domenica, marzo 30, 2008

Ramin Baharami e le Variazioni Goldberg
Ho aspettato un po' a scrivere questo post su questo concerto di martedì, perchè secondo me Bach è un'esperienza mistica e lo è proprio in virtù della schematicità dei suoi pezzi.
Non sono nemmeno in grado di scendere nei dettagli, ma la logica linearità che pervade alcune delle sue opere che preferisco, rientra nell'ordine assoluto delle cose, e per una volta fanculo all'entropia. E poi Lui è stato la ragione del mio inizio e la spiegazione della mia fine.
Dopo questo concerto mi sono risentita la versione più famosa delle variazioni, quelle di Glenn Gould ovviamente, e devo dire che la differenza c'è ad un ascolto comparato, c'è ma non stona, ma io non sono un esperto e a quanto sembra da un veloce giro in rete, agli esperti Ramin non piace. A questo punto beata la mia somma ignoranza, che invece mi ha fatto passare un'oretta e spicci cullandomi nella musica e tossendo nel piumino e soprattutto sempre grazie all'amico Plassy ci ho portato anche il gonzorte, allergico a tutto quello che passano sul quinto canale della filodiffusione, e con mio sommo stupore e gaudio, anche lui ha apprezzato. Ok alla mia domanda "La senti la matematica?" mi ha guardato come mi guarda spesso e cioè tra il compassionevole e il paraculo, però se non hai letto Hofstadter non è mica colpa mia.....
Bel concerto, pessimo pubblico ma questo capita quando imbarcano un intero centro anziani e non gli insegnano a spegnere i cellulari, se vi capita non perdete l'occasione.

mercoledì, marzo 26, 2008

"Il campo del vasaio" Camilleri "Il tailleur grigio"
Anche stavolta doppia recensione, complice una comprata rapida per un rapido delivery ho letto a stretto giro questi due Camilleri che mi hanno entrambi soddisfatto parecchio.
Il campo è un Montalbano doc, uno di quelli in cui le elucubrazioni del commissario italiano più famoso non ruotano solo intorno al suo "invecchiare", ma si sommano a quelle sulla scoperta dei cattivi di turno e sulla profondità dell'amicizia e, perchè no, anche dell'amore, alla fine la differenza sta nelle sfumature.
Sì, sfumature è proprio la parola che mi viene in mente, perchè tutto il libro cammina sul sottile baratro che divide la fiducia dall'antagonismo, quanto ti puoi veramente fidare di qualcuno prima di cominciare a difenderti ad oltranza? A voi l'ardua sentenza.
Il tailleur grigio è qualcosa di molto simile pur se molto diverso, anche qui si parla di amore e di fiducia, di tradimenti anzi per essere precisi di adulteri, ma perpetrati con la grazia di chi non ne può fare a meno per forza di cose, come se l'incapacità di amare fosse in qualche modo pareggiata dalla ricerca di soddisfazione sessuale ad oltranza. Questo costrutto in termini tecnici ha anche un nome, si chiama alessitimia e non è un caso che persone che non sappiano dare un nome alle loro sensazioni siano poi alla ricerca compulsiva di qualcosa che le appaghi, anche se momentaneamente, ma sto esageratamente divagando.
Questi sono due bei libri, in particolare se Montalbano vi piace la trama "gialla" è abbastanza corposa da non lasciare insoddisfatti i puristi del genere; l'altro lascia parecchie domande in sospeso, ma sono argomenti su cui non è mai possibile dare giudizi, quando piuttosto argomentare la propria opinione e sperare di essere stati almeno abbastanza coerenti a riguardo.

