venerdì, maggio 25, 2007

Julio Cortàzar "Storie di cronopios e di famas" Einaudi

Quando la tua nipotina ti regala un libro che ti fa gridare al miracolo, cosa che magari non ti capita molto spesso, ti viene da chiederti se non hai fatto un buon lavoro anche tu (ovviamente oltre a genitori e nonne) e ti metti a gongolare con un sorriso ebete mentre la metro supera la tua momentanea fermata e scendi a quella che tornerà ad essere il tuo capolinea. Ergo, questo libro mi è piacuto un sacco ed è molto particolare.

Un tuffo in mondi che sembrano come il nostro, ma alla fine solo le parole hanno più o meno lo stesso significato, tutto il resto è sconosciuto e affascinante.

Tanti anni fa trasmisero una puntata di "Ai confini della realtà" in cui il personaggio cominciava a vedere che tutte le parole cambiavano significato e che alla fine era costretto a prendere un dizionario per immagini dei bambini ed imparare a parlare di nuovo (una versione univoca di un mondo di afasici), ecco questo libro mi ha dato la stessa sensazione, ma senza angoscia.

Italo Calvino, nella sua introduzione afferma: «I cronopios e i famas, due geníe d'esseri che incarnano con movenze di balletto due opposte e complementari possibilità dell'essere, sono la creazione piú felice e assoluta di Cortázar. Dire che i cronopios sono l'intuizione, la poesia, il capovolgimento delle norme, e che i famas sono l'ordine, la razionalità, l'efficienza, sarebbe impoverire di molto, imprigionandole in definizioni teoriche, la ricchezza psicologica e l'autonomia morale del loro universo. Cronopios e famas possono essere definiti solo dall'insieme dei loro comportamenti. I famas sono quelli che imbalsamano ed etichettano i ricordi, che bevono la virtú a cucchiaiate col risultato di riconoscersi l'un l'altro carichi di vizi, che se hanno la tosse abbattono un eucalipto invece di comprare le pasticche Valda. I cronopios sono coloro che, se si lavano i denti alla finestra, spremono tutto il tubetto per veder volare al vento festoni di dentifricio rosa; se sono dirigenti della radio fanno tradurre tutte le trasmissioni in rumeno; se incontrano una tartaruga le disegnano una rondine sul guscio per darle l'illusione della velocità.Del resto, osservando bene, si vedrà che è una determinazione degna dei famas che i cronopios mettono nell'essere cronopios, e che nell'agire da famas i famas sono pervasi da una follia non meno stralunata di quella cronopiesca».

Non è chiaro per niente vero? Per questo vi conviene leggere il libro....
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