giovedì, gennaio 26, 2006

Il CAF della CGIL
Come alcuni di voi che ci leggono sanno, il mio lavoro è un po' diverso da quello scritto sulla mia busta paga e ultimamente la tendenza è al peggioramento assoluto.
Così, come scegliamo i libri dalla copertina o dall'autore, stavolta mi permetto di pescare dalla mia vita privata per parlarvi del Centro di Assistenza Fiscale, che, come spesso accade, non conoscevo fino a quando non mi è servito.
Nella mia famiglia hanno tutti a che fare con i soldi (degli altri) tranne me (la mia ipotesi di base a me i soldi mi schifano e quindi tendono proprio a girarmi a largo), e questa premessa è d'obbligo perchè fino a poco tempo fa era mia mamma che seguiva le mie spassose dichiarazioni dei redditi, fino a quando non sono cambiate alcune cose e la situazione si è ulteriormente complicata, e peggiorata.
Lo sconforto dell'augusta genitrice nel non sapersi gestire alcune mie domande rispetto a come fosse possibile dover pagare certe tasse pur essendo sotto la soglia di povertà, mi ha spinto a cercare aiuto al CAF più vicino a casa mia, che, siccome abito nell'ameno borghetto comunista, è quello della CGIL.
La cosa mi preoccupava un pochino, pensavo che oltre a dirmi che dovevo pagare, mi chiedessero anche dei soldi per darmi le brutte notizie.
Allora al caf sono stati gentilissimi, per telefono mi hanno dato appuntamento al giorno dopo e un ragazzo carinissimo (sia di modi che di viso) ha trovato le parole per spiegarmi qual'era il problema, perchè avrei dovuto pagare dei soldi (non tutti i liberi professionisti guadagnano bene) e soprattutto lo ha fatto gratis, non bisogna nemmeno pagare l'iscrizione al sindacato.
Insomma il succo del discorso è questo: il lavoro è un diritto, qualsiasi cosa vogliano farci credere, quindi se avete dei dubbi ci sono posti come questo che ve li leva; sono anche i luoghi adatti per cominciare una vertenza, ma per fare questo ti chiedono di iscriverti, e a questo punto ben venga!
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