venerdì, marzo 21, 2008

"L'uomo che credeva di non avere più tempo" Guillaume Musso "Chi ama torna sempre indietro"
Dopo la Certosa di Parma mi serviva qualcosa che si leggesse da solo e l'ho trovato.
Prendete una parte di Nicholas Sparks (quello de "Le parole che non ti ho detto" per capirsi) mischiatelo con una parte di Monsieur de La Palice (Fabio Volo) e unite tutto in pasta Segal (Erich, no Steven) ed ecco il nuovo talento della letteratura francese.
Ho cominciato da l'Uomo...e mi sono trovata tra le mani un libro carino, scritto bene, abbastanza scontato (anche la fine pure se non per tutti potrebbe non essere così) e decisamente molto delicato, fin troppo.
Non è un brutto libro anzi, ma credo che sia proprio chicken lit senza dichiararlo, forse perchè lo scrittore è un uomo, ma siamo alla fiera dei buoni sentimenti, delle opportunità che nella vita capitano una volta sola, di quelle scelte che condizionano per sempre e mi fermo qui nella speranza di essere stata chiara.
Quando ho preso in mano Chi ama..., ho pensato che se ci avevo messo tre ore a leggere il primo, questo.... e invece no, perchè nel secondo mi sono messa a cercare tutti gli svarioni temporali che l'autore mette in atto.
Premesso che se siete amanti della fantascienza questo libro vi sembrerà un'eresia, i viaggi nel tempo non dovrebbero essere trattati con una tale leggerezza, i puristi del genere (tra cui mi annovero a torto o a ragione) potrebbero rimanere particolarmente scioccati dalla faciloneria con cui si affronta uno degli argomenti sacri della letteratura Sci-Fi.
Per capirsi è come se Liala si mettesse a disquisire sul teletrasporto, non si può proprio sentire!
Comunque, se siete appassionati di libri da ombrellone e considerato Fabio Volo uno scrittore, questo autore fa per voi, io continuerò a leggerlo se lo pesco in edizioni ultraeconomiche come questi primi due o se me li prestano (meglio), se però non appartenete ad una delle categorie precedentemente menzionate non dite che non vi avevo avvertito....

mercoledì, marzo 19, 2008

Auditorium Parco della Musica: Jupiter & Requiem - Mozart
Vi cito il libretto di sala: ...la Sinfonia Jupiter deve il suo nomignolo postumo all'equilibrio interno, olimpico, dei due grandi movienti estremi, animati da una dialettica interna che si risolve nella conciliazione degli opposti....Mozart riesce dunque a fondere due principi di scrittura constrastanti, quello di un sinfonismo moderno e dialettico e quello dell'antico contrappunto, ossia dell'intreccio serrato di più melodie parallele ed autonome.
Aggiungerei solo che il secondo movimento commuove come poche cose riescono.
A me piace, è piaciuta e mi piacerà sempre perchè non la capisco ma mi lascia delle buone sensazioni, anche se diverse da quelle che mi suscita il Requiem, specialmente nel suo Dies Irae, che sono sicura agisca come lo iodio sulla mia tiroide, alternavo brividi a colpi di calore ed escluderei la menopausa come ragione possibile.
Il Requiem sono una cinquantina di minuti di una messa per i defunti gregoriana, con tanto di Kyrie, Confutatis e Lacrimosa, ma il Dies Irae è assolutamente inarrivabile.
Quello di Mozart lo trovate qui, ma quello che mi piace più di tutti è questo, è di Verdi [per quanto bandistico] e mi fomenta più dei Rammstein.
Come commentavamo con il convalescente Plasson [sempre grazie a te amico mio], quando le "signore" dell'auditorium hanno da commentare acidamente solo sull'abito del soprano è evidente che sul resto non c'è niente da dire, io continuo però ad avere la sensazione che questo auditorium nuovo abbia un suono più ovattato di quello vecchio, ma chi sono io per rompere le palle a Renzo Piano?

martedì, marzo 18, 2008

IL DIRITTO DI NON VOTO
Pochi lo sanno, ma la legge prevede la possibilità di rifiutarsi di votare e metterlo a verbale. Quando si va al seggio e dopo che le schede sono vidimate si dichiara che ci si rifiuta di votare e si vuole che sia messo a verbale.
Le schede di rifiuto sono CONTATE e sono VALIDE, contrariamente alle schede nulle o bianche o di astensione dal voto Nessun mass-media ne parla, sembra che i giochi siano già fatti, e probabilmente molti andranno a votare il "meno peggio". Nel caso le schede di rifiuto arrivassero a un numero molto elevato (cosa mai successa nelle elezioni italiane) ci sarebbe qualche problema nell´assegnare i seggi vuoti e i mass-media sarebbero obbligati a parlarne. L'astensionismo passivo non fa percentuale di media votanti e riguardo alle elezioni legislative il nostro sistema di attribuzione non prevede nessun quorum di partecipazione. Quindi, se per assurdo nella consultazione elettorale votassero tre persone, ciò che uscirebbe dalle urne sarebbe considerata valida espressione della volontà popolare e si procederebbe quindi all'attribuzione dei seggi in base allo scrutinio di tre schede. Altresì le schede bianche e nulle, fanno sì percentuale votante, ma sono ripartite, dopo la verifica in sede di collegio di garanzia che ne attesti le caratteristiche di bianche o nulle, in un unico cumulo da ripartire nel cosiddetto premio di maggioranza (per assurdo sempre votando bianca o nulla se alle prossime elezioni vincesse Berlusconi le suddette schede andrebbero attribuite nel premio di Forza Italia).
Esiste, però un METODO DI ASTENSIONE, che garantisce di essere percentuale votante (quindi non delegante) ma consente di non far attribuire il proprio non-voto al partito di maggioranza.
E´, infatti, facoltà dell'elettore recarsi al seggio e una volta fatto vidimare il certificato elettorale, AVVALERSI DEL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA , assicurandosi di far mettere a verbale tale opzione; è possibile inoltre ALLEGARE IN CALCE AL VERBALE, UNA BREVE DICHIARAZIONE IN CUI, SE VUOLE, L'ELETTORE HA IL DIRITTO DI ESPRIMERE LE MOTIVAZIONI DEL SUO RIFIUTO (es. Nessuno degli schieramenti quiriportati mi rappresenta)

