mercoledì, ottobre 25, 2006

Orhan Pamuk è un piatto complicato

Una di quelle ricette che vanno avanti per ore, con piu’ preparazioni laterali altrettanto esigenti di pazienza e attenzione.
Di quelle che a un tratto non ne puoi più e pensi a chi te l’ha fatto fare “e guarda quanto manca, ancora” e vorresti ordinare una pizza (o una Kinsella qualunque in questo caso), mandare all’aria tutto e ripulire la cucina.
Mollare, insomma.

Poi, magia.
Finito di rimestare e unito il tutto, lasciato in cottura per un po’, con testardaggine e una presa di scetticismo…il piatto arriva in tavola.
E ha un sapore buonissimo. Persistente, armonico, fuori dall’ordinario.
Non dirò quindi che i romanzi di Pamuk sono alla portata di tutti.
Anzi, se non vi va di leggere con calma, di riprendere le frasi e siete colti da fame impellente o, viceversa, è un momento di scarso appetito, lasciate perdere.
Rischiereste di odiarlo e bollarlo per sempre.
Se invece, magari parallelamente ad altro, avete voglia di qualcosa di spesso, orientale e misterioso, da assaporare pian piano e con cui occasionalmente litigare…Se non vi fa paura un autore verboso, che procede con un ritmo irregolare e che non si sa dove arriverà o se volete essere a la page da veri radical chic “oh si, ha vinto il Nobel per la letteratura, l’ho letto!” , se avete amato la Turchia come la sottoscritta e volete ritrovarla nei suoi aspetti piu’ quotidiani e sfaccettati…qui sotto c’è la sua produzione tradotta.
Neve e La nuova vita li ho adorati. Dopo essere stata vicina a lanciarli dalla finestra…

Roccalba (o Il Castello Bianco)
La casa del silenzio
Il libro nero
La nuova vita
Il mio nome è Rosso
Neve
Istanbul

Psssttt....Il signor Pamuk è anche uno che non la manda a dire. E che ha rischiato per la sua presa di posizione sui curdi e gli armeni. (Un sottoprefetto ha addirittura ordinato la distruzione dei suoi romanzi nelle librerie e nelle biblioteche).
Se non volete affrontare subito i romanzi, cercate le interviste e gli articoli che ha dedicato alla politica del suo Paese. Ne vale la pena.
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