martedì, maggio 29, 2007

A.R.P.I.A.
Come direbbero gli amici miei : "Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità di esecuzione.» (Il Perozzi), ma si può ridurre il tutto a questa risposta: il genio è LUI , perchè ha creato questo sito: http://www.arpia.net/
Se avete appena più di 13 anni è certo che possiate raccontare una o più storie d'amore che vi hanno lasciato l'amaro in bocca o, peggio, potete ritrovarvi su questa bacheca virtuale in cui difficilmente tesseranno le vostre lodi....
Ad averlo scoperto qualche anno fa, mi sarei decisamente risparmiata qualche mese dei miei anni di terapia, ma tant'è, meglio tardi che mai, anche se le migliori soddisfazioni ce le danno quelli che ci lasciano se si ha il tempo di aspettare e la "fortuna" di sapere come va a finire.
Nell'eventualità voleste lasciare ai posteri la vostra esperienza o trovare una fonte inesauribile di insulti, questo è il sito che fa per voi!

lunedì, maggio 28, 2007


PLEASE DON'T GO PARTY #2

Ci avevate chiesto di informarvi se il party anni '90 fosse replicato ed eccovi accontentati:

Per ogni ulteriore informazione andate qui.

Se abitate a Roma e dintorni ci vediamo lì il 14 di giugno, io sarò quella che festeggia il 4° anniversario di matrimonio....

domenica, maggio 27, 2007

Francesco Abate, Massimo Carlotto "Mi fido di te" Einaudi 14 euro
Bel romanzo questo, scritto bene, scorrevole, assolutamente divertente a tratti e intriso di un'ironia perversa che ti fa sorridere a labbra tirate.
Gigi Vianello vuole avere soldi e successo e chiaramente comincia con lo spaccio (non tutti sono sufficientemente ricchi da passare per la politica) fino ad accasarsi con la figlia di un pesce grosso, per arrivare a mettersi in proprio nella gestione della nuova gallina dalle uova d'oro: l'adulterazione dei cibi.
Per uno che ha un occhio diverso dall'altro e ha scelto come modello David Bowie, la vita si è incanalata bene in una comoda routine, che prevede un ristorante di copertura e una fidanzata di comodo mentre gestisce tutte le partite contraffatte di alimenti che arrivano in Sardegna, fino a che, nel suo oliato ingranaggio entra della polvere che distrugge tutto, una specie di tempesta di sabbia cominciata dal niente, che alla fine travolgerà tutto e lo ricoprirà fino a renderlo irriconoscibile.
Non vi dico come va a finire perchè altrimenti vi rovino la sorpresa, ma vale la pena leggerlo questo libro dotato a volte anche di colonna sonora e che scivola con una velocità soprendente e rimane aggrappato con dei piccoli dentini al tuo inconscio che si riveglia di fronte alle merendine facendoti arretrare di un passo.
Preferisco quindi allegarvi un brano del libro tratto dal sito dell'autore (e per gentile concessioni di Einaudi) che potete trovare qui e che è pieno di informazioni sugli altri libri dello scrittore, la cui storia è già di per sè un romanzo.
