mercoledì, marzo 26, 2008

"Il campo del vasaio" Camilleri "Il tailleur grigio"
Anche stavolta doppia recensione, complice una comprata rapida per un rapido delivery ho letto a stretto giro questi due Camilleri che mi hanno entrambi soddisfatto parecchio.
Il campo è un Montalbano doc, uno di quelli in cui le elucubrazioni del commissario italiano più famoso non ruotano solo intorno al suo "invecchiare", ma si sommano a quelle sulla scoperta dei cattivi di turno e sulla profondità dell'amicizia e, perchè no, anche dell'amore, alla fine la differenza sta nelle sfumature.
Sì, sfumature è proprio la parola che mi viene in mente, perchè tutto il libro cammina sul sottile baratro che divide la fiducia dall'antagonismo, quanto ti puoi veramente fidare di qualcuno prima di cominciare a difenderti ad oltranza? A voi l'ardua sentenza.
Il tailleur grigio è qualcosa di molto simile pur se molto diverso, anche qui si parla di amore e di fiducia, di tradimenti anzi per essere precisi di adulteri, ma perpetrati con la grazia di chi non ne può fare a meno per forza di cose, come se l'incapacità di amare fosse in qualche modo pareggiata dalla ricerca di soddisfazione sessuale ad oltranza. Questo costrutto in termini tecnici ha anche un nome, si chiama alessitimia e non è un caso che persone che non sappiano dare un nome alle loro sensazioni siano poi alla ricerca compulsiva di qualcosa che le appaghi, anche se momentaneamente, ma sto esageratamente divagando.
Questi sono due bei libri, in particolare se Montalbano vi piace la trama "gialla" è abbastanza corposa da non lasciare insoddisfatti i puristi del genere; l'altro lascia parecchie domande in sospeso, ma sono argomenti su cui non è mai possibile dare giudizi, quando piuttosto argomentare la propria opinione e sperare di essere stati almeno abbastanza coerenti a riguardo.
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