mercoledì, novembre 22, 2006

Roberto Saviano "Gomorra" Mondadori 15.50
Avevo detto che lo avrei letto ed ecco qua una delle recensioni più amare che abbia scritto su questo blog, perchè nonostante dell'argomento che già conoscevo se ne fosse discusso a oltranza su tutti i media, niente mi aveva preparato a quello che avrei letto, anzi per dirla tutta, ripensando ad un sacco di persone che ne hanno parlato, sono pronta a scommetere che solo il 10% di loro lo abbia veramente letto.
Il libro parla della camorra, di come vive e impera in un raggio piuttosto ampio che oltre alla Campania e ad una serie di altre grosse città italiane oltre a Napoli, fa grossi affari dal Canada alla Cina, passando per Russia e l'Argentina, giusto per dire che nessuno si salva.
Saviano racconta delle guerre di mafia, delle donne di mafia, dei ragazzi che diventano mafiosi e non lo fa con il pietismo e la condanna, o no, ci sono delle alternative, ma diciamo che per chi nasce a Secondigliano, sono moooooolte meno di quelle di un coetaneo nato a Roma, forse un po' di piu' di quelle di un bambino mai nato, citando la fallaci o anzi, meglio, come dice Frankie Hi sono carne morta in partenza.
La parola omertà assume tutto un altro significato quando viene inserito in un contesto in cui non abbassare lo sguardo può costarti un proiettile, figurarsi guardare chi esplode quelli destinati ad un altro.
Deve essere un bel tipo questo Saviano, amante di Pasolini e della verità, anche se questa è un'altra di quelle parole che vanno inserite prima in un contesto per capire di che si parla oltre una certa latitudine; andava in giro con la sua vespetta e documentava, vedeva i morti, conosceva i trasportatori, andava a cena con i cinesi e parlava sulla tomba dei suoi eroi, ma forse quello che mi ha colpito di più è stata l'amarezza e la bile che è riuscito a veicolare con le sue parole, la sconfitta trapelava assieme alla frustrazione e al senso di inutilità che rendevamo me incapace di stare ferma mentre leggevo il libro: quando l'incazzatura era arrivata al livello di guardia dovevo chiudere e questo spiega perchè ci ho messo tanto a finirlo, nonostante fosse scritto veramente in modo molto chiaro e scorrevole.
Sono d'accordo con chi un precedente post aveva affermato che questo libro dovesse essere letto in classe, è dai bambini che si dovrebbe cominciare, dando loro più opportunità, una cultura diversa e non basata sull'uso della forza; di oggi sono comunque tutte le vicende che riguardano i casi di bullismo, anche in questo caso, passato il quarto d'ora di celebrità, i giornali rivolgeranno i loro riflettori altrove, gli stessi giornali che si limitano ad un trafiletto o a due parole sull'ennesimo morto ammazzato nella guerra tra i clan.
Pazzesco come poi il solo essere ucciso metta le persone, colpevoli e no, nell'ombra della camorra: non puoi essere stato ammazzato perchè ti opponevi o perchè ti trovavi al posto sbagliato al momento sbagliato, o peggio ancora per interposta persona, in quanto cugino di ottavo grado del fratello del cognato del boss sbagliato, chiunque muoia sparato con un età superiore ai 13 anni, viene ammantato nel sospetto di essere collegato al sistema, vaglielo a spiegare che magari non avevi abbassato lo sguardo quando dovevi.
La cosa che salva l'Italia, secondo alcuni, è la grande capacità di adattamento degli italiani, il fatto che riescano sempre a trovare un modo per sopravvivere. Secondo me è una condanna, la stessa condanna che pesa sulla testa di tutti coloro che hanno visto e si sono girati e hanno pensato che in qualche modo se gli succede tutto questo la colpa è anche loro.
Io credo che sia soprattutto colpa nostra, di tutti quelli che vedono e pensano che non si può fare niente, anzi magari gli mettiamo una scorta a questo scrittore così ci mettiamo l'anima in pace. Io non so quando la mia smetterà di strillare, ci sto lavorando, un paio di romanzi di Candance Bushnell e passa la paura, e poi a me la mozzarella di bufala non mi è mai piaciuta....
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