Stavo per rispondere a tono quando squillò il mio cellulare. Guardai il display e lessi: «Rocco Gennaro».– Lavoro, – la informai laconico. Che significava smamma velocemente. La mia fidanzata si alzò e andò ad accogliere una coppia di clienti entrata in quel momento. Brava ragazza, sapeva stare al suo posto.– Come stai, Rocco? – domandai al mio fornitore di polli olandesi.– Un po’ inguaiato, Gigi. Ci ho una fornitura locale da smaltire alla svelta.– Ho ricevuto il carico l’altro giorno, per un po’ sono a posto.– Lo so, ma è un’emergenza. Devo fare un favore a un amico.– Merda o merdaccia?– Merda, Gigi, merda. Te lo giuro. Da tempo la qualità della sofisticazione si misurava così. Due tizi che aggiustavano latte destinato all’alimentazione animale erano stati intercettati mentre decidevano che la produzione merda era destinata al mercato nazionale mentre la merdaccia a quello greco. Solo che avevano esagerato e i greci che avevano consumato il prodotto erano corsi alla polizia. I giornali avevano riportato il testo della intercettazione e i termini di qualità erano diventati di uso comune nell’ambiente.– Cos’è successo? – domandai.– Una sciocchezza, Gigi, una sciocchezza. Nella vasca dell’acqua calda per staccare le penne sono finiti anche dei polli contaminati da campylobacter e quello stronzo del veterinario si è messo a fare il preciso. E l’amico mio mi ha chiamato…Bevvi un sorso d’acqua minerale scozzese per avere il tempo di pensare. Guardai il riflesso e i giochi delle bollicine che ballavano nel bicchiere: cara era cara, con quel che costava il trasporto. Ma ne valeva la pena: metteva serenità e faceva ragionare bene. Il batterio non era pericoloso, al massimo un’intossicazione con diarrea se il pollo non era cotto bene, ma io sapevo dove li arrostivano alla giusta temperatura. Buttai giù l’ultimo sorso.– D’accordo, Rocco, li prendo io ma il prezzo deve essere davvero buono. Concordammo la cifra e riattaccai in fretta quando il cameriere mi mise di fronte un piatto di tagliolini fatti a mano ai gamberi e zucchine. Era passata la buriana dell’influenza aviaria ed eravamo tornati ai bei tempi. Col pollo si facevano dei buoni soldi. La gente si era spaventata con ’sta storia dei morti in Cina e nel Vietnam, ma era tutta una bufala per far arricchire una multinazionale che produceva un farmaco che doveva salvare il mondo dalla pandemia. Poi, quando avevano esaurito le scorte, la notizia era sparita dai giornali. Io, comunque, il pollo non lo mangiavo più da anni, da quando avevo scoperto che molti allevatori rimpinzavano le loro bestiole di cloranfenicolo di produzione cinese, un antibiotico che salvaguardava il pollaio da ogni malattia ma nell’uomo era solo cancerogeno. Rocco mi forniva quello olandese. Basso prezzo e sapore tutto sommato decente. Nulla di più. Gli olandesi compravano pollo congelato salato dalla Thailandia e dal Brasile e poi lo sottoponevano al processo del tumbling per farlo gonfiare. Gli animali decongelati venivano infilati dentro giganteschi macchinari simili a betoniere e rigirati fino a quando non avevano assorbito un bel po’ d’acqua. L ’avevo visto con i miei occhi: non era un bello spettacolo.
Schifoso quanto basta aggiungerei io, ma ribadisco che il libro vale la pena.
Buon pranzo della domenica...

