sabato, luglio 07, 2007


ROLLING STONES - A BIGGER BANG TOUR
ROMA, STADIO OLIMPICO
Special guest: gonzorte, Yari e Roberto
Let me please indtroduce myself, sono la gonza bassa e ho vinto due biglietti del concerto degli Stones che c'è stato ieri sera allo stadio Olimpico.
Queste le premesse, perchè ad aprile i biglietti dei Rolling Stones erano veramente troppo cari e avevamo scelto di prendere quelli del 2/10 per i Police a Torino. Mugugnando e sempre nella speranza del miracolo giovedì rispondo ad un sms della tim e vinco questi biglietti. Non sono stata l'unica (eravamo 2500) e li abbiamo pagati anche cari, considerando quello che e' successo dalle 16.00 alle 17.00 di ieri pomeriggio, quando dopo ore sotto il sole in fila alla cassa accrediti ci hanno cominciato a far correre da una parte all'altra dei botteghini dello stadio, e vi lascio immaginare cosa comportano circa mille persone che si mettono a correre e poi devono passare attraverso le porticine che limitano gli ingressi.
Con i biglietti in mano, e a rush di adrenalina passato, le gambe mi hanno tremato per dieci minuti, ma sono sopravvissuta, pure meglio una volta che ho visto che si trattava di montemario numerata.
Il gonzorte è sceso con tutta la calma che la sua regalità impone e siamo entrati verso le 19.00; a conti fatti non hanno venduto tutti i biglietti e sul prato organizzato con le sedie c'erano molti posti vuoti, ma lo spettacolo offerto da alcuni dei supergiovani presenti ci ha fatto passare meglio il tempo.
Il gruppo di supporto, non ho idea di chi fosse, passa senza colpo ferire, nel mentre sfondano dalle curve e in tantissimi si riversano sul prato, anche se il mio dubbio è che più che di sfondamento si possa parlare di apertura programmata. A quel punto saltano parecchi controlli e dalle tribune scendono in tanti e abbiamo così il piacere di vederci il concerto con Yari e Roberto, arrivati nel frattempo.
Il palco copre praticamente tutto il prato davanti alla tevere e si può immaginare che ad un certo punto, come poi accade, si sposterà in avanti portando la band a suonare più vicino alla montemario tagliando in mezzo al pubblico.
Alle 21.20 si comincia con Start me up e da quel momento è solo energia ed un fluire costante e continuo di emozioni che scorrono sopra e sotto pelle. Charlie è l'unico che non si tinge i capelli, è vero, Mick ad un certo punto si rimette la magliettina (della salute) e Ron e Keith non sono più giovani e si vede, ma non si sente e comunque anche gli altri membri della band, se escludiamo Lisa Fisher (che voce ragazzi) si aggira più intorno ai 60 che ai 40.
Si prosegue con alcuni pezzi dell'ultimo disco (Rough Justice e Streets of Love) mischiati con vecchie glorie e sì Let's spend the night together e Can't you hear me knocking , si resuscita James Brown con I'll go crazy e si mormora OHHH a Ruby tuesday, passando per You got me rockin e Tumbling dice.
Sentiamo cantare Keith con You got the silver e alla giaculatoria It's only Rock & Roll, Satisfaction, Miss you, Honky tonk Woman e Paint it black non ci si regolava già più da tempo.
Breve intervallo e Jagger esce vestito con un trench rosso fuoco, fiamme e fuochi d'artificio per Symphathy for the devil (e il mio pensiero vola verso te Benny e all'angelus di domani) con conclusione su Jumping Jack Flash.
Dico solo APOTEOSI.
Ri-Escono al volo, propongono Brown Sugar e improvvisamente, tutto finisce, e la stanchezza piomba come un macigno su una giornata che non pensavo di poter vivere e soprattutto di ricordare. I know, it's only Rock&Roll, but i like it, like it, yes I do.
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