domenica, aprile 29, 2007


Chiara Palazzolo "Non mi uccidere", "Strappami il cuore" e "Ti porterò nel sangue" Piemme

Meglio conosciuta come la trilogia di Mirta/Luna, questi libri della scrittrice italiana molto apprezzata dalla Lipperini, è stata molto apprezzata anche da me.

Il primo libro ci introduce nel mondo dei sopramorti, un po' zombie e un po' vampiri, quelli che tornano perchè (forse) hanno delle cose in sospeso, ma non tutti, e soprattutto non tutti tornano mortalmente inca$$ati come la protagonista dei libri, Mirta appunto, o Luna, dopo.

Muore di overdose perchè il fidanzato ci teneva a stare assieme per sempre a cominciare da subito, ma qualcosa va storto e ci troviamo in un mondo come il nostro, solo con un paio di realtà in più, giusto qualcosa che non assomiglia tanto ai fantasmi, quanto piuttosto ai morti viventi, dove la vita e la morte non hanno più un confine chiaro e delineato e dove i vivi sembrano morti e i morti fanno di tutto per sembrare vivi, qualsiasi cosa significhi.

La saga si snoda tra storie di amori terreni e ultraterreni, conosciamo una serie di personaggi comprimari che ci rimarranno in mente per parecchio, Paco su tutti, cominciamo a chiederci quale sia veralmente la realtà e se poi ci sia veramente una realtà che ci possa fare da filo di Arianna nei meandri tortuosi della storia.

Il primo libro non si legge tutto d'un fiato, ma gli altri due sicuramente sì. Non scrivo di più altrimenti dovrei spoilerare il tutto, ma comunque una bella novità nel panorama italiano dell'orrore che diciamocelo, non brilla, anzi.
Comunque, catalogare questi libri tra quelli de' paura è estremamente limitante, l'approfondimento psicologico dei personaggi è tale che spesso ci si perde; per esempio non mi è ancora chiaro di chi era tanto innamorato uno dei personaggi, ma se poi vi capita di leggerli li commentiamo insieme, credo che chiunque di noi si costruisca una visione dei fatti, e quando è tutto molto confuso, è ancora più facile che siano tutte diverse.
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