venerdì, maggio 25, 2007

Julio Cortàzar "Storie di cronopios e di famas" Einaudi

Quando la tua nipotina ti regala un libro che ti fa gridare al miracolo, cosa che magari non ti capita molto spesso, ti viene da chiederti se non hai fatto un buon lavoro anche tu (ovviamente oltre a genitori e nonne) e ti metti a gongolare con un sorriso ebete mentre la metro supera la tua momentanea fermata e scendi a quella che tornerà ad essere il tuo capolinea. Ergo, questo libro mi è piacuto un sacco ed è molto particolare.

Un tuffo in mondi che sembrano come il nostro, ma alla fine solo le parole hanno più o meno lo stesso significato, tutto il resto è sconosciuto e affascinante.

Tanti anni fa trasmisero una puntata di "Ai confini della realtà" in cui il personaggio cominciava a vedere che tutte le parole cambiavano significato e che alla fine era costretto a prendere un dizionario per immagini dei bambini ed imparare a parlare di nuovo (una versione univoca di un mondo di afasici), ecco questo libro mi ha dato la stessa sensazione, ma senza angoscia.

Italo Calvino, nella sua introduzione afferma: «I cronopios e i famas, due geníe d'esseri che incarnano con movenze di balletto due opposte e complementari possibilità dell'essere, sono la creazione piú felice e assoluta di Cortázar. Dire che i cronopios sono l'intuizione, la poesia, il capovolgimento delle norme, e che i famas sono l'ordine, la razionalità, l'efficienza, sarebbe impoverire di molto, imprigionandole in definizioni teoriche, la ricchezza psicologica e l'autonomia morale del loro universo. Cronopios e famas possono essere definiti solo dall'insieme dei loro comportamenti. I famas sono quelli che imbalsamano ed etichettano i ricordi, che bevono la virtú a cucchiaiate col risultato di riconoscersi l'un l'altro carichi di vizi, che se hanno la tosse abbattono un eucalipto invece di comprare le pasticche Valda. I cronopios sono coloro che, se si lavano i denti alla finestra, spremono tutto il tubetto per veder volare al vento festoni di dentifricio rosa; se sono dirigenti della radio fanno tradurre tutte le trasmissioni in rumeno; se incontrano una tartaruga le disegnano una rondine sul guscio per darle l'illusione della velocità.Del resto, osservando bene, si vedrà che è una determinazione degna dei famas che i cronopios mettono nell'essere cronopios, e che nell'agire da famas i famas sono pervasi da una follia non meno stralunata di quella cronopiesca».

Non è chiaro per niente vero? Per questo vi conviene leggere il libro....

mercoledì, maggio 23, 2007

This book will save your life - A.M.Homes - 7,99£ scontato ai mitici 3x2 delle anglofone librerie.

Le giornate chiamano sole e mare, la scrivente alta ha definitivamente abbandonato il total black invernale per coloretti pastello e non poteva mancare un romanzo, già tradotto anche in italiano, candidato alla rosa dei "libri da ombrellone" per l'estate 2007 secondo l'indice gonzico.
A dire la verità il libro è capitato tra le mie mani per esclusione, come sempre mi sono fatta catturare dal titolo e dalla copertina ( e con un titolo così potete capire in che momento versavo…;-D), confondo sistematicamente la Homes con Ali Smith, ma come spesso avviene nella vita, il non avere aspettative non ha fatto altro che migliorare la mia impressione su questo romanzo.
Scorrevole, abbastanza originale negli spunti e molto ironico riguardo agli USA (lato che di per sé mi rende indulgente) "Questo libro ti salverà la vita" è la storia di Richard Novak, un ricco broker residente a Los Angeles, che tutto a un tratto, dopo anni di lavoro e misantropia, a causa o grazie ad un malore sconosciuto, rinasce al mondo.
Niente di miracoloso o patetico però, il dolore è solo il primo passo e avviene quando chi legge non sa ancora nulla della vita precedente del protagonista.
Il nuovo contatto con la realtà non sarà nulla di simile a una storia strappalacrime, anzi.
Privo di corazza e di ragioni, senza nulla da perdere, Richard inizierà a conoscere e frequentare soggetti strani, diversissimi tra loro e quasi da fumetto, diventando, forse suo malgrado, un punto di riferimento e un aiuto, aspetterà il figlio che non vede da mesi e si farà domande la cui iniziale risposta è…un doughnut.
Forse troppo lungo, ridurlo di un terzo non avrebbe danneggiato nulla, credo, ma piacevole in alcuni punti, è un libro che non impegna e che non dispiace sporcare di crema solare.

