giovedì, giugno 07, 2007

Whitestripes - Roma, Palatendastrisce

E per la serie "le gonzoinviate", eccovi il resoconto dell'esaltante concerto del duo Jack-Meg, presunti fratelli divorziati. Gente di tutte le età (di fianco a me c'erano padre e madre che avevano portato le due figlie undicenni), Armandino, Faster e Oreste di Radio Rock, Lorenzo e Andrea di Radio Radicale e Asia Argento con degli improponibili stivaletti verde acido (della serie se il brutto faceva male...).
Il concerto comincia alle 22.00 puntuali e fino alle 23.00 il duo galattico infila una serie di canzoni con un ritmo impressionante, rovinate soltanto dalla pessima acustica, non al livello del palaghiaccio di Marino, ma quasi. Scenografia essenziale, loro due su sfondo rosso.
La gente si scalda, balla e poga, l'uso del distorsore raggiunge, in alcuni casi, il limite di guardia. Tre o quattro canzoni sono tratte dal nuovo album, che IMHO sembra più simile a Elephant (il mio preferito) che a Get behind me Satan (solo sentibile). Dopo cinque minuti di pausa riprendono in grande stile e la seconda parte supera anche la prima, anche se non in durata. Ddopo esattamente 1 ora e 1/2 di concerto salutano e se ne vanno, Jack ringrazia a nome suo e della "sorella" per aver comprato i loro dischi; non riescono a terminare con il tormentone di seven nation army, perchè devono far accordare la chitarra, ma l'energia che sprigionano resta a lungo.
Credo che Dio suoni la chitarra come Jack White, e chiaramente Dio è Bellamy, ma senza applicare la proprietà transitiva al sillogismo.
Gran bel concerto, ieri ero in dubbio fino all'ultimo, (insomma c'era Italia-Lituania...) ma poi sono stata contenta di esserci stata e a giudicare dalle facce della gente e da quello che dicevano all'uscita, ero in buona compagnia. Peccato però siano passati anni (199# Depeche Mode - Violator Tour) da che non vado ad un concerto che superi l'ora e mezzo.
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