lunedì, marzo 17, 2008

La certosa di Parma - Stendhal

Una domenica in pigiama mi ha permesso di finire il classico del momento, tomo abbastanza impressionante per via delle dimensioni del carattere nella mia edizione (siccome sono pulciara quella dei tascabili economici newton che ai tempi uscivano a 2000 lire, quindi 52 righe per pagine ed un totale di 250 pagine).
La storia di Fabrizio è lunga e, in finale, non delle più allegre, anche se questo si intravede anche abbastanza dall'inizio.
Particolare la sovrapposizione di stili secondo me diversi nel romanzo: la vena umoristica, il risvolto a feuilletton e le fughe alla Dumas, almeno io ho avuto la sensazione che questo fosse una specie di libro che mischiava differenti stili, o probabilmente sono solo io che ho fatto una gran confusione...
Personaggio importante quanto fabrizio è la Sanseverina ed il suo amore per il nipote mai portato a conclusione, sullo sfondo di quell'ipotetico ducato di Parma che sembra racchiudere al suo interno tutte le corti che si sono avvicendate in Europa nel corso dei secoli ed i risultati dei cui intrighi si possono leggere tra le righe di tutti i libri di storia.
Non c'è un giudizio dell'autore sul suo protagonista, che anzi viene osservato con un distacco quasi chirugico nella sua ricerca di eroismi e piaceri epicurei, così come nel caso della zia la cui moralità viene discussa ma accettata, come se da tale donna non fosse poi possibile aspettarsi che si facesse tanti scrupoli.
La politica è l'unico "cattivo" di questo romanzo, una politica priva non solo di ideali, morti a Waterloo con Napoleone, ma anche di slanci idealitari, una politica che si basa solo sul potere e che impedisce alle persone di vivere le loro storie perchè amamntata di intrighi e violenze sotterranee.
Niente di nuovo sul fronte occidentale come direbbe Remarque.
Un appunto divertente lo riserverei alle affermazioni sullo stile degli italiani dell'autore, se si potessero sottolineare ed evidenziare tutte le frasi usate da Stendhal per spiegare le differenze tra gli austriaci, i francesi e gli italiani si potrebbero raccogliere ed intitolare "la fiera degli stereotipi", la cosa consolante però è che dopo un secolo e mezzo le cose non sono poi così tanto cambiate...

venerdì, marzo 14, 2008

AUDITORIUM - recensore esterno Mammonza
Martedì 11 Marzo nella sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica ho assistito al secondo appuntamento della stagione concertistica con la bacchetta di Yuri Temirkanov.
La serata è iniziata con il concerto in re maggiore per violino e orchestra op.35 di Cajkovskij (un vero "hit" della storia della musica classica) interpretato magistralmente dal violino di Sergej Krylov. Al termine del concerto il pubblico è esploso in un lunghissimo e calorosissimo applauso.
Nella seconda parte ci si è trovati immersi nella potente musica che Prokoviev compose per Ivan il Terribile, capolavoro cinematografico di Sergej Ejzenstejn. L'orchestra era accompagnata dal Coro e Coro di voci bianche dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia e la terribile storia del primo zar di tutte le Russie era narrata da Nikolai Burov. Purtroppo, dopo due velocissime ore, le luci si sono alzate, io sono scesa al parcheggio, salita in macchina, e addio tundre sconfinate, mi sono ritrovata in Corso Francia!
Ringrazio di cuore la gb che mi ha girato il biglietto e ....ancora di più colui che ha permesso questo e che, lontano da Roma, avrà "rosicato non poco!