domenica, maggio 20, 2007

Camminando

Potremmo utilizzare questo post per inaugurare la rubrica "Inviate gonziche",..ma non è che ci sia molto da dire sull'incontro di venerdì pomeriggio a cui ho partecipato con il gonzorte...
Il convegno, come sapete era promosso dalla Presidenza del Consiglio Provinciale di Roma in collaborazione con l'associazione Stalker "...soggetto collettivo che compie ricerche e azioni sul territorio con particolare attenzione alle aree di margine e ai vuoti urbani, spazi abbandonati o in via di trasformazione. Osservatorio Nomade invece, è una rete fondata da Stalker nel 2001 composta da professionalità diverse (architetti, artisti, urbanisti, video makers e grafici) che propone una pratica collaborativa e creativa per la ricerca e l'azione sul territorio" insomma proposte decisamente interessanti, per chi, come me, pur di non prendere la macchina ha imparato la cartina metrebus a memoria e non mette mai i tacchi, per ovvi motivi.
Al dibattito di venerdì pomeriggio, oltre al pluricitato e molto amato Erri De Luca erano presenti anche Giuseppe Cederna e Frate Sabino Chialà (della comunità di Bose); il discorso, partito dal libro che Cederna aveva scritto su un suo viaggio in India fatto nel 1999 (letto dal gonzorte, che apprezza moltissimo la letteratura di viaggio), è passato al frate che ha utilizzato il viaggio a piedi come metafora del processo che porta alla comunione con Dio e si è arrivati poi a De Luca, che, forastico come non mai, ha affermato che la maggior parte delle persone non viaggia, ma si limita a spostarsi da un luogo all'altro e la cosa migliore dei piedi è che sono la cosa più lontana dalla testa.
Per essere uno che passa la vita in montagna Erri ha proprio il physique du role: alto, magro, tiratissimo, con il volto brunito di chi si abbronza per forza di cose e non apprezza gli occhiali da sole per cui sembra sempre (e forse lo è) accigliato.
Per il resto Cederna è più basso di come te lo immagini, ha gli occhi più celesti che abbia mai visto ed è invecchiato un pochino da quando sparava a chi gli insidiava Vassilissa. Il frate è simpatico ed ha scritto questo: “Camminare, nella realtà o anche solo nel mito, è vivere, assecondare l’impulso vitale e accettare di farsene compagno”, che tutto sommato non è male.
Erri De Luca ha scritto alcuni tra i libri più belli della letteratura contemporanea, ma questa è la mia opinione, potete anche non condividerla, peggio per voi....se mai dovessi leggere questo post, sappi che faremmo qualsiasi cosa per camminare in montagna con te, e se poi mi vuoi adottare io sono d'accordo ;-)))

sabato, maggio 19, 2007

La febbre sale.

http://www.youtube.com/watch?v=NtTHi1gBBak
La DA, i gemelli e il loro mayhem, il Ministero della magia, la terribile Umbridge, Azkaban e Bellatrix Lestrange...non vedo l'ora.

