sabato, maggio 03, 2008

La sfida delle nazionalita'

Una delle mie ultime passioni e' sicuramente Anobii, attraverso cui mi impongo di leggere libri che ho in coda da millenni. L'attuale sfida e' quella delle nazionalita' per la quale si dovevano leggere 10 libri di 10 autori diversi e ora me ne mancano solo due.
Gli ultimi tre li ho praticamente letti tra Battistini e Londra grazie ai ritardi clamorosi di Ryan Air e sono nell'ordine: Il paese delle nevi di Kawabata, Diarios de motocicleta di Che Guevara e Vergogna di Coetze.
Il paese delle nevi e' un libro che poteva essere solo giapponese, non solo per l'ambientazione, ma soprattutto per la modalita' in cui viene narrato. Sembra quasi che se qualcuno si mettesse a strillare intorno a te che lo stai sfogliando, i protagonisti potrebbero uscire dal libro per cazziarlo. Atmomsfere ancora piu' impalpabili di quelle a cui ci ha abituato Banana e un argomento di tipo sessuale trattato come se fosse la lista della spesa, viene da pensare che i giapponesi siano quanto di piu' simile ai vulcaniani in questo pianeta...
Il secondo, Diarios de motocicleta, e' invece uno di quei rari casi in cui il film appare decisamente migliore del libro, che risulta essere una serie di luoghi, persone e avvenimenti che non bastano pero' a catturare l'attenzione del lettore, quantomeno della mia.
Faticoso arrivare in fondo, ma sono stata obbligata dal fatto che avevamo imbarcato gia' il bagaglio e quindi fosse il mio ultimo libro a disposizione. Il fatto che sia il diario di Che Guevara non lo ha reso ai miei occhi particolarmente degno di nota e forse mi ha solo ricordato che in famiglia basta uno che legga resoconti di viaggi, e non sono io. La nostalgia che e' durata per tutta la lettura era dovuta non tanto a quanto raccontava il Che o suo padre, che ha poi risistemato gli appunti, quanto per il fatto che diventa difficile se si legge un diario in prima persona non ricordare che brutta fine ha fatto l'autore. Errore da non ripetere: se sei un rivoluzionario non e' detto che tu sia anche un grande scrittore, o anche passabile....
Ultimo, ulteriore premio Nobel, Vergogna di Coetzee, libro difficile e che induce una profonda riflessione, oltre a dare uno spaccato del Sudafrica come non te lo presentano nelle agenzie di viaggio. Un paese ancora profondamente lacerato dall'apartheid e dalle lotte intestine tra i latifondisti bianchi ed i fattori di colore. Una storia con questo sfondo e con in primo piano la lacerante situazione che mette di fronte un padre che sta invecchiando ad una figlia che subisce una violenza alla quale decide di non ribellarsi, ma anzi di utilizzarla come un nuovo inizio.
Libro che ancora una volta sottolinea l'enorme differenza che ci sarebbe al mondo se alle donne fossero concesse le stesse possibilita' degli uomini di installarsi ai posti di potere: molte meno guerre e spargimenti di sangue e molte piu' soluzioni dettate dal compromesso. Simile anche, per alcuni versi, all'Everyman di Roth, questo libro mi ha lasciato una profonda impressione, uno di quelli che non basta chiudere per andare avanti e che difficilmente dimentichero'.
Posta un commento