sabato, febbraio 16, 2008

E lasciamole cadere queste stelle - Fandango Libri - Filippo Timi

Il giorno in cui la socia, con l'aria perentoria che quando vuole assume, mi ha fatto notare che non avevo mai recensito "Tutt'al più muoio", primo romanzo del bravo Filippo Timi, da donna di poca fede qual sono, ho controllato e ricontrollato.
Mi sembrava strano avere trascurato un libro che a conti fatti mi era piaciuto…
Ancora più strano quindi sembrerà scegliere di recensire il secondo "testo" di Filo, che invece non mi è piaciuto quasi per nulla.
"E lasciamole cadere queste stelle" non è un romanzo, né un racconto.
E' una raccolta di pezzi, una parte di vita d'altrE e una parte dell'autore stesso.
Parla di donne e di amore e di misteri legati all'esistere, e al vivere e per le prime trenta pagine ne parla un gran bene, tanto da restare incantata, sedotta…
Ma poi (e devo dire non è solo una mia impressione) assume un ritmo ripetitivo e monotono, si appiattisce e perde la freschezza che contraddistingue il modo di comunicare di Filippo, la sensazione di percorrere una strada con mille angoli, imprevisti e probabilità.
Forse una prova troppo impegnativa, forse un testo che avrebbe dovuto per necessità essere tagliato e pubblicato per gradi, non lo so, ma, caso strano e più unico che raro, non sono riuscita a finirlo.
Ed è un peccato.
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