lunedì, febbraio 02, 2009

Munari, Lucarelli e Camilleri

Questo fine settimana siamo andati a vedere la mostra di Munari che si trova al museo dell'Ara Pacis, a Roma.
Munari era un genio, questo è quanto. Cito parole non mie così capite meglio: "...riteniamo che nel suo contetto di metodo e nella sua applicazione, per non parlare del risultato oggettivo di opera d'arte e di design che trascendono la sua epoca, vi siano indicazioni ideali e operative non ancora pienamente assimilate dalla storia e non interamente collocabili nella tradizione del nuovo...". Bella bella e protratta fino al 22 marzo, conviene che ci fate un salto.
Lucarelli invece l'ho letto in "Navi a perdere" un noir di Ecomafia, che spiega il solito businnes dello smaltimento rifiuti tossici con nuove modalità: prendete una chiatta di quelle che stanno per affondare, ma sono troppo grandi per i clandestini e stipatela di rifiuti tossici di qualsiasi genere, dopo di che ai LLoyds di Londra assicurate un carico di merce varia e poi recatevi in posti del Mediterraneo dove la profondità marina è decisamente molta, fate finta che la nave imbarchi acqua e l'affondate.
Morale della favola: vi beccate i soldi dell'assicurazione e quelli dei mafiosi per i quali stavate buttando i rifiuti. Ci si potrebbe veramente fare ricchi, magari c'è solo da calcolare bene i tempi, a volte accade che la nave non affondi e si spiaggi e così c'è gente che indaga e succede qualche casino, ma immagino che con un' accurata pianificazione siano problemi in larga parte superabili.
L'ultimo Camilleri invece, si intitola "Un sabato con gli amici" e come sempre accade mi viene da pensare "dagli amici mi salvi Dio che dai nemici mi salvo io", e in questo caso ci sta tutto. Italiano perfetto, non una parola dialettale per un racconto lungo che potrebbe descriversi come un uno-due pugilistico, lo cominci, lo finisci e poi ti senti male dentro. Giudizio sospeso perchè non riesco assolutamente a separare il valore della storia dalla storia stessa.
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