venerdì, maggio 18, 2007

CAMMINARE A ROMA
La Presidenza del Consiglio Provinciale di Roma promuove l’evento pubblico “CAMMINARE tre giorni di incontri e vagabondaggi”, in programma nei giorni 18, 19 e 20 maggio. L’iniziativa, organizzata da Stalker-On, prevede incontri che coinvolgono diversi personaggi che a loro modo hanno affrontato il tema del camminare, ma anche suggestivi percorsi itineranti nel territorio provinciale, a partire da Roma.
Personaggi come Giuseppe Cederna, Sabino Chialà, Erri De Luca, Duccio Demetrio, Antonio Gnoli, Francesco Careri, Celeste Nicoletti, Lorenzo Romito si confrontano presentando le loro filosofie e coinvolgendo il pubblico nell’esperienza diretta del cammino.
Riguardo alla tre giorni di incontri, il presidente del Consiglio Provinciale di Roma, Adriano Labbucci sostiene: “Non c’è nulla oggi di più sovversivo, di più alternativo al modo di pensare e di agire che il camminare”. “In un mondo sovrastato dalla tecnica - continua Labbucci - camminare è il gesto più comune e quindi più umano; in un epoca in cui non più la velocità ma sempre più la fretta sembra diventata virtù, camminare è un atto di resistenza, uno scarto; adesso che vige l’appropriazione e l’apparenza, il camminare invita ad essere leggeri e a riscoprire la nostra interiorità; nel pensiero oggi dominante in cui la ragione è un mezzo che tutto calcola e misura per raggiungere determinati fini, il camminare abbatte questa scissione: insieme mezzo e fine, viaggio e meta”. “Come sapevano gli antichi Greci - conclude Labbucci - cammina solo chi è libero, e proprio per questo si espone ai rischi: i rischi della libertà”.
In particolare venerdì 18 maggio, alle ore 17,30, presso la Corte di Palazzo Valentini si terrà l'incontro "Il camminare e il sacro". A presentare e coordinare il convegno sarà il presidente del Consiglio provinciale, Adriano Labbucci. Interverranno Giuseppe Cederna, Fratel Sabino Chialà (monaco della Comunità di Bose), Erri De Luca. Seguirà un confronto sul tema con la proiezione del video "1999-2007, a piedi verso le sorgenti del Gange" di Giuseppe Baresi e Giuseppe Cederna.
Nella mattinata di venerdì 18 maggio è in programma una camminata attraverso tre luoghi sacri della città di Roma: la Moschea (ore 9,45 – viale della Moschea 85);la Sinagoga (ore 13,00 – Lungotevere de’ Cenci);San Gregorio al Celio (ore 15,30 – Piazza San Gregorio al Celio 1). In ogni luogo è prevista una visita e un incontro con un rappresentante della comunità.
Sabato 19 maggio, sempre alle ore 17,30, presso la Corte di Palazzo Valentini ci sarà l’incontro “Pensare a piedi”, con Duccio Demetrio e Antonio Gnoli. Nella serata di sabato, alle ore 21,30, presso Porta San Pancrazio a Villa Pamphili, ci sarà l’esperienza di scrittura peripatetica A piedi di notte, in cui il prof. Duccio Demetrio si proporrà come conduttore di uno stuolo di camminatori notturni per un momento autobiografico di riflessione sulla ‘notte’.
Domenica 20 maggio - alle ore 10, ad Albano - con partenza dalla tomba degli Oriazi e Curiazi, il gruppo Stalker-On coinvolgerà i partecipanti in una camminata collettiva dalla via Appia Antica fino al parco del Palazzo Chigi di Ariccia. All’appuntamento dal titolo “Stalker: camminare attraverso Dall’Appia antica a Palazzo Chigi di Ariccia” prenderanno parte Francesco Careri, Celeste Nicoletti, Francesco Petrucci e Lorenzo Romito. Lungo il percorso sono previsti dei punti di riflessione su argomenti legati alla memoria dei luoghi, alla loro condizione attuale e alle trasformazioni in atto. A seguire nel cortile di Palazzo Chigi sarà inaugurata l’installazione Oltrecittà, restituzione visiva del più ampio progetto campagnaromana che ha visto più di cento persone attraversare nel luglio 2006, lungo otto direttrici radiali, la Campagna Romana, raggiungendo Roma a piedi in cinque giorni. Per partecipare alle visite dei luoghi sacri di venerdì 18 ed all’esperienza di scrittura peripatetica di sabato 19 è necessaria l’iscrizione preventiva ai seguenti recapiti:
Presidenza del Consiglio provinciale - 06 67662432-2352 s.moretti@provincia.roma.it
STALKER On tel. 328 6214798
Come dice Erri "Chi cammina è invincibile" e io vado a fargli la posta oggi pomeriggio.....

