mercoledì, novembre 14, 2007

Teatro Eliseo di Roma - La Mandragola
Quest'opera scritta da Machiavelli mentre era in esilio per aver complottato contro i Medici è una delle ennesime dimostrazioni che "Il fine giustifica i mezzi".
La storia, risaputa, è quella che permette a Callimaco di andare a letto con la moglie di Nicia, proprio con il beneplacito di quest'ultimo, ed è veramente divertente.
Gli attori sono molto bravi, su tutti proprio Nicia, Ugo Pagliai, il classico fesso che si crede un gran furbone.
Mi ha di nuovo deluso il teatro Eliseo che nonostante la ristrutturazione non è stato dotato di adeguata distanza tra le poltrone (nonostante io sia la gonza bassa avevo comunque le ginocchia in bocca, non ho proprio idea di come avrebbe fatto la socia alta); inoltre non si è pensato di dotare la struttura di un numero congruo di toilette per piano (non è carino trascorrere tutto l'intervallo in piedi e in fila) non da ultimo, ma forse quest'ultima cosa si può imputare alla mia influenza sottosoglia, ho sentito molto freddo.
Se vi capita di voler andare a teatro ve lo consiglio, è un evergreen, se invece preferite, non muovervi da casa, c'è una versione televisiva con Totò nelle vesti del frate. Veramente machiavellica la disquisizione di frate Timoteo che, per convincere Lucrezia a bere la pozione di mandragola (per ottenere ducati in beneficienza) e a giacere con un altro uomo, si arrampica sugli specchi e le assicura che, essendo il fine ultimo concepire un figlio e dare discendenza ed onore al marito, anche Dio avrebbe benedetto il fatto..... e tutti vissero felici e contenti!
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