venerdì, dicembre 07, 2007

Banana Yoshimoto "Il coperchio del mare" Feltrinelli 10.00 €

Alla fine dell’estate chi è stato l’ultimo a uscire dal mare?
L’ultimo è tornato a casa senza chiudere il coperchio del mare
E da allora per tutto questo tempo il mare è rimasto scoperchiato
I ciliegi, le dalie, le creste di gallo i girasoli, le margherite e i papaveri
Perché continuano a fiorire
Ancora e ancora
In questo mondo senza te?

Questo è l'incipit del nuovo libro di Banana, travolgente immersione nelle sue rarefatte atmosfere giapponesi; ormai per me i suoi libri hanno il peso specifico dell'anima, parafrasando il famoso film, 28 grammi di leggerezza.
Non vuole essere una critica, ma da tempo non distinguo un suo racconto dall'altro, solo Amrita, perchè non mi è affatto piaciuto, rimane in qualche modo più impresso nella mia memoria.
I suo racconti di donne alla ricerca della loro essenza mi sembrano situarsi tutti lungo un continuum e proprio per questo si mescolano e si mischiano perdendo la loro unicità, ma a me piace così.
Ogni sua nuova opera diventa un'altro pezzettino del mio non ricambiato amore per il Giappone e diventa un ulteriore piccolo stimolo per il VIAGGIO che un giorno farò e per la permanenza che mi piacerebbe fosse decisamente significativa.
La trama è molto semplice e ve la copio da Internet: Dopo aver terminato gli studi a Tokio, Mari decide di abbandonare la vita frenetica della capitale per tornare nel suo paese natale. Un posto in riva al mare circondato dai monti, una località un tempo popolata da turisti e ricca di attività commerciali. Ma al suo ritorno la ragazza scopre una realtà fatta di tristezza e di abbandono. Le fabbriche hanno inquinato il mare tanto da distruggerne la fauna e la flora, i pescatori e i ristoratori hanno perso la materia prima del loro lavoro e la malinconia avvolge inesorabilmente i pochi residenti che sono rimasti in paese. Nessun ragazzo tornerebbe in un posto così, destinato ad un lento declino, ma Mari ha un progetto: aprire un chiosco di granite. Le sue sono delle granite particolari, senza i gusti tradizionali ricavati dagli sciroppi industriali, ma preparate usando i frutti delicati del territorio. Mentre Mari è impegnata a mettere in piedi la sua nuova attività, sua madre decide di ospitare per la stagione estiva Hajime, la figlia di una sua amica d’infanzia, che dopo aver perso sua nonna, sta attraversando un momento molto difficile. È così che il mondo di Mari e quello di Hajime si incontrano. La prima, una ragazza forte e combattiva, decisa a contribuire al miglioramento del suo paese, la seconda, fragilissima, sfigurata sin dall’infanzia a causa di un incendio.
E' il mare il terzo personaggio del libro, una distesa che porta in sé la ricchezza dei pesci e dei coralli, ma anche il ricordo di un periodo di abbondanza ormai passato. Il mare che mette in moto il sangue e i pensieri di Mari e Hajime, alimentando le loro aspettative e sedando le loro piccole delusioni, donando alle due ragazze il sollievo necessario per ricominciare una nuova vita.
Che dire più di così? Non si riesce a rendere la leggerezza dell'ineffabile quindi un suggerimento venale è che ve lo facciate regalare per Natale, tutto sommato 10 pleuri non si negano a nessuno, oppure, se mi assomigliate e aspettare non è il vostro forte, accattetevillo.
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