martedì, gennaio 23, 2007

Dai Sijie "Balzac e la Piccola Sarta cinese" Adelphi
C'era una sola cosa che poteva farmi tralasciare momentaneamente la mia frenesia vampiresca, ed era il regalo natalizio della socia gonzica, che sfidando la sorte ha deciso di regalarmi un libro, ed ha vinto.
Una piccola storia, una tragedia leggera, anzi, una tragedia nella tragedia. Si parte dalla rieducazione di due adolescenti i cui genitori vengono considerati nemici dello stato da parte di Mao e quindi spediti in montagna a lavorare con i contadini; si arriva a scoprire che un altro ragazzo, nella loro stessa situazione, possiede una valigia di libri proibiti, tra cui Balzac, Dumas, Melville e Flaubert. Si osservano altre piccole rieducazioni: quelle dei ragazzi alla luce dei libri proibiti e quella della piccola sarta, trasformata in eroina romantica, e poi si assiste alla fine.
Tutto qua, già, ma vorrei riuscire io a scrivere tutto questo con la stessa fluidità e assenza di gravità come l'autore, magari anche solo riuscire a raccontare come Luo, e affascinare i miei ascoltatori con le mie parole, anche se mutuate da qualche film o a qualche romanzo.
E' stato un gran libro, anche se è durato poco, peccato che non ci sia un seguito, ormai mi considero un lettore seriale, qualunque cosa non abbia un seguito mi fa tentennare...

1 commento:

gian ha detto...

Ho letto questo libro molti anni fa, in una precedente edizione, con una copertina diversa (e forse più intrigante). In seguito ho spinto molti miei conoscenti a leggerlo, per la dolcezza e la profondità del testo. Credo si tratti di un libro che resta dentro e sono stato contento di vederlo ora qui, anche perchè ha avuto scarsissime recensioni. L'altro libro dello stesso autore, Muo e la vergine cinese, mi è piaciuto però molto meno.