giovedì, maggio 03, 2012

PHILIP ROTH "LAMENTO DI PORTNOY"

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Le lamentazioni di Alexander Portnoy sul lettino dello psicanalista, il mondo interessante anche se parecchio devastato di un sessuomane ebreo che, parole sue, ritiene di vivere in una barzelletta sugli ebrei, e in alcuni casi non mi sento di smentirlo. 
Uno stream of consciousness con la punteggiatura, che però a volte mi è sembrato ripetitivo e a volte riduttivo. Non il miglior Roth a mio modo di vedere, ma andava letto.

2 commenti:

Bamborino Ltd. ha detto...

Come ognuno vede (o veda? boh) le cose a modo suo. A me questo, il primo che ho letto di Roth, era piaciuto moltissimo. Poi c'è stato "Il teatro di Sabbath" e già m'era piaciuto di meno, e poi gli altri non sono mai riuscito ad andare oltre la ventesima pagina.

GONZA ha detto...

A me per esempio piacciono di più gli ultimi rispetto ai primi, ma non ho ancora letto molti dei suoi capolavori datati, come La macchia umana o Ho sposato un comunista, ma conto di farlo....