giovedì, maggio 17, 2007

Carmine Abate "Il mosaico del tempo grande" Mondadori

Se vi ricordate, questo è uno dei miei autori preferiti e devo dire che anche stavolta non mi ha deluso.
Premio Vittorini, questo romanzo riprende, come al solito, le vicende di Hora (paese Albanese) che possiamo identificare con Carfizzi, in Calabria.
Ambientato al giorno d'oggi, il romanzo è una scusa per ripercorrere la storia dell'Albania, dalla battaglia di Scandemberg con i Turchi, alle fughe in gommone passando per gli anni a cavallo tra la fine degli anni '80 fino all'inizio degli anni '90, quando usci' la bellissima foto di Toscani in cui arrivavano 10.000 albanesi su una nave che attraccava a Bari, appena morto Hoxa.
Un racconto che rivive su un mosaico e viene narrato da un moderno aedo, una lunga storia d'amore, per la propria patria e per le donne, per le quali si lascia tutto e si crede in un sogno; donne che incredibilmente diventano l'unico punto fermo di grandi uomini e attorno cui ruota non solo la propria storia, ma LA STORIA. (E aveva ragione E. Roosvelt quando diceva che "...dietro ogni grande uomo, c'è sempre una grande donna"...ma sto divagando).
Insomma un romanzo come un quadro, anzi come un mosaico, dove piano piano tutti i tasselli trovano il proprio posto, anche il giallo finale e l'immagine che ne deriva sembrano essere reali, con tanto di odori e suoni, perchè questo scrittore è proprio uno che ci sa fare con le parole. Termini arbesh si mischiano con parole italiane in una musica che come un accompagnamento di fondo ci porta a conoscere Michele e Laura, Drita e Antonio, i Damis e Liveta.
Sono quei personaggi a cui ripensi dopo che hai finito il libro, quelli per i quali vorresti conoscere l'autore per sapere che fine hanno fatto poi, se davvero sono riusciti a realizzare il sogno, ma ti dici che è meglio che Abate tu non lo conosca (mentendoti), forse ti direbbe cose diverse da quelle che vuoi sentire...quindi sicuramente sì, il sogno lo hanno realizzato.
Lasciate che ve lo dica, ogni libro di questo scrittore vale la pena, quindi attingete a piene mani.

mercoledì, maggio 16, 2007

Festival Internazionale delle letterature - 18 maggio/21 giugno - Roma

E come potevano le Gonze non segnalarlo...
Anche quest'anno insieme ai primi sandali, alla luce del tramonto sui Fori Imperiali e al solito pubblico un po' radical-chic "ma-tanto-ormai-ci-siamo-abituate", torna quello che, imho, è un Festival tagliato per questa stagione.
En plein air, situato in un posto meraviglioso (per i non capitolini, la basilica di Massenzio, da me chiamata di SAN Massenzio per mesi...:-) è tra i Fori e il Colosseo, impagabile) e collocato nell'orario perfetto per uscire dal lavoro, fare una sana immersione nella letteratura contemporanea e continuare la serata davanti a una cena, magari parlando dei libri di cui sopra.
Totalmente gratuito, (è sufficiente presentarsi prima per ritirare i coupon, la capienza è di circa 2000 persone) è strutturato in serate che comprendono interventi di uno/due autori per incontro (alcuni dei veri mostri sacri), il reading di loro creature da parte di attori italiani e una parte musicale, in genere indovinata e piacevole.
Per l'edizione 2007, apre Isabel Allende. La Gonza Alta scrivente sta già facendo picchetto per il 7 giugno, serata con De Cataldo e Valerio Mastandrea, il 14 (Gianrico Carofiglio e Alicia Gimenez-Bartlett, ora la Bassa mi sviene) letti da Claudio Santamaria e per il 21 (Roberto Saviano e Vikram Chandra, a seguire dj set di Howie B).
Ci vediamo là?

martedì, maggio 15, 2007

NOMEN OMEN (reprise)
Nell'eventualità non ve lo ricordaste, il piu' grande (e bello) tra i giocatori italiani di rugby - venerato dalla gonza bassa - risponde al nome di Gonzalo Canale....e si firma Gonza.
Sicuramente significa qualcosa, ma cosa?

lunedì, maggio 14, 2007

Nomen Omen?

Chanel....ppppffffftttttt!!!!:-D
G.A.

