sabato, gennaio 27, 2007

Qualcuno volò sul nido del cuculo - Milos Forman, 1975
Troppo freddo per andare al cinema e il gonzorte propone DVD, accetto, ignara.
Il film di cui sopra il titolo è terribile, durissimo, doloroso, triste e immensamente cinico.
Un Jack Nicholson bello, nonostante mi sembra di capire i capelli non li abbia mai avuti; un Danny De Vito irriconoscibile, il dottore pazzo di ritorno al futuro e un capo indiano che sembrava una di quelle statue che si vedevano fuori dai negozi del Klondike sui vecchi Topolini.
Una storia ambientata nel 1973 e mentre da noi il buon Basaglia faceva chiudere i manicomi, negli Stati Uniti si faceva un uso disinvolto di elettroshock e lobotomia frontale.
Una domanda che rimbomba nel cervello rispetto a cosa sia la pazzia e se davvero la differenza dagli altri, la troppa differenza dagli altri, può essere considerata una scusa plausibile per l'etichetta. Conosco alcuni che si crogiolano nell'infelicità ritenendosi troppo sensibili per vivere a questo mondo, non li condivido, ma non li considero pazzi, ma forse in america è tutto molto più facile, nel mondo del conformismo, anche non distaccarsi come gli altri può fare la differenza.
Non lo so, il film non mi è piaciuto, ma sicuramente mi ha riportato a farmi una serie di domande che non mi ponevo da tempo, se vi va di mettervi a pensare lo trovate in DVD o dove vi pare.
P.S.
Come vedete sto cercando di riprendere in mano la situazione per quanto riguarda il layout del blog, prima o poi riuscirò anche a fare un indice alfabetico...
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