giovedì, aprile 06, 2006

Storie di uno scemo di guerra di Ascanio Celestini - Einaudi - 11,50

La prima volta in cui ho visto Ascanio Celestini ho pensato "Questo è matto".
Matto per "quella faccia un po' cosi'", matto per la tenacia nel riproporre argomenti di Storia quando evidentemente (e tristemente) il ricordare non interessa quasi a nessuno.
E per fortuna quasi, perchè ascoltarlo è un incantesimo e l'unica pazzia, la sua passione per cio' che trasmette.

"Storie di uno scemo di guerra" è un libro piccolo, breve e con tutta l'Umanità dentro.
Gli ultimi giorni della Seconda Guerra Mondiale a Roma. Bombardamenti, maiali, barbieri misteriosi, rastrellamenti, mosche e sosia sullo stesso piano. Perchè una cipolla puo' essere piu' importante di una casa crollata.
La Storia raccontata dal papà di Ascanio e da una teoria di personaggi che sembrano usciti da un sogno. Vicende che si legano, si toccano e si separano, in un italiano romanizzato e in posti che, (commossa) ho la fortuna di avere vicini.
Da milanese emigrata ho letto le ultime dieci pagine con il magone. Figuriamoci se a leggerlo è un romano doc.
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