lunedì, gennaio 25, 2010

La prima cosa bella di Paolo Virzì.

Quest'anno al cinema ho latitato parecchio, pochi titoli che mi interessassero e molte cose da fare. In questo periodo invece parecchie pellicole attirano la mia attenzione e dato che sono assolutamente agli antipodi dei gusti della mia socia e che non mi porteranno a vedere Avatar nemmeno dietro compenso, ho stilato una mia lista personale di film che spero di spuntare a breve.
Uno di questi è La prima cosa bella di Paolo Virzì, un regista di cui non ho amato tutto, ma che quando mi ha preso lo ha fatto acchiappandomi con tutte le scarpe.
Dopo Tutta la vita davanti ritorna con un il racconto, decisamente molto più intimo, di una storia familiare o meglio, di una maternità un po' pazza, molto terrena, sofferta e divertita al tempo stesso, che ha in sè il complesso di Edipo, film come "Io la conoscevo bene" e mille altri spunti, ma che soprattutto spinge su una recitazione ottima di tutto il cast (lui farebbe recitare bene anche un bicchiere, ne sono convinta) e su gestualità che parlano tanto quanto i dialoghi.
I ricordi di Bruno, il figlio protagonista (Valerio Mastandrea) sono cartoline dai colori anni '70, foto che si animano, che raccontano con la musica, con gli abiti azzeccatissimi, un'epoca che getta i suoi frutti nel presente, anche se non tutti ancora raccolti.
Ho riso molto e anche pianto (per me una garanzia di successo) e soprattutto sono riuscita a sorprendermi, anche nelle scene "citofonate prima", ad apprezzare ogni personaggio sulla lunga distanza e, finalmente, ho potuto seguire un film ambientato a Livorno, in cui TUTTI gli attori recitano in toscano. ( non se ne poteva più di avere accenti di parti d'Italia diverse in film ambientati in una unica famiglia!).
Fatemi sapere che ne pensate.

PS Micaela Ramazzotti è di una bellezza sconfinata.
PPS Il mio orologio biologico all'uscita dal cinema ticchettava impazzito.
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