venerdì, giugno 22, 2007

Massenzio - Vikram Chandra e Roberto Saviano

Prima che si riprenda con le recensioni libresche, un'altra tappa delle Gonzinviate, la seconda e ultima al festival delle Letterature, quest'anno.
Due interventi agli antipodi sia a livello di registro (Chandra ha letto una sorta di piccolo saggio, Saviano un racconto) che, ovviamente, di contenuto, ma entrambi molto densi.
Entrambi provenienti da persone che in qualche modo hanno fatto di sè una diga, un vocabolario, una mappa del posto da cui provengono, ponendosi allo stesso tempo come "altro" e come protezione.
Nelle parole di Chandra una nazione profondamente cambiata e "costretta" dagli inglesi, la difficoltà di esprimersi con un linguaggio che non dia solo la comprensione del contenuto di un romanzo, ma che parli con i suoni, con la cultura nascosta tra le parole, con la Storia.
E poi Saviano e il suo racconto. Un ragazzo in camicia rossa, piccolo, su un palco, che legge di camorra e scandisce cognomi e dedica la lettura ai ragazzi della scorta assegnatagli. E che scrive bene, nonostante in questo "bellissimo paese" si dica che è sopravvalutato. (l'unico posto al mondo in cui si invidia la popolarità di una persona anche quando questa è conquistata con il rischio della vita).
Il racconto si trova sul web.
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