sabato, agosto 06, 2011

ELIZABETH GASKELL "RUTH"
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La storia di questa ragazza, sedotta e abbandonata, poi salvata da un pastore e sua sorella non è la solita Gaskell. L'eroina è soporifera, assolutamente sfortunata, poco tenace e oltremodo devota, quindi ogni tanto non è stato facile proseguire nella lettura. Tra l'altro credo che l'autrice avesse messo Ruth al servizio di una disamina critica molto dura nei confronti della morale vittoriana, che trattava in modo eccezionalmente diverso gli uomini e le donne. 
Peccato perchè la Gaskell è sempre molto brava nella sua descrizione dei personaggi e dei luoghi, ma come per "Sylvia's lovers", credo che le storie tristi le risultino peggiori di quelle "allegre"; ad esempio "Mary Barton" e "North&South" sono di gran lungo più godibili senza per questo essere superficiali, ovviamente secondo me.
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