mercoledì, marzo 12, 2008

James Patterson "Double Cross"
Torniamo al detective Alex Cross, a cui la vita di semplice consulente e psichiatra non sembra andare molto a genio, così come alla sua nemesi ed alter ego cattivo Kyle Craig non va bene passare il resto dei suoi giorni in prigione, così come largamente anticipato dai precedenti capitoli della serie.
Scadiamo nel parossismo con questo giallo, per quanto io apprezzi sempre le storie di Patterson, credo che proprio non voglia far morire la sua gallina cattiva dalle uova d'oro.
Nuova fidanzata, nuovi problemi con i figli adolescenti e nuovi problemoni con il cattivo di sempre, c'è da dire che il detective Cross non si annoia ultimamente peccato che per i suoi lettori non sia proprio lo stesso, per quanto mi riguarda nuove storie con nuovi cattivi, qualche nuovo profilo non mi dispiacerebbe. Addirittura qui abbiamo un paio di serial killer molto incazzo$i che gli stanno addosso agli ordini del mastermind, mi sembra un po' un'operazione commerciale tipo il ritorno del poeta di Connelly, capisco che ci siano dei cattivi a cui ci si affeziona, tipo Moriarty per SH oppure la banda dei 4 per Poirot, però sembra che proprio non vogliano morire, bene, ma se sono immortali che lo dicessero subito e uno switcha dalla modalità giallo a quella fantasy, non c'è mica problema, io lo faccio sempre con Anita Blake.
Il libro è scritto in modo scorrevole come al solito, con quei capitoli da una pagina e mezzo che te li fa infilare in modo compulsivo (prestare attenzione in metropolitana!!!!); un Patterson come al solito, il problema è che è anche un Cross come al solito, forse sarà per quello che in Italia stanno ancora a carissimo amico per la traduzione dei suoi libri, ne sforna più di S. King.
In finale, ve lo consiglio solo se vi siete affezionati al personaggio, sia quello buono, che quello cattivo. Buona lettura

lunedì, marzo 10, 2008


GAUDEAMUS IGITUR


venerdì, marzo 07, 2008

Jane Austen "Amore e amicizia" Costa e Nolan, 8.00€
Raccolta di scritti giovanili di una delle mie autrici preferite che però, devo ammettere mi ha lasciato veramente con l'amaro in bocca. Ora posso dire di aver finalmente capito perchè non è necessario pubblicare veramente tutta l'opera omnia di uno scrittore, quasi questo libro mi ha rovinato l'amore per tutte le altre opere dell'autrice di cui sono una sfegatata fan.
Senza tralasciare il post in cui io e la socia alta ci ritrovavamo a sospirare per un uomo "formato Darcy", ammetto che da quando la scoprii al liceo la Austen è stata una delle mie autrici preferite, ma questi brevi romanzi incompiuti ed epistolari, nonchè primi atti di tragedie, quasi non si possono leggere, una parodia di se stessa, tocca vedere se ne fosse consapevole.
Arriverà il tempo di Lady Susan e di Sandition come reali romanzi incompiuti, ma questi Amore ed Amicizia e Lesly Castle sono abbastanza illegibili; sicuramente è stata colpa mia che mi aspettavo qualcosa di serio e non questi divertissment dell'autrice da giovane.
Ora torno alla lettura de "La certosa di Parma" istigata da Dreca e anche perchè mi sentivo in colpa per non aver letto un "classico" da veramente troppo tempo.

martedì, marzo 04, 2008


domenica, marzo 02, 2008

Elio e le storie tese "Studentessi" Hukapan 14.90€
Mi piacerebbe riuscire a raccontare come ogni nuovo disco di Elio ne contiene un altro e poi un altro e così via come un disegno di Escher.
Mi piacerebbe essere straniera e non capire l'italiano, perchè anche solo la musica di questo disco è molto bella e trovarmi a fischiettare i leitmotiv come faccio con i Rammstein.
Mi piacerebbe riuscire a capire tutti i significati nascosti nei calembour delle strofe per poter affermare di aver ascoltato veramente e seriamente tutto il disco e non mettermi a sghignazzare ogni cinque secondi coprendo con le risate tutte le parole delle canzoni.
Mi piacerebbe conoscere questi fini musicisti e clamorosi parolieri per fare loro i miei migliori complimenti e potermi vantare in giro di averci parlato (varrebbe pure Mangoni).
Mi sarebbe piaciuto rimanere sveglia fino a tardi per il controfestival, ma la televisione ha su di me un tale effetto soporifero che appena si accende io mi spengo, quindi niente da fare.
Mi piacerebbero tante cose e soprattutto riuscire a scrivere un post che vi convincesse che se c'è una volta in cui vale la pena spendere 15 pleuri per un cd e non scenderlo è proprio questa, ma siccome la mia proprietà di linguaggio è un centesimo di quella di Elio mi limito a consigliarvelo e a sperare che per motivi vostri voi lo vogliate già comprare, accattatevillo!