giovedì, maggio 10, 2007

Qualcuno con cui correre - David Grossman Oscar Mondadori, euro 8,40

Prendete un autore che avete conosciuto per un romanzo estremamente concettuale e difficile, per quanto bellissimo.
Metteteci un momento di "non so bene che leggere", il consiglio di un amico e vi ritroverete in mano un testo che scorre piu' facilmente del previsto, decisamente intrigante.
Qualcuno con cui correre (titolo che a mano a mano che ci si addentra nella trama assume significati diversi), si apre con la missione bizzarra e apparentemente priva di senso data al sedicenne Assaf dal municipio di Gerusalemme, durante l'estate.
Ritrovare il padrone di un cane irrequieto, eccessivo, pieno di energia, "semplicemente" legandolo a sé e facendosi trasportare in una corsa priva di coordinate, fino a ritrovarne il legittimo padrone.
Assaf, che stabilisce da subito una misteriosa intesa con il cane, si troverà cosi' a galoppare per le strade di Gerusalemme tra pizzerie, conventi abitati da una sola monaca, problemi adolescenziali e misteri, prima trascinato e poi attratto, mentre come un binario parallelo e poi sempre piu' vicino, prima, durante e accanto a lui, scorre la storia di Tamar, una ragazzina che ha scelto un'altra missione, molto piu' pericolosa e che appare e scompare lasciando tracce, come un folletto amorevole e deciso, curioso, quasi alieno.
Non vi dico piu' nulla perché non voglio guastare nessuna sorpresa, è un romanzo che si scarta pian piano o che si compone davanti agli occhi fino a diventare un quadro completo, così come Tamar diviene reale sotto gli occhi attenti e sempre piu' coraggiosi di Assaf.
Un libro dalla trama davvero particolare, che parla di adolescenti, ma arriva a un pubblico adulto.
PS Evitate anche di leggere il dorso della Mondadori, se potete, gli amici editori svelano uno dei "misteri" da subito.

mercoledì, maggio 09, 2007

Quale onore!

Squillino le trombe e rullino i tamburi...gli amici del blog de I sognatori hanno pubblicato un'intervista alle scriventi.
Immeritatamente ci inchiniamo faccia a terra e ringraziamo. Davvero tanto.

martedì, maggio 08, 2007

Spider Man 3 - Sam Raimi

Come sapete da tempo ormai, la gonza bassa qui presente, al cinema non si impegna e quindi eccoci a recensire qualcosa che anche a me, e la dice lunga, non è andato troppo giù. Aspettavo il terzo capitolo della saga supereoica che era andata in crescendo, il primo mi era piaciuto, il secondo di più, ma quest'ultimo....
Tra l'altro considero Raimi un grande, "L'armata delle tenebre" è un capolavoro (dammi un po' di zucchero baby), ma qui la cosa migliore del film erano quasi i trailer di "Transformers" prima dell'inizio.
Siamo seri, ma perchè relegare due dei supercattivi più cazzuti dell'universo marvel solo nel secondo tempo e indulgere nel triangolo (no, non l'avevo considerato) Peter, MJ, Harry? Voglio dire VENOM!!!!
Sono sicura che si poteva fare di meglio, se state messi così ve le scrivo io le prossime sceneggiature, almeno per un po' soppiantiamo sta storia dei supereroi con superproblemi...
La cosa migliore del film sono chiaramente gli effetti speciali e gli inseguimenti tra i palazzi volando sullo skateboard di Goblin jr (ma quanto sei carino James Franco, aggiungerei) e il piccolo cameo di Stan Lee, che comunque in proporzione ha avuto più tempo di Venom. Divertente il pezzo in cui Peter si aggira come Travolta in Stayng Alive e va a farsi il mondo, che in quel momento coincide con la figlia del capo della polizia.
A presto su questi schermi...

