sabato, novembre 19, 2005

Cosa bolle in pentola

Personalmente adoro i libri di cucina.
Amo leggere, ascoltare, condividere ricette di ogni genere, dal risotto alla milanese al curanto.
Anelo ad avere sotto l'albero il Cucchiaio d'argento e vi diro', nemmeno La Prova del Cuoco in tv mi lascia indifferente.
Chi pero' mi fa venire voglia di aprire all'istante una confezione di Quattro salti in Padella, di buttare il grembiule alle ortiche e abbonarmi alla tavola calda sotto casa è Vissani.
E non è per la sovraesposizione mediatica, per il fatto che viaggi da Unomattina a Porta a Porta (trasmissioni che avrebbero la vita di una libellula se le Gonze avessero il monopolio Auditel). Il problema è proprio lui.
Come un caro amico, degno figlio di chef, giustamente stigmatizzava infatti, il nostro omone tocca, pasticcia, avvicina al viso gli ingredienti, i piatti, contro ogni buona norma igienica. E che dire delle ricette presenti sul Venerdi di Repubblica? Piattini di nouvelle cuisine dalla genesi dubbia che pochi tenteranno di mandare in porto, sia per l'aspetto che per il mixing match allucinante (i miei amici si ciberebbero di un mio braccio dovessi presentare tre microparti di manzo e due goccioline di sciroppo d'acero spacciandole per arte culinaria).
A meno che i lettori del Venerdi non siano tutti aspiranti cuochi-fusion, in tal caso mi genufletto.
Come dice il mio fidanzato "non saremo mai introdotte nel mondo della cucina mainstream"...forse preferisco rimanere indie con il mio filetto alla Stroganoff.
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