, 2008

La versione di Barney - Mordechai Richler - Adelphi 1992

Approfitto per togliere un po' di polvere dal nostro blog, (ci perdonerete, ma fortunatamente la vita privata a volte scorre più forte e veloce di quella virtuale) con un libro che da sempre crea reazioni estremizzate e che anche per me è stato a dir poco ostico in principio.
La versione di Barney, di Mordechai Richler, un romanzo contemporaneo che a volte oscilla sulla narrativa di un secolo fa, caldamente consigliatomi e che ho abbandonato per ben due volte in preda a un disamore assoluto prima di riprenderlo per pura testardaggine e venirne stranamente ammaliata.
La storia, raccontata da un punto di vista autobiografico (d'altronde...è la SUA versione) e divisa in tre capitoli, uno per ogni moglie, fa entrare nella vita da "avventuriero" da bar e wannabe intellettuale con l'ansia e la fortuna di avere i piedi per terra, di Barney Panofsky.
Storia che parte da Montreal per allungarsi su Parigi e rientrare in Canada, che inizia con nomi e date inutili, pesanti, con un ritmo dal fiato corto, ma che se si ha la pazienza di continuare ti prende e ti fa sintonizzare non solo sul modo di scrivere, ma di agire, amare, pensare di Barney: un personaggio amaro, bilioso, meschino per molti versi e al contempo tenero, disarmante e divertente.
In mezzo amori, figli, relazioni assurde e un'ombra di colpevolezza su un omicidio che non sarà chiarita sino al finale, una delle chiuse più originali che abbia letto.
Non so se consigliarlo con leggerezza, non è stato semplice, ma se si ha tempo e voglia di dare un'occhiata al vecchio Barney e alla particolare Montreal...
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