lunedì, maggio 07, 2007

Orengo "Di viole e liquirizia" Einaudi

recensore esterno:YARI

Per me leggere Nico Orengo è sempre un po’, come entrare in un bar, ma non uno di quelli moderni, di città, dove la musica copre tutto e le sedie sono scomodissimi pezzi d’arredamento, leggere Orengo è più come entrare in un bar di paese, sedersi davanti ad una persona parecchio più anziana di te e, mettendo tra voi due bicchieri di vetro spesso pieni di Vermentino, ascoltare.
Così. Quando l’ho scoperto, mi sembra di ricordare leggendo “La curva del Latte”, ho capito, con lui, che non è ligure di nascita ma solo di adozione, come si possa ambientare una storia nella mia costa tra Italia e Francia. Ci sono due autori le cui parole sanno di pietra, olio, sole, basilico e sale a quel modo lì: uno è F. Biamonti, Il poeta, e l’altro è appunto N.Orengo, l’avventore del bar di cui sopra.
In questo suo libro “Di Viole e Liquirizia” ha scelto però di spostarsi, l’ambientazione questa volta è nelle langhe in quelle terre di vino, di lotte tra famiglie per un filare d’uva, dove si giocano partite di pallone elastico che per essere divertenti devono essere truccate bene. La Liguria c’è, ma è solo di passaggio, nella sabbia rossa portata ogni tanto dal vento sulle vigne, nella strada che dalle langhe porta all’aeroporto di Nizza.
La storia fila via tranquilla, assieme al suo protagonista, un enologo francese di fama che, arrivato nelle langhe, per insegnare qualcosa, se ne andrà, se mai lo farà, dopo aver imparato parecchio.
Per la gonza bassa ci terrei a dire che, a suo modo, è anche una storia d’amore, niente luccichii negli occhi, niente viole suonate a strappare l’anima e stelle basse, ma la storia c’è, quanto basta per meritarsi un sospiro.
I personaggi sono disegnati bene, si fanno ricordare.
Il vino, quello bevuto e anche quello non bevuto, per scelta, lega tutti gli intrecci, perché, come viene detto, non è una bevanda ma un insieme di sfumature, così come tutte le declinazioni possibili dei sentimenti.
Scorre via bene, l’ideale per una domenica pomeriggio post-prandiale, con un po’ di sole ma non troppo, la testa leggera e la gola secca da innaffiare.

giovedì, maggio 03, 2007

APPELLO URBI ET ORBI
Cari lettori del nostro blog, il 30 maggio in quel di Firenze si terrà un concerto dei MUSE, uno dei gruppi preferiti della qui presente gonza bassa. Non c'è mica qualcuno con la macchina (ovviamente dotato di impianto GPL) che ci va e che mi può dare un passsaggio garantendomi andata e ritorno da Roma (nord) ma va bene ovunque dentro il raccordo in modo che mi scapicollo a comprare il biglietto? In attesa di un Vs. cortese riscontro vi metto il testo della mia attuale canzone preferita, che potete trovare anche qui.
"Knights Of Cydonia"
Come ride with me
Through the veins of history
I'll show you how god
Falls asleep on the job
And how can we win
When fools can be kings
Don't waste your time
Or time will waste you
No one's gonna take me alive
The time has come to make things right
You and I must fight for our rights
You and I must fight to survive
No one's gonna take me alive
The time has come to make things right
You and I must fight for our rights
You and I must fight to survive
No one's gonna take me alive
The time has come to make things right
You and I must fight for our rights
You and I must fight to survive

mercoledì, maggio 02, 2007

Amelie Nothomb, Kikie Crevecoeur "Splendente come una padella" Einaudi 8.50€

Questa ultima fatica di una delle mie scrittrici preferite, potrei addirittura azzardarmi a definirla la mia scrittrice belga preferita, si compone di 4 racconti al limite tra il grottesco ed il paradossale, diciamo in puro stile Nothomb per capirsi.

Si parte con il principe cinese che, stanco di tanta bellezza, si sposa con una principessa orrenda e si arriva ad un sondaggio su scala mondiale rispetto all'esistenza di Dio che si tramuta, come ti sbagli, in un massacro di proporzioni bibliche (hahaha).

I racconti sono illustrati, anche se in modo decisamente poco convenzionale dalla disegnatrice KC e questo binomio mi ha portato a pensare di stare leggendo un libro di favole per adulti, proprio per il connubio tra storie e disegni, peccato che poi non sono proprio racconti che conciliano il sonno, ma sicuramente fanno pensare, o almeno per quanto mi riguarda hanno fatto questo effetto, cosa che non sempre riesce.

La Nothomb, per chi ci legge da un po', è un'autrice di cui quando mi capita compro tutto e legggo voracemente, favorita anche dal formato dei suoi libri che mi permettono di cominciarli e finirli a stretto giro di posta; per adesso il mio preferito resta "Acido Solforico" precedentemente recensito su questa stessa rete, ma me ne mancano ancora 5/6 per leggere l'opera omnia, dopo stilerò una classifica e magari